LAVORARE IN POLONIA: COSA C’E’ DA SAPERE – Madre in Italy
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LAVORARE IN POLONIA: COSA C’E’ DA SAPERE




 

Trasferirsi in Polonia da Expat è una decisione che molti italiani stanno già prendendo: abbiamo già discusso del costo della vita e di come trovare un alloggio.

Ora tocca alla ricerca di un lavoro in Polonia: abbiamo già detto che, da cittadino europeo, per rimanere in suolo polacco bisogna o essere dipendenti o imprenditori; se il tuo obiettivo è quello di prendere la residenza dopo 5 anni, è il caso di cercare un impiego duraturo.

Come muoversi?

In questo post scoprirai tutto quello che c’è da sapere sul mondo del lavoro in Polonia.

Sei pronto? Allora iniziamo!

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LAVORARE IN POLONIA: COSA C’E’ DA SAPERE

lavoro-lingua-polaccaQuali sono le professioni più ricercate in Polonia?

Secondo il portale britannico Prospects, le professioni più ricercate in Polonia rientrano nei settori dell’Information Technology, delle vendite, della ricezione turistica e della sanità.

La Polonia, con i suoi 40 milioni di abitanti, ha una delle maggiori economie dell’Europa Centrale, nonostante la sua crescita abbia comunque subito rallentamenti negli ultimi anni.

La maggior parte della forza lavoro è concentrata nel settore dei servizi, ma anche quello dell’industria ha un bel potenziale: dalla chimica alle miniere di carbone, dalle lavorazioni di vetro e metalli sino alla produzione di tessili.

In ogni caso c’è da dire che pare esserci una quantità interessante di posizioni lavorative per stranieri che sono orientati nel settore della tecnologia: la Polonia si è costruita la fama di uno dei più grandi centri di BPO/SSC, ovvero dell’esternalizzazione dei processi gestionali e di controllo delle imprese.

Secondo l’ABSL – il Business Services Sector della Polonia – nel 2016 i nuovi arrivati in Polonia hanno potuto scegliere tra 212 mila posizioni lavorative nel settore del business, che si sta sviluppando rapidamente grazie a investimenti internazionali.

Ultimamente l’obiettivo della Polonia, nel settore del business, è quello di alzare vertiginosamente il livello dei servizi gestionali per le aziende, tanto di diventare un Paese estremamente competitivo in tutta Europa e oltre.

Oltretutto la Polonia sta sperimentando con successo il boom delle start-up, terreno fertile per nuovi investimenti di business.

Per darti un’idea, qui c’è una manciata di multinazionali e aziende nazionali polacche che potrebbero interessarti:

Non male, no?

Information Technology e Outsourcing: i settori lavorativi da cavalcare in Polonia

Insomma, come avrai visto, i settori dell’innovazione e dell’esternalizzazione dei servizi di business sono particolarmente floridi in Polonia in questo periodo.

I servizi IT occupano circa il 29% dell’economia polacca, con circa 140 mila persone occupate.

Secondo le previsioni per il 2020 del Future Market Insights, il mercato dell’Information Technology della Polonia dovrebbe crescere del 6% ogni anno.

Tutto questo è reso possibile da flussi di investimento esteri, tecnologie avanzate e diverse acquisizioni da parte di multinazionali e aziende locali; più di 55mila grandi aziende nel settore dell’IT, in Polonia, offrono servizi che vanno dalla tecnologia alle telecomunicazioni, dai servizi BPO (di esternalizzazione) a quelli bancari, arrivando alle assicurazioni e a tutte le altre aree finanziarie.

Si ricercano anche le figure di programmatori, oltre agli esperti di Java e CSS: la maggior parte delle aziende cerca figure sempre più specializzate.



Ci sono aziende italiane in Polonia che assumono?

Certo, uno dei potenziali problemi di andare a vivere e lavorare in Polonia è la lingua: meglio partire allora nella ricerca di aziende, se non italiane, che almeno prevedano l’italiano come lingua sul posto di lavoro.

Il portale Careers in Poland ha messo a disposizione una guida scaricabile, in inglese, aggiornata al 2016, in cui segnala anche le aziende che parlano italiano in Polonia. Ci sono anche IKEA e Philip Morris!

La lista? Eccola:

Articoli che potrebbero interessarti:

Ecco infine una serie di libri che potrebbero aiutarti nella difficile comprensione della lingua polacca:

 

COME TROVARE LAVORO IN POLONIA

aziende-italiane-in-polonia

La prima cosa da fare, ancor prima di trovare un lavoro in Polonia, è quella di cercarti un alloggio.

Se ancora non lo hai trovato, ecco una serie di sistemazioni che potrebbero esserti utili.

Trovato l’alloggio, immergiti nel fantastico mondo lavorativo polacco…

Fatta una panoramica dei settori lavorativi più appetibili in Polonia e del mondo delle start-up, hai tutte le informazioni in mano per capire quale possa essere la tua strada.

