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RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE PROFESSIONALI




 

Sei un professionista e vuoi ampliare i tuoi orizzonti lavorativi all’estero?

Per evitare brutte sorprese e avere un quadro più chiaro delle tue opportunità, ti consiglio di verificare il riconoscimento dei titoli professionali nel Paese in cui vuoi recarti.

Facciamo chiarezza su come fare questa verifica e proviamo a percorrere insieme le tappe necessarie per richiedere ed ottenere il riconoscimento dei tuoi titoli professionali, in modo da semplificare il più possibile questa procedura.

Sei hai bisogno di un aiuto specifico, puoi richiederlo ai consulenti di Madre in Italy cliccando qui.

Se, viceversa, hai intenzione di capire come muoverti nei meandri della burocrazia europea, prendi carta e penna, allacciati le cinture e inizia con me questo viaggio.

Pronto? Iniziamo…

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RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE PROFESSIONALI

lavoro-all'esteroLa prima cosa da fare è questa:

Consulta la BANCA DATI DELLE PROFESSIONI REGOLAMENTATE nei paesi dell’Unione Europea.

Si, perché a vantaggio di tutti, esiste la direttiva 2005/36/CE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, che agevola il reciproco riconoscimento tra i vari paesi di tali qualifiche.

Vale per tutti i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea (UE) che intendono esercitare una professione regolamentata in uno Stato membro diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali, sia come lavoratori autonomi che dipendenti.

Quindi attraverso questo strumento puoi capire chiaramente se la tua professione è regolamentata o meno.

Esiste anche una guida dell’Unione Europea al riconoscimento delle qualifiche professionali. La trovi qui.

Abbiamo parlato di questa importante direttiva a cui tutti fanno riferimento, ma voglio chiarirti cosa prevede.

Questa direttiva coinvolge i cittadini di 30 paesi: i 27 Stati membri dell’Unione Europea, nonché Islanda, Norvegia e Liechtenstein.

Vale per coloro che, al momento della presentazione della domanda di riconoscimento, possiedano la nazionalità di uno di questi 30 paesi, anche se precedentemente ne possedevano un’altra.

Questa direttiva però non riguarda tutte le professioni.

Cliccando qui puoi consultare l’elenco completo delle professioni che rientrano nella direttiva.

Se la tua professione non compare relativamente al Paese di tuo interesse, vuol dire che la tua qualifica non è regolamentata in quel Paese.

Una volta compiuta questa verifica e nel caso dia esito positivo, sappi che le autorità locali possono richiederti copie autenticate o traduzioni giurate dei documenti che attestano le tue qualifiche.

IMPORTANTE: nei paesi dell’Unione Europea sono obbligati ad accettare traduzioni giurate provenienti da altre nazioni UE.

Verificata la compatibilità della tua professione con il paese in cui vuoi recarti, passiamo al secondo step.

La seconda cosa da fare è questa:

Rivolgiti al punto di contatto dello Stato dell’UE a cui sei interessato e presenta la tua domanda di riconoscimento.

Se clicchi qui, trovi i punti di contatto di ogni Paese.

Non tutti però sono obbligati a presentare questa domanda, e quindi vediamo quali sono i casi in cui farlo e quando non è necessario.

Sostanzialmente si distingue in “libera prestazione di servizi” e “libertà di stabilimento”.

Ma cosa vuol dire?

La “Libertà di stabilimento” riguarda coloro che vogliono esercitare la propria professione in modo permanente in un altro paese.

La “Libera prestazione di servizi”, invece, riguarda coloro che vogliono esercitare la propria professione solo temporaneamente in un altro paese.

Ma andiamo ancora di più nel dettaglio:

Supponiamo che sei un professionista e vuoi stabilirti in un altro paese dell’Unione Europea per svolgere la tua attività professionale IN MODO STABILE. Ci sono tre casi.

Caso 1: la tua professione NON è regolamentata

Tranquillo. Puoi adeguare i tuoi titoli professionali a quelli riconosciuti in un altro paese, attraverso le misure di compensazione.

