TRASFERIRSI IN AMERICA: QUALE VISTO RICHIEDERE – Madre in Italy
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TRASFERIRSI IN AMERICA: QUALE VISTO RICHIEDERE




Il sogno americano conserva un innegabile fascino: sei giunto all’importante decisione di trasferirti negli Stati Uniti? Andare a vivere nel Paese a stelle e strisce non è un percorso semplice ma nemmeno impossibile.

La burocrazia per i processi di immigrazione è complessa e gli standard molto rigidi: per questo, se non si seguono tutti gli step necessari si rischia di impiegare tempo, denaro ed energia senza risultati.

Ma basta seguire i giusti procedimenti per essere in regola con i visti di permanenza, per partire a cuor leggero per il proprio futuro oltreoceano. E, chissà, un giorno ottenere la leggendaria Green card per avere accesso permanente negli USA.

Andiamo con ordine.

TRASFERIRSI IN AMERICA: QUALE VISTO RICHIEDERE

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VADO A FARE UN VIAGGIO DI “SOPRALLUOGO”. HO BISOGNO DI UN VISTO?

Per qualsiasi viaggio turistico che duri al massimo 90 giorni i cittadini italiani – e di tutti gli altri paesi che fanno parte del programma Visa Waiver Program – non hanno bisogno di nessun visto.

Gli unici adempimenti necessari sono un biglietto di andata e ritorno entro i 90 giorni, un passaporto valido (ricorda che l’apposizione della marca da bollo da 40,29 euro sul passaporto ogni anno nel caso di viaggi al di fuori dell’Unione Europea è stata abolita nel 2014 e non è quindi più necessaria) e la compilazione dell’ESTA, procedimento che costa 14 dollari che gli USA applicano per una maggiore sicurezza soprattutto per chi viaggia senza visto.

Si compila online sino a 3 giorni prima della partenza e va consegnato sull’aereo una volta in viaggio; rimane valido per i 2 anni successivi.

VISTI PER GLI USA OLTRE I 90 GIORNI

Le cose si complicano se si viaggia negli USA per lavoro o studio oppure per un periodo superiore a 90 giorni.

Contrariamente ai Paesi dell’Unione Europea, i cittadini stranieri che entrano negli Stati Uniti per più di tre mesi hanno bisogno di un visto: temporaneo per chi studia o lavora in suolo americano per un certo periodo, permanente nel caso di un vero e proprio trasferimento.

Certo, il tuo obiettivo è quello di trasferirti in modo permanente in America, ma ricorda che il modo più sicuro ed efficace per riuscire a farlo è grazie a un lavoro.

Gli americani sono molto rigidi su questo: sono tanti gli stranieri che vivono nel Paese e contribuiscono all’economia degli Stati Uniti, e sono tendenzialmente ben accetti se e solo se in possesso di un lavoro che permetta loro di vivere e di non gravare sul Governo Federale.

Quindi, nel caso non fosse semplice trovare immediatamente un lavoro in un’azienda americana dall’Italia e tu volessi iniziare con uno stage temporaneo, un tirocinio o un periodo breve in un’azienda americana, avresti già un ingresso regolare nel Paese che potrebbe trasformarsi in un visto permanente.

Per completezza ecco entrambi i tipi di visti – non immigranti, quelli temporanei, e immigranti, quelli permanenti – per poter fare i tuoi calcoli.




VISTI NON IMMIGRANTI – TEMPORANEI

I visti temporanei per gli Stati Uniti per un periodo superiore a 90 giorni (o per scopi diversi da quelli turistici) si dividono in diversi tipi a seconda dello scopo della permanenza sul suolo americano.

Queste sono le diverse categorie:

B1: per viaggi di lavoro, negoziazioni di contratti, conferenze;

B2: per turismo oltre i 90 giorni e motivi medici;

F: per un programma di studio in qualsiasi grado accademico (dalle elementari in poi) o per corsi di lingua;

J: il cosiddetto Exchange Visa, che viene rilasciato per tutti i programmi di scambi culturali e universitari, tirocini, stage o lavoro a breve termine anche per professori e ricercatori.