Se vuoi iniziare a muoverti già dall’Italia qui ti lascio una lista di siti validi per effettuare ricerche e inviare CV:

In più, chi arriva da Stati membri dell’Unione Europea può usufruire dei servizi del Polish District Labour Office, dove ci si può anche iscrivere al registro dei disoccupati/in cerca di lavoro, disponibile alle aziende; tra i servizi c’è anche la formazione per i lavorativi, l’inserimento tramite internship, la possibilità di ricevere benefit per la disoccupazione e via dicendo.

Ovviamente anche i cari vecchi quotidiani riportano valide offerte di lavoro, te ne lascio un paio:

Vuoi cercare ancora?

L’EURES, il Portale Europeo per la Mobilità Lavorativa, è un altro sito validissimo per cercare lavoro in Polonia.

Aprire un’azienda in Polonia: il mondo delle start-up

Se il futuro da dipendente invece non fa per te e hai l’animo da imprenditore, sappi che la Polonia è una terra particolarmente florida per la nascita di start-up: questa branca relativamente nuova di business nel 2015 contava circa 2,500 start-up, in crescita negli ultimi due anni.

Varsavia, Cracovia e Poznan sono le tre città che più attraggono giovani e meno giovani geni dell’innovazione con inclinazione imprenditoriale.

Altre città universitarie, forse meno conosciute ma valide incubatrici di start-up, sono Breslavia, Danzica, Gdynia e Sopot; le ultime tre costituiscono la cosiddetta Tripla Città.

La maggior parte delle start-up fornisce servizi B2B, crea software e licenze.

Altri settori appetibili sono la telefonia mobile, l’e-commerce, i big data, video games e istruzione. Più della metà delle start-up polacche esporta al di fuori della Polonia, mentre circa un quarto lavora a stretto contatto con scienziati.

Ti lascio tre start-up da tenere sott’occhio che sviluppano la recentissima tecnologia beacon – basata a Cracovia, oggi ha uffici in tutto il mondo e un ufficio partner a Tokyo; sviluppa l’emergente tecnologia beacon, che permette ai dispositivi bluetooth di trasmettere e ricevere piccoli messaggi entro brevi distanze.

Estimote – anch’essa con base a Cracovia, a uffici a New York e San Francisco.

Anche Estimote produce beacon ma non solo: da scoprire sono gli adesivi che trasformano qualsiasi oggetto in un device tecnologico.

Ifinity  – con sede a Varsavia, produce beacon senza batteria che aiutano i turisti e gli ipovedenti a muoversi con facilità per la capitale.

Non male, eh?



Come funzionano le tasse in Polonia?

Non potevo non chiudere questo articolo con un accenno alle tasse in Polonia: ce ne sono 13 diversi tipi, divise in dirette (obbligatorie da pagare direttamente dal cittadino) e indirette (che si pagano quando acquistiamo dei beni).

Tra le tasse dirette c’è l’imposta sul reddito delle persone fisiche (PIT) quella sul reddito delle società (CIT), che in Polonia è al 19%.

Le altre tasse dirette sono quelle sulle eredità, le donazioni, l’imposta agricola, l’imposta sul reddito civile, quella forestale, l’imposta patrimoniale e quella sui veicoli a motore.

  • La PIT è obbligatoria per tutte le persone fisiche che hanno reddito. Per il principio della responsabilità fiscale illimitata, tutte le persone residenti in Polonia devono pagare le tasse sul proprio reddito totale a prescindere dalla fonte di reddito. Al contrario, chi non ha la residenza in Polonia segue il principio della responsabilità fiscale limitata, pagando le tasse solo sul reddito generato sul suolo polacco.

Le tasse indirette includono le accise, come in Italia, le tasse di gioco e lotteria e l’immancabile VAT (il corrispettivo dell’IVA), che in Polonia può essere del 23%, dell’8%, del 5% o dello 0%, a seconda dei casi.

Il metodo per calcolare il pagamento delle tasse dipende dalla fonte di reddito.

Ecco quello per la PIT:

  • Scala fiscale progressiva: si tratta delle tasse sul lavoro dipendente, sulle pensioni o sulle operazioni affaristiche. Se rientrano nei casi previsti dalla legge, chi paga le tasse secondo la scala fiscale progressiva può usare la tassazione congiunta con il coniuge e specifiche tassazioni per i genitori single.

La dichiarazione dei redditi di un dato anno va presentata entro il 30 aprile dell’anno successivo, sia in forma cartacea sia elettronica.

Per tutte le informazioni e i documenti c’è il sito ufficiale del governo polacco.

Direi che hai in mano tutti gli strumenti per costruire il lavoro che desideri in Polonia, che aspetti a cominciare?

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About the Author

Alessandra Arpi è giornalista, blogger e consulente digitale. Ha vissuto ad Albany (New York) e ha viaggiato molto per gli Stati Uniti e il Canada. Appena può scappa zaino in spalla per nuove avventure. Ama la cultura anglosassone, i libri di Franzen e le serie tv.

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