La misura di compensazione può consistere in un tirocinio d’adattamento o in una prova attitudinale, ed è richiesta in questi tre casi:

  • Se la formazione è stata inferiore di almeno un anno a quella richiesta nello Stato membro ospitante
  • Se la formazione conseguita nel tuo paese ha avuto per oggetto materie diverse da quelle richieste nello Stato membro ospitante
  • Se la tua professione, così come è prevista nello Stato membro ospitante, comprende una o più attività professionali che non esistono nella professione corrispondente nel tuo paese

In alternativa alle misure di compensazione, puoi rivolgerti alle associazioni professionali, in quanto, offrendo garanzie adeguate per quanto concerne il livello di qualifica, costituiscono in un certo qual modo una “misura di compensazione predefinita”.

Caso 2: la tua professione È regolamentata

È possibile svolgerla alle stesse condizioni previste per i cittadini nazionali.

Caso 3: per svolgere la tua professione NON sono richieste qualifiche nel tuo Paese, ma sono richieste invece in un diverso Stato membro

In questo caso devi dimostrare di possedere due anni di esperienza professionale a tempo pieno maturata nel corso dei dieci anni precedenti.

Diventa tutto più semplice quando invece intendi esercitare la tua professione solo temporaneamente in un altro Paese dell’UE.

Qui ci sono 2 casi:

Caso A: la tua professione è regolamentata

In questo caso, senza dover chiedere il riconoscimento delle qualifiche.

Caso B: la tua professione NON è regolamentata

Puoi prestare servizi in modo temporaneo e occasionale in un altro Stato membro con il tuo titolo professionale d’origine, ma devi però dimostrare di aver maturato due anni di esperienza professionale.

In entrambi i casi devi presentare una dichiarazione (da rinnovare annualmente) nella quale sia indicato un documento che attesti la tua nazionalità, il tuo domicilio legale e le tue qualifiche professionali.

Rappresentano un’eccezione alcune professioni, e sono principalmente di due categorie:

  • Attività industriali, commerciali e artigianali
  • Medico, infermiere, dentista, veterinario, ostetrica, farmacista e architetto

In questi casi è previsto il riconoscimento automatico dei titoli di formazione, in base all’esperienza maturata e al coordinamento delle condizioni minime di formazione.

Lo so, non è un argomento molto facile. Anch’io, per scriverlo, ho dovuto studiare parecchio. Prima di continuare, però, dai un’occhiata allo specchietto qui sotto.

Sono sicuro che ti chiarirà un po’ le idee 😉

Riconoscimento dei titoli professionali

Ricapitolando, ecco come procedere per il riconoscimento dei titoli professionali in Unione Europea in 6 semplici mosse:

  1. Verifica che la tua professione sia regolamentata o meno nel paese in cui intendi recarti
  2. Stabilisci se vuoi svolgere stabilmente o temporaneamente la tua professione in quel paese e procedi con la documentazione necessaria
  3. Presenta la domanda presso l’organo competente del paese di destinazione. Ti richiederanno i documenti e certificati da allegare alla domanda
  4. L’autorità competente, entro un mese dovrà confermare il ricevimento della domanda e indicare eventuali documenti mancanti
  5. Entro tre mesi dal ricevimento (è prevista una proroga di un mese) della domanda completa, riceverai una risposta. Il rigetto della domanda deve essere debitamente motivato
  6. Infine attenzione: gli Stati membri dell’Unione Europea possono esigere che i richiedenti possiedano le conoscenze linguistiche necessarie per l’esercizio della professione

Spero di essere stato chiaro e utile.

Se hai domande da fare non esitare a scriverci nei commenti.

 

Buon lavoro!

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About the Author

Francesco Menghini è filmaker, blogger e traveller. Da anni in giro per il mondo è il Founder di Madre in Italy.
Grazia Pracilio è content manager e consulente creativo. Autrice TV da molti anni è approdata a Madre in Italy come Co-founder.

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