MA C’E’ ANCHE CHI NON CE LA FA… – Madre in Italy
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Il Blog di Madre in Italy

MA C’E’ ANCHE CHI NON CE LA FA…

Tutti gli italiani che emigrano riescono magicamente a realizzarsi in terra straniera. Dimostrano quanto valgono, senza nepotismi e conoscenze, senza essere nessuno, un bel giorno si svegliano ed ecco ce l’hanno fatta!

E’ davvero così? Si parla sempre dei realizzati, dei vincenti ma chi parla del restante 70% che nonostante lavoro duro e coraggio non ce la fa?? Quelli che tornano a casa dopo due settimane perché non trova lavoro, che senza famiglia e senza amici si sentono persi.

Si ecco ce ne sono tanti, proprio tanti. Parti senza sapere la lingua senza esserti informato con tanta voglia di spaccare il mondo ma il mondo ti sbatte la porta in faccia. Non è facile ragazzi, a volte sembra che tutto vada storto, il lavoro non c’è, gli amici neanche e sei solo più che mai. Inutile prendersi in giro e dire è tutto facile, non vi voglio scoraggiare ma avvisare e consigliare di partire preparati.

Luca ha 20 anni ha trovato lavoro dopo un mese come lavapiatti, non parla proprio bene l’inglese e prende 14 dollari l’ora. Si ritiene fortunato, il suo compagno di avventure è tornato a casa perché non aveva trovato nulla, i soldi da parte erano quelli e l’inglese proprio non gli entrava in testa.

Laura e Anna sono partite dalla Sicilia con tante speranze e voglia di viaggiare ma dopo due settimane e un lavoro poco pagato hanno deciso di tornare indietro. Non ci sono solo le favole, lo sappiamo tutti. La realtà è diversa, ti ritrovi dopo 6 anni di università a fare il cameriere e vorresti solo spaccarli quei piatti ma sai che prima o poi..

Non basta voler cambiare la tua vita per riuscirci, devi crederci, devi lavorare sodo, informarti, studiare e la fortuna non guasta mai. Tanti arrivano pensando di poter trovare lavoro senza conoscere la lingua e senza avere competenze particolari. Non siamo nel mondo dei balocchi e se pensate di fare le scarpe a tutti vi sbagliate di grosso.

Erica ha una laurea in medicina, ora fa le pulizie in una casa di riposo e studia inglese per poter un giorno fare il suo lavoro, non può sbagliare, non può perdersi d’animo, la sua bambina ora è con i nonni ma un giorno avrà un futuro migliore. Quando tutto sembra andare storto chiude gli occhi e pensa al suo sorriso al suo profumo e quando finalmente potrà riabbracciarla.

Marco ha 40 anni ed è venuto qui perché in Italia non poteva andare avanti con 700 euro al mese, mantenendo due figli e pagando gli alimenti per la moglie. Qui ha uno student e fa il piastrellista, lavora tanto e avrà uno sponsor presto. Almeno questo è quello che gli hanno promesso…

Quante volte ho visto piangere Lucrezia dopo una chiamata con la mamma ammalata di tumore, lei qui si sente impotente ma con i tre lavori può mandare più soldi a casa per le medicine.

La vita degli immigranti non è tutta feste e little Italy tutt’altro, è sudore, sofferenza ma anche tanta speranza.

By Celeste

About the Author

Francesco Menghini è filmaker, blogger e traveller. Da anni in giro per il mondo è il Founder di Madre in Italy. Grazia Pracilio è content manager e consulente creativo. Autrice TV da molti anni è approdata a Madre in Italy come Co-founder.

3 Comments

  1. Gianluigi Fiori Says :
    Posted on settembre 30, 2015 at 6:38 pm

    Sono nato e partito a diciotto anni dalla Sardegna età Italiana fondamentale per non avere bisogno di interlocutori maggiorenni, ho studiato a Firenze e mi ci sono stabilito per venti anni e già provavo o aiutavo miei connazionali a vedere alternative e soluzioni a quella che chiamavano sfortuna…Da anni ormai a Dublino provo a fare la stessa cosa con amici di tutta Italia con quella che oggi chiamano crisi, tu non sei un turista ma un viaggiatore, credo che questa è la differenza che ci accomuna.
    http://www.popupmag.it/voci-dal-mondo-intervista-a-gianluigi-fiori/ in questa intervista ho parlato proprio dei tanti che partono ma di quanti, forse il triplo tornino indietro.

    • Madre in Italy
      Posted on ottobre 2, 2015 at 10:28 am

      Ciao GianLuigi, non ci accomuna solamente l’essere viaggiatori, ma anche il nostro lavoro! Ho letto la tua intervista e l’ho trovata molto interessante. Se non stessi diventando papà anche io mi troverei a Dublino. Si, perché avevo in mente di aprire la società in Irlanda. Ma per ora rimango qui…… Nel paese della “BUROCRAZIA”. Ti abbraccio forte e magari, che ne so, ci incontreremo presto a Dublino 😉

      Francesco

  2. Hybris
    Posted on ottobre 3, 2015 at 4:39 pm

    Articolo molto utile, che rivela un’altra faccia della medaglia, spesso celata da chi vuol vender fumo e da chi è disposto a comprarlo per autocompiacersi.
    Vorrei aggiungere una terza categoria, ancor più celata: quelli che tornano consapevolmente in Italia perché hanno (si creano) un’opportunità. E che ce la fanno, spesso tra l’indifferenza e l’invidia di molti. Perché fa comodo dire che tutto l’albero è marcio anziché puntare solo alle mele guaste (e questo è un vizio molto italico).

    PS. Bel sito, complimenti! 🙂

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