LAVORARE COME INFERMIERE ALL’ESTERO: QUELLO CHE DEVI SAPERE

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Hai deciso di allargare i tuoi orizzonti, fare il grande passo e trovare un lavoro da infermiere all’estero. Una qualifica infermieristica, unita alla carenza mondiale di questo genere di lavoratori, apre innumerevoli opportunità per gli infermieri di lavorare in un altro Paese.

La tua motivazione potrebbe essere quella di voler viaggiare per il mondo, migliorare il tuo stile di vita guadagnando di più o espandere le tue conoscenze e le tue abilità.

Mentre molti infermieri hanno trovato lavorare all’estero un’esperienza piacevole, altri si sono pentiti della loro decisione nel momento in cui la realtà non ha soddisfatto le proprie aspettative.

Per evitare delusioni, infatti, dovrai fare molte ricerche per trovare la soluzione migliore per te: la tua lingua, il tuo background culturale, il tuo carattere e la tua personalità sono il motivo per cui vuoi andare a lavorare all’estero.

In questo articolo troverai alcuni degli aspetti negativi, ma anche positivi, che sono stati segnalati in ricerche e discussioni sul web.

Cominciamo…

1) PROCESSO DI ASSUNZIONE

Ogni Paese ha dei requisiti differenti.

In alcuni, la tua qualifica e la registrazione nel tuo Paese di origine potrebbero essere automaticamente accettati. Altri Paesi, invece, potrebbero richiedere un esame specifico o anche dei corsi aggiuntivi prima di poter iniziare a lavorare.

A volte, l’esame potrebbe essere sostenuto nel tuo Paese d’origine in modo che tu abbia l’assoluta certezza della registrazione prima di partire per l’estero.

Spesso però c’è una mancanza di comunicazione tra i datori di lavoro e le agenzie di collocamento in modo che le aspettative create dal reclutatore non vengano soddisfatte. Ad esempio, potresti essere assunto come infermiere professionale ma essere impiegato ad un livello inferiore e con uno stipendio più basso fino a quando non sarai completamente registrato nel Paese ospitante. 

Potresti anche non essere impiegato nella tua area di competenza come promesso dal reclutatore.

Il mio consiglio è quello di porre domande fino a quando non otterrai completa chiarezza. Fai le tue ricerche sul web, contatta l’autorità di registrazione del Paese in cui intendi andare e chiama il tuo potenziale datore di lavoro per farti confermare tutte le informazioni che ti sono state fornite.

2) L’AMBIENTE DI LAVORO È COMPLETAMENTE DIVERSO

A volte capita che gli infermieri che sono stati assunti nella loro area di competenza possano finire per lavorare in un campo infermieristico completamente diverso. L’assegnazione del lavoro e le attività potrebbero essere inferiori al tuo livello di conoscenza e ciò potrebbe portare ad una frustrazione sul lavoro.

Potrebbe essere difficile parlare perché si è vincolati contrattualmente e ci si trova in un ambiente totalmente sconosciuto. Fai una cosa, però: prendi questa tua nuova avventura come un’esperienza di apprendimento.

Ci saranno infatti moltissime differenze nel modo in cui si lavora, nelle politiche e nelle leggi del sistema sanitario e infermieristico a cui dovrai adattarti. Alcuni potrebbero entrare in conflitto con ciò che ti è stato insegnato come il modo corretto di fare le cose.

Se andrai a lavorare in un Paese del terzo mondo, potresti ritenere che la carenza di attrezzature e forniture e lo scarso livello del personale, ti renda impossibile fornire un’esperienza infermieristica di qualità.

Molti infermieri che lavorano all’estero riferiscono di discriminazioni e persino di razzismo sul lavoro. Ciò potrebbe includere l’esclusione dalle opportunità di frequentare dei corsi o di avanzamento sul lavoro. Molto spesso si avverte una discriminazione al di sotto della linea a livello di unità come l’essere ignorato, l’essere trattato con diffidenza e moltissimo altro.

Ovviamente, tali discriminazioni sembrano essere minori quando l’infermiere lavora in un Paese dove conosce perfettamente la lingua e la cultura.

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3) I TURNI POTREBBERO ESSERE SCHIACCIANTI

La sanità è sempre richiesta, 24 ore su 24.

Detto questo, ci saranno dei momenti in cui lavorerai per dodici ore di fila per più di tre giorni alla settimana. La ragione di ciò è che gli operatori sanitari, in particolare gli infermieri, sono sempre in numero limitato.

Inoltre, le emergenze negli ospedali, potrebbero contribuire a svolgere dei lunghi orari di lavoro.

Se sei un’infermiere dovrai essere sempre reperibile perché, se dovesse succedere qualcosa di inaspettato, potrai essere chiamato dalla struttura ospedaliera, anche se sei in riposo.

Per questo motivo, dovrai avere una mentalità aperta sui turni in cui dovrai lavorare. Per carità, questo non significa che non riuscirai a riposarti. Dopo orari di lavoro molto lunghi, avrai sicuramente qualche giorno libero per riposarti e per ricaricare le tue energie.

4) E PER QUANTO RIGUARDA LA VITA PERSONALE?

Il cambio di residenza, quello del lavoro e quello della lingua hanno tutti un tasso elevato nella scala dei principali fattori di stress. Allo stesso tempo dovrai adattarti ad una nuova cultura straniera, nuovi cibi e uno standard di alloggio più basso.

Gli infermieri che lavorano in altri paesi spesso riferiscono sentimenti di alienazione, isolamento e solitudine, che portano lentamente alla perdita di fiducia e autostima. Quando lo shock culturale si verifica dopo i primi tre mesi, potresti provare dei sentimenti di rabbia e risentimento contro quelle pratiche culturali che all’inizio sembravano solo un’avventura.

Immagina di avere avuto sempre la libertà di indossare abiti comodi e adatti alle condizioni atmosferiche e di guidare la tua auto per poi essere costretto ad usare i mezzi pubblici mentre sei coperto dalla testa ai piedi con delle temperature intorno ai 45 gradi.

Come ti sentiresti?

Lo stress emotivo potrà ovviamente essere ridotto trovando delle persone del tuo stesso Paese che ti guidino e ti supportino, ad esempio dei parenti o degli amici di amici. Questo sistema di supporto inziale dovrebbe idealmente essere impostato prima di lasciare il tuo Paese d’origine.

Poi, una volta trasferito, potrai ampliare la tua rete di supporto.

 

5) FAI I COMPITI

Gli aspetti negativi discussi qui sopra non hanno lo scopo di dissuaderti dal lavorare all’estero, ma di prepararti e fungere da linea guida. Poni domande, fai ricerche approfondite su ogni aspetto: dal processo di registrazione, leggi e politiche, pratiche e procedure infermieristiche, geografia, costi e pratiche culturali.

Impara la lingua e preparati all’esame con le linee guida fornite dal tuo reclutatore.

In uno studio sugli infermieri che lavorano all’estero, un’infermiera avrebbe detto: “Nessuna preparazione avrebbe potuto prepararmi a quello che mi aspettava”. Quindi aspettati ostacoli e imprevisti e preparati ad affrontarli a testa alta.

Ce la farai… 😉


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