LAVORARE ALL’ESTERO. QUESTIONE DI MENTALITA’ – Madre in Italy
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LAVORARE ALL’ESTERO. QUESTIONE DI MENTALITA’




 

C’è questa leggenda che basti uscire fuori dall’italia per recuperare dignità e diritti sociali, cosa che devo purtroppo sfatare, sembra che i ristoranti italiani a Rotterdam e dintorni siano delle colonie italiane che perpetuano gli abusi nazionali all’estero.

Se si fosse trattato di un caso isolato avrei pensato di aver trovato un imbroglione ma purtroppo le mie conoscenze si estendono a diversi ristoranti che attuano diverse forme di sfruttamento.

Inizio a lavorare in un ristorante come cuoca, faccio panini e antipasti per 7.00 all’ora in nero, ma poi mi accorgo che ranghi inferiori al mio prendono 7.50 e di conseguenza lo danno anche a me.

Lavoro 12 se non 13 ore al giorno, senza pause settimanale. Arrivo ad urlare per ottenere un giorno libero ma lo ottengo. Mi viene aumentato lo stipendio a 10 euro l’ora per proseguire a lavorare in nero 86 ore a settimana.

Riesco solo ad uscire dai debiti conseguiti il mese precedente, ed a pagare la vita di 2 persone a Rotterdam.

Quindi metto un annuncio e cerco qualcuno che mi sostituisca, vengo sgridata per averlo fatto ma ottengo comunque di dividere il mio turno e lavorare full-time.

A Novembre cala il lavoro e cominciamo a venire sballottati sotto lo slogan “Bisogna essere flessibili” con direttive di questo livello: –

“Oggi c’è poco lavoro fai una pausa di 2 ore e poi ricominci” oppure “Per 2 ore mando via il lavapiatti e tu farai insalate e lavaggio”.

Mi viene abbassata nuovamente la paga e mi offrono un contratto, a zero ore, ossia a chiamata mentre adesso di ore ne faccio una media di 33 la settimana.

Continuo a dire: meglio di niente.

Dovrei cominciare ad essere pagata in bianco, ma alla mia domanda se 8,50 è la cifra lorda o netta mi viene risposto “8,50 è quello che ti dò”.

A fine mese le sorprese. Non ricevo né bonifico bancario né busta paga, mi viene invece data una busta di contanti con scritto sopra Banca, in cui mancano 100 euro rispetto alla cifra che è stata scritta a penna sopra la busta, soldi che non mi verranno ridati nonostante io abbia fatto presente l’errore immediatamente, perché ero girata di spalle mentre contavo e quindi non posso dimostrare di essere in buona fede.

Ho superato Dicembre con 700 euro per un full time, Dicembre il mese delle feste, in cui dovrebbero esserci incentivi, anticipi e mance più corpose si trasforma in un calvario con cui non copro neanche le spese.

Quando mi licenzio in tronco perdendo i soldi della liquidazione mi avvertono che riceverò la busta paga ed il resto dei soldi mancanti.

Effettivamente qualche spiccio me lo danno ma la busta paga non è mai arrivata e salgono a 200 euro le perdite ingiustificate che ho avuto dal salario di Dicembre.

Appena arrivati in una nuova nazione non conosciamo i nostri diritti, non sappiamo la storia locale del sindacato e la situazione dei diritti dei lavoratori.

Condividete informazioni con i vostri colleghi, ad esempio quanto e quando vi pagano, di conseguenza una volta acquisite queste informazioni, non lamentatevi perché qualcuno del vostro stesso rango viene pagato di più ma chiedete invece al padrone quali mansioni ha in più la persona meglio retribuita.

Questo vi eviterà di entrare in litigio con i vostri colleghi, sottolineando al diretto interessato l’importanza di un equa retribuzione.

Non cedete alle pressioni che vi sembrano ingiustificate, sino a che tutti pretendono il minimo sindacale non si può scappare dal pagarlo, nel momento in cui uno di noi per disperazione accetta una diminuzione ingiustificata dello stipendio sotto il minimo sindacale, la cosa si ripercuote su tutti gli altri dipendenti.

Vi consiglio inoltre di accumulare prove:

  • Quando firmate un contratto chiedete una copia firmata in calce, anche se dicono che non ce ne è bisogno in Olanda, voi pretendete una copia per voi
  • Fate le foto dei fogli dei turni per dimostrare quante ore avete lavorato
  • Fate le vostre richieste burocratiche tramite email, così da avere prove tangibili
  • Se siete un lavoratore/lavoratrice in nero raccogliete le foto che vi mostrano al lavoro. Un collega può testimoniare per la vostra presenza nei turni, visto che chi testimonia può soffrire ripercussioni da parte del padrone. Chiedete questo favore ad una persona che sia stata già licenziata, cosí che i proprietari non possano fare pressione su di loro
  • Ogni 3 mesi in Olanda si può richiedere un aumento di paga o di rango, che non necessariamente vi viene concesso, però significa anche che non possono cambiare la vostra paga ogni santo giorno!
  • Se avete un contratto a 0 ore e per 3 mesi consecutivi vi vengono retribuite in bianco un tot di ore, si può chiedere che il contratto venga aggiornato al numero di ore che vi vengono normalmente pagate. (ad esempio se vi pagano 20 ore settimanali per 3 mesi consecutivi potete richiedere che il contratto a 0 ore venga aggiornato a 20)
  • In molti casi i ristoranti non pagano realmente i contributi. Per assicurarvi che vengano versati per prima cosa chiedete la busta paga (loonstrook), dopo 1 mese dalla prima busta paga potete richiedere all’ufficio per le tasse (Belstingdienst) se l’equivalente delle ore segnate in bianco é stato depositato;

Molti di noi hanno il coraggio di rubare cibo sul luogo di lavoro ma non quello di far valere i propri diritti, certo ribilanciamo i pagamenti troppo bassi a cui sono incatenati, ma così perpetuano la mentalità italiana dove la furbizia vince sull’intelligenza.

Stiamo solo facendo finta che la nostra non sia schiavitù.

Abbiamo cambiato paese ora per favore cambiamo mentalità…

By Anonimo

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About the Author

Francesco Menghini è filmaker, blogger e traveller. Da anni in giro per il mondo è il Founder di Madre in Italy. Grazia Pracilio è content manager e consulente creativo. Autrice TV da molti anni è approdata a Madre in Italy come Co-founder.

2 Comments

  1. Agostino
    Posted on marzo 19, 2016 at 6:22 am

    “Cambiare paese e mentalità” e ti firmi anonimo!!!??!!
    Credo che la prima a cambiare debba essere tu!

    • Madre in Italy
      Posted on marzo 19, 2016 at 9:35 am

      Agostino, onestamente non capisco questa critica. La persona che ha scritto questo articolo ha vissuto sulla sua pelle ciò che leggi. Ed è ciò che leggi che va commentato non il fatto che lo abbia firmato da anonimo. Ho vissuto tanti anni all’estero, come puoi leggere nella mia biografia, e a 20 ero a Londra e facevo il cameriere. Beh, ti assicuro che c’era la stessa situazione. Certo, non bisogna fare di tutta un’erba un fascio e di buoni italiani, per fortuna, ce ne sono tanti!!!! Ma sono altrettanto coloro che sfruttano, che non pagano, o che lo fanno in nero! Per favore, se pensi che sto dicendo una bugia DIMMELO!!!! Se invece ti dà fastidio che ci sia un anonimo…. Allora questo articolo lo firmo io….

      Francesco Menghini
      Founder Madre in Italy

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