Nel caso tu volessi partire proprio da un’internship in un’azienda (ricorda che puoi fare richiesta se sei iscritto in un’università o sei laureato da non più di 12 mesi dalla domanda) questo è il viso che dovrai richiedere.

Ricorda invece che, se volessi cominciare con uno scambio universitario, entrerai con il visto J nel SEVIS (Student and Exchange Visitor Information System), e pagherai la fee con modulo I-901. Tutte queste informazioni, in ogni caso, vengono generalmente fornite dall’università ospitante.

H, L, O, P, Q: sono tutti visti lavorativi e temporanei (quindi per un periodo determinato) per un’azienda o un datore di lavoro statunitense, che sarà colui che dovrà sponsorizzarti il visto, ovvero fare una richiesta specifica affinché venga erogato.

Queste categorie di visti comprendono un numero diverso di professioni che possono essere consultate nella pagina apposita del sito del Dipartimento di Stato Americano, e annoverano anche lavoratori con particolari doti artistiche, scientifiche o atletiche e trasferimenti temporanei interni alle aziende.

I: è un visto specifico per i media, ovvero per tutti quei giornalisti di carta stampata, Internet, Radio e Tv che viaggiano temporaneamente sul suolo americano per motivi informativi essenziali per la loro professione nel paese d’origine. L’organizzazione mediatica per cui forniscono le informazioni deve avere la sede in un Paese esterno agli Stati Uniti.

Questi sono i visti più comuni per chi necessita di un viaggio temporaneo per lavoro o altri motivi negli Stati Uniti.

Per completezza inseriamo anche i visti più specifici disponibili:

C: per chi deve solo transitare su suolo americano per andare in un’altra destinazione;

D: per tutti i membri delle crew di navi o linee aeree che transitano da e per gli Stati Uniti;

E1 – E2: visti specifici per trattati commerciali o investimenti internazionali tra il Paese d’origine e gli Stati Uniti;

A- G – NATO: per tutti i funzionari di organizzazioni internazionali, personale americano straniero e membri della NATO.

VISTI NON IMMIGRANTI – PERMANENTI




Se invece vuoi puntare subito al trasferimento permanente negli Stati Uniti sappi che ci sono tre modi diretti per farlo. I visti, in questo caso, conducono alla leggendaria Green Card.

Nei primi due bisogna essere sponsorizzati da:

  • Stretti familiari già cittadini americani o legalmente residenti nel paese – visti K e I, per coniugi o fidanzati di cittadini americani o residenti
  • Un datore di lavoro – ogni anno fiscale (dal 1 ottobre al 30 settembre successivo), vengono emessi circa 140mila visti immigranti per lavoro sotto le leggi di immigrazione degli Stati Uniti. Sono divisi in cinque categorie preferenziali, in base alle proprie capacità lavorative, e molte volte i coniugi e figli possono accompagnare chi richiede il visto. Per alcuni tipi di visto immigrante, un potenziale datore di lavoro “sponsor” deve prima ottenere un certificato di approvazione dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti

Le cinque categorie, riassumendo, sono le seguenti:

EB-1: riservata a persone con straordinarie doti in scienze, arti, educazione, economia o sport, inclusi eccellenti professori, ricercatori o manager internazionali;

EB-2: riservata a persone che svolgono professioni con particolari lauree e dottorati o abilità nel campo delle arti, scienze o sport;

EB-3: riservata a professionisti o a lavoratori con particolari capacità e almeno due anni di esperienza;

EB-4: riservata a “immigranti speciali”, tra cui lavoratori religiosi e impiegati in pensione in organizzazioni internazionali;

EB-5: riservata a investitori che impiegano almeno 500 mila dollari in una nuova attività commerciale o azienda che attivi almeno 10 posti di lavoro full-time per lavoratori americani.

Il terzo modo è molto più semplice a livello burocratico ma – quasi – totalmente in mano al caso: la lotteria per la Green Card.

COME FACCIO A TENTARE LA SORTE CON LA LOTTERIA PER LA GREEN CARD?

Questa lotteria, dal nome Diversity Visa Program, è gestita dal Dipartimento di Stato e permette ogni anno, in un determinato periodo di tempo che dura circa un mese, di iscriversi e tentare la sorte per essere estratti come futuri cittadini americani.

