IL SISTEMA SCOLASTICO IN POLONIA: LA GUIDA PRATICA – Madre in Italy
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IL SISTEMA SCOLASTICO IN POLONIA: LA GUIDA PRATICA




 

Ottimo, hai scelto di partire: hai valutato l’alloggio, stai pianificando il lavoro dei tuoi sogni  e parti con pupi al seguito.

La domanda sorge spontanea: com’è la scuola in Polonia?

In questo articolo ti lascio tutte le informazioni che ti servono e contatti utili per farti un’idea e partire consapevole.

La primissima informazione che sarai felice di apprendere è che la scuola, per bambini stranieri che ancora non hanno cittadinanza polacca, è gratuita.

Vale dalle scuole pubbliche elementari sino a che il ragazzo non compie 18 anni (o non completa il ciclo di studi a cui era iscritto prima di compiere 18 anni).

Non male, eh?

Ma freniamo un attimo l’entusiasmo e vediamo con calma come funziona il sistema educativo in Polonia.

Pronto? Allora iniziamo…

Leggi anche:

IL SISTEMA SCOLASTICO IN POLONIA:
LA GUIDA PRATICA

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1) QUALI SONO I LIVELLI

Dall’anno scolastico 2014/2015 la scuola è obbligatoria in Polonia dai 6 (prima era dai 7) ai 18 anni, sia per i cittadini polacchi sia per gli stranieri che vivono in Polonia, qualsiasi sia lo stato di immigrazione dei genitori.

L’istruzione obbligatoria comincia nell’anno in cui il bambino compie 6 anni, il 1 di settembre.

Se un bambino non viene iscritto le autorità inizieranno a investigare sul perché, e i genitori possono ricevere un’ammenda o, nei casi più gravi, addirittura vedere venir meno i propri diritti genitoriali.

Insomma, meglio iscrivere i pargoli.

I livelli scolastici sono leggermente diversi dall’Italia:

  • Asilo, dai 3 ai 6 anni
  • Scuola elementare (szkola podstawowa), dai 6/7 sino ai 12 anni
  • Scuola secondaria inferiore (gymnazium), dai 12/13 sino ai 15/16
  • Suola secondaria superiore, di cui esistono diversi tipi (3 anni di liceo, 4 anni di istituti tecnici, 3 anni di scuola superiore professionale)

Per ogni livello esistono sia scuole pubbliche (pagate per la maggior parte dalle tasse) sia scuole private.

Esiste anche un terzo tipo, la “scuola di associazione”, gestita da associazioni di genitori e tenuta viva dai loro fondi. Questo tipo ibrido di scuola si differenzia dalle private perché sono i genitori stessi o gli ex studenti i legittimi proprietari, riuniti appunto in associazione, e sono loro a deciderne tutti gli aspetti.

L’istruzione nelle scuole pubbliche è gratuita, nelle private e nelle scuole di associazione è a pagamento (tranne per gli studenti che usufruiscono di borse di studio).

L’asilo in Polonia, invece, è parzialmente pagato da fondi pubblici e parzialmente pagato dai genitori; le regole variano di zona in zona perché sono decise dagli enti locali.

Tendenzialmente gli asili sono aperti dal lunedì al venerdì, chiusi il sabato, e sono un’ottima opportunità per i piccoli per iniziare ad avvicinarsi alla lingua polacca.

Ecco una serie di libri molto utili da acquistare se hai deciso di trasferirti in Polonia:__________________

2) LA “CLASSE ZERO” DELL’ASILO IN POLONIA

“L’anno zero” o “classe zero”, zerówka, è una classe speciale pensata per i bambini che l’anno successivo saranno iscritti al primo anno della scuola elementare, ma sta lentamente sparendo.

Come se fosse una sorta di ‘primina’ italiana.

Il sistema educativo in Polonia sta subendo un programma di riforma, dal 2015, che ha appena abbassato l’obbligatorietà scolastica dai 7 ai 6 anni.

Quindi nel periodo di transizione, a 5 o 6 anni si può frequentare, secondo i genitori, questa classe preparatoria o andare poi direttamente in prima elementare con i bambini di 7.

Insomma, si tratta di un anno scolastico che insegna ai bambini a stare a scuola, introducendo le basi per leggere e scrivere, e può essere offerto sia dagli asili sia dalle scuole elementari, a seconda delle zone.

Negli asili la classe zero è parzialmente pagata dai genitori, nelle scuole elementari è invece gratuita.

In entrambi i casi i genitori pagano comunque il costo della mensa e l’orario scolastico si conclude in tardo pomeriggio. A oggi il passaggio tra il vecchio sistema e quello nuovo dovrebbe essere concluso e la scuola inizia per tutti i bambini a 6 anni; con questo cambiamento dovrebbero essere sparite le classi zero.

3) QUALI COSTI DOVRÒ SOSTENERE PER LA SCUOLA IN POLONIA?

Abbiamo già detto che l’istruzione sino ai 18 anni, anche per i bambini che non sono cittadini polacchi, è gratuita. Ma dobbiamo ricordarci che ci sono diversi costi indiretti relativi all’istruzione in Polonia.

Ecco quali:

  • Costo dei libri: in Polonia i bambini possiedono i libri scolastici, alcuni dei quali sono obbligatori e segnalati dal preside; il costo, in media, va dai 200 ai 600 PLN (47-141 euro). In alcuni casi si possono comprare libri usati ma non sempre è consigliato
  • Costo del materiale di cartoleria: quaderni, penne, matite, strumenti per geometria e via dicendo. La lista completa della cartoleria obbligatoria per i bambini di solito viene consegnata dall’insegnante. Il costo si aggira intorno ai 50 PLN (12 euro).
  • Costo delle uniformi scolastiche: nella maggior parte delle scuole i bambini devono indossare un’uniforme, compresa di scarpe comode (scarpe da ginnastica o addