QUELLA NOTTE A LONDRA… – Madre in Italy
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QUELLA NOTTE A LONDRA…




 

La prima volta che andai a Londra fu nel lontano 1997.  A ottobre, due mesi dopo l’incidente che causò la morte di Lady D. In quel periodo nella capitale si respirava un’aria nuova. Erano i tempi di Blair e della sua politica “conservatrice”. In giro vedevi passeggiare ragazzi di ogni nazionalità. Erano gli anni della controcultura, degli squat, dei rave. In Italia ancora non si conosceva il multiculturalismo.

In UK già c’era da 10 anni.

Abitavo ad Angel, in un piccolo appartamento condiviso con altri italiani. La maggior parte di noi lavorava nei ristoranti, ma c’erano anche ragazzi che avevano occupazioni più “importanti”. C’era Samuela, che faceva la segretaria in un famoso studio di avvocati. O Raffaele, che invece si era messo in proprio ed era riuscito ad aprire un piccolo negozio di idraulica, e poi c’ero io, il ragazzo più felice della capitale. 

Venivo da un ambiente borghese, da una parte della città che se non avevi i soldi non eri nessuno. A me non piaceva.

E sono partito.

Londra per me è stata la rinascita, la città dove ho cambiato modo di vivere, dove ho scoperto cose di cui non conoscevo l’esistenza. Ne sono successe di cose in quei due anni. Cose belle, come l’inizio della mia carriera nei mass media, e cose brutte…. Perché parlarne?

Sono qui a scrivere questo post per raccontarvi una storia che ci successe in quei giorni.

So che a Londra se ne parla ancora, soprattutto tra i ragazzi… E da poco ho visto anche un film di cui non ricordo il titolo. Il protagonista racconta ai suoi amici quello che sto per raccontarvi. È successo a me. Ed ai miei amici.

Durante il mio ultimo periodo a Londra ho vissuto in un grosso squat insieme ad altri 15 ragazzi. Eravamo italiani, spagnoli e due francesi.

Lo squat era ad un piano, davanti a noi un grosso giardino dove se la spassavano i nostri cani. 

Aldilà della rete abitava invece una vecchina, Martha, una signora di 80 anni che aveva l’abitudine di parlare con un pupazzo di nome Tim, che teneva sempre con sè.

Nel suo giardino c’erano 20 gabbie che contenevano degli splendidi conigli. Martha li accudiva come dei figli. Gli dava da mangiare, da bere, li coccolava.

Era buffa Martha, ma a noi piaceva perché amava gli animali.

Aveva il terrore dei nostri cani, perché aveva paura che avrebbero scavalcato il recinto per catturare i conigli. 

Ma i nostri cani erano buonissimi…

…una notte, erano circa le 2 di mattina, vidi dalla finestra il cane della mia ragazza che giocava con qualcosa. La svegliai e, lentamente, uscimmo fuori. 

Raja, uno splendido molosso di 8 anni, aveva tra i suoi denti il coniglio di Martha. Chiaramente era morto, anche se non perdeva neanche una goccia di sangue.

Sarà morto d’infarto, pensammo.

Decidemmo velocemente cosa fare. Avevamo paura che Martha si svegliasse e vedesse la macabra scena. Presi subito il coniglio, lo lavai accuratamente, scavalcai il recinto, cercai la gabbia vuota e lo infilai dentro.

Siamo salvi, pensai. Avevamo paura che Martha avrebbe chiamato la polizia e, dato che vivevamo in uno squat, ci avrebbero cacciato a calci in culo.

La mattina dopo, erano circa le 8a.m., sentimmo delle grida.

Ci svegliammo tutti e andammo da Martha. Non dimenticherò mai quella scena. La Vecchina era dritta davanti la gabbia e in mano aveva il suo coniglio.

– Che succede Martha?- gridai.

– Il mio coniglioooo – urlava lei. – È morto due giorni fa e l’avevo seppellito liiii – piangeva indicando una profonda buca.

Mi girai di scatto verso Raja, il molosso. Lei abbassò lo sguardo e corse sotto il letto.

By Paolo

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About the Author

Francesco Menghini è filmaker, blogger e traveller. Da anni in giro per il mondo è il Founder di Madre in Italy.
Grazia Pracilio è content manager e consulente creativo. Autrice TV da molti anni è approdata a Madre in Italy come Co-founder.

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