Tír na nÓg – Madre in Italy
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Il Blog di Madre in Italy

Tír na nÓg

Un titolo che quantomai si confà a questa terra eterna e sempre giovane, che si tuffa nella modernità, ma non sa come affrontarla, che non vende alcolici il Venerdì Santo, ma si ubriaca fino allo sfinimento per tutti gli altri giorni dell’anno.

Piena di contraddizioni, questa terra, come lo sono i giovani, con il loro incedere baldanzoso e sicuro verso un futuro incerto, in un presente instabile.

In Irlanda ci sono capitata per caso. Dublino è la meta che mi è stata assegnata quando sono diventata assistente di volo, ed è divenuta la casa che non avrei mai pensato. L’inglese cantilenante (e per molti incomprensibile) dei suoi abitanti squinternati è ormai una melodia familiare, specie dopo giorni interi in giro per l’Europa, sommersa da suoni, odori e sapori diversi, esotici.

Solo quattro anni fa ero una ragazza qualunque, che viveva in una città di provincia del Sud Italia e sognava di vedere il Mondo, spinta da un’inquietudine ancestrale.

Ho mandato la mia candidatura quasi per caso, in un noioso e assolato pomeriggio d’Agosto e qualche mese dopo mi sono ritrovata con una valigia in mano davanti a un gate. Io, che in aereo ci avevo messo piede si e no 6 volte, ho iniziato il corso da assistente di volo che mi ha cambiato la vita.

E’ difficile spiegare quanto un lavoro del genere finisca col condizionare ogni aspetto della tua quotidianità. Chi ha un’impiego d’ufficio può godere di giornate strutturate in modo sempre simile, e può gestire il proprio tempo in maniera regolare, prenotare le vacanze d’estate, organizzare il Natale in famiglia, decidere cosa fare nel weekend con gli amici.

Quando voli il tempo perde la sua consistenza. I giorni della settimana non hanno alcun valore, le ore si dilatano e restringono a fisarmonica, come dominate da qualcosa di diverso dalle leggi della fisica. A seconda delle rotte che fai capita spesso di vivere lo stesso momento più volte al giorno, come un deja vu.

Le stanze d’albergo che all’inizio ti entusiasmavano, finiscono col sembrare tutte uguali e arrivi al punto che non t’importa se in camera hai il minifrigo, o le pantofole, o se la tv si sintonizza su canali Italiani o Inglesi, ma guardi quello che trasmettono, nelle lingue che capitano, senza veramente vedere.

Le tue giornate cominciano alle 4 del mattino, quando la maggior parte ancora è in fase REM o torna dalla baldoria del sabato sera, e le trascorri prendendoti cura di persone di ogni parte del Mondo, ascoltando le loro storie, diventando loro confidente, loro amica, badando al loro bambini.

Migliaia, milioni di vite s’intrecciano alla tua; vite di cui, in molti casi, non serberai memoria.
Se sei fortunato avrai libero il giorno di Natale (a Dublino l’aeroporto chiude, per esempio), ma dovrai lavorare la sera della Vigilia e anche a Santo Stefano, quindi tornare in Italia diventa poco più che un miraggio.

La tua famiglia d’origine finisci per vederla su Skype ogni volta che puoi, con conversazioni intermittenti sull’autobus, o a casa, prima di crollare addormentati, escogitando ogni stratagemma per far combaciare i tuoi orari con i loro, specie quando, come nel mio caso, ogni membro vive in una nazione diversa.

Il tempo che passi con gli amici e le persone care diventa più che mai prezioso, e quasi vorresti non dormire mai durante i tuoi giorni off, pur di goderne appieno, e quando prepari la valigia per il tuo prossimo viaggio può capitare di commuoversi a vedere le gatte che ci s’infilano dentro, perché vorresti davvero poterle portare con te.

Prendere l’aereo diventa ordinaria amministrazione, quasi come salire su un autobus, e il concetto di distanza assume sfumature tutte nuove, se pensi che ad arrivare a Londra ci metti un’ora scarsa, mentre raggiungere la tua amica che vive a Cork diventa un viaggio di 4 ore in corriera.

Indossi abiti comprati in nazioni diverse, e il muro di casa tua diventa un collage di cartoline, fotografie, con date e nomi scarabocchiati dietro e molti dei tuoi amici vivono in Finlandia, Norvegia, Francia, Italia, Inghilterra. Nell’arco di una serata fuori intavoli conversazioni in 4 lingue diverse, passando da una all’altra con una naturalezza degna dei film di 007.

Vedi tanti, tantissimi posti. Puoi passeggiare lungo le rive della Senna, perderti tra i canali di Amsterdam e respirare la storia a Edimburgo e Stirling, trotterellando tra milioni di facce a Londra e prendendo il sole sulle spiagge di Biarritz.

Ed è bello. Viaggiare, conoscere, scoprire sono le cose che danno il senso al mestiere che faccio, che mi permettono di apprezzarlo e goderne finché potrò.

Ma in fondo in fondo, il momento più bello di un viaggio, quello che preferisco in assoluto, è quello in cui infilo la chiave nella toppa e apro la porta della mia casetta di mattoni rossi.

By Giulia

About the Author

Francesco Menghini è filmaker, blogger e traveller. Da anni in giro per il mondo è il Founder di Madre in Italy. Grazia Pracilio è content manager e consulente creativo. Autrice TV da molti anni è approdata a Madre in Italy come Co-founder.

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