Nel 2016, ad esempio, il periodo per fare domanda è stato dal 4 ottobre al 7 novembre. In palio ci sono 50.000 mila Green Card per i cittadini di molti Paesi del mondo, Italia inclusa (esclusi, in particolare, sono il Messico, il Brasile, il Canada, il Regno Unito, la Cina e l’India).

I requisiti per partecipare sono sostanzialmente due:

  • Essere nato in uno dei Paesi che rientrano nel programma (altrimenti il coniuge deve essere nato in uno di tali Paesi e deve fare domanda insieme al richiedente);
  • Possedere un diploma di scuola superiore o equivalente OPPURE 2 anni di esperienza professionale nei precedenti cinque anni.

Insomma, requisiti non troppo rigidi, giusto?

Si compila il modulo con le proprie informazioni personali e, una volta fatto, si riceve un codice personale per controllare se si è stati sorteggiati. Se sì è fatta: si iniziano le pratiche per ottenere la Green Card!

Che dici, vuoi tentare la fortuna? 😉

DOVE DEVO RECARMI PER RICHIEDERE UN VISTO?

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Per qualsiasi tipo di visto, invece, si procede così: per prima cosa si fa domanda ufficiale online, compilando il modulo DS – 160 (solo sul sito ufficiale del Dipartimento di Stato Americano, mi raccomando!), in cui si indica anche quale tipo di visto si sta richiedendo, dopo aver individuato quello corretto per le tue esigenze.

Tutte le risposte vanno scritte, tassativamente, in lingua inglese, e ti consiglio di avere a portata di mano il tuo itinerario di viaggio (in che città, albergo o casa di amici pernotterai) e i resoconti degli ultimi viaggi fatti negli Stati Uniti e a livello internazionale negli ultimi 5 anni.

Oltre alle informazioni richieste tieni pronta anche una fototessera in formato digitale, ricorda sempre che il tuo viso nella foto deve essere perfettamente riconoscibile, quindi via cappelli, ciuffi davanti agli occhi e magari anche occhiali, e bisogna stampare la pagina di conferma.

Una volta fatta la domanda va preso appuntamento al Consolato (o all’Ambasciata) Americano più vicino per un colloquio in cui ti verranno chieste le motivazioni del viaggio e sostanzialmente verrà verificato che tu vada negli USA effettivamente per fare ciò che dici di voler fare.

Al colloquio verranno richiesti anche i documenti annessi specifici per ogni tipo di visto.

Quelli comuni a tutti sono:

  • La pagina di conferma del modulo DS – 160 di cui sopra;
  • Un passaporto valido per almeno 6 mesi oltre il periodo di soggiorno negli Stati Uniti;
  • Il pagamento di una tassa consolare in una filiale BNL non rimborsabile.

In Italia ci sono solo 4 Ambasciate e Consolati dove recarsi:

Consolato U.S a Milano
via Principe Amedeo, 2/10
20121 MILANO
Phone: (+39) 02.290351

Ambasciata U.S. a Roma
Via Vittorio Veneto 121
00187 Roma
Phone: (+39) 06.46741

Consolato U.S. a Firenze
Lungarno Vespucci, 38
50123 Firenze
Phone: (+39) 055.266.951

Consolato U.S. a Napoli
Piazza della Repubblica
80122 Napoli
Phone: (+39) 081.583.8111

ALLORA, HAI DECISO DI TRASFERIRTI?

Ottimo, ricordati che il modo più sicuro per farlo è tramite un lavoro: un’internship in un’azienda americana che ti possa far mettere un piede nel mondo lavorativo statunitense è un ottimo inizio.

Altrimenti cercare lavoro in Italia in un’azienda che ha un braccio operativo negli Stati Uniti è un altro intelligente percorso per mandare a segno il tuo trasferimento.

Se poi ti sentissi davvero fortunato, tieni d’occhio la Lotteria e…fingers crossed!

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About the Author

Alessandra Arpi è giornalista, blogger e consulente digitale. Ha vissuto ad Albany (New York) e ha viaggiato molto per gli Stati Uniti e il Canada. Appena può scappa zaino in spalla per nuove avventure. Ama la cultura anglosassone, i libri di Franzen e le serie tv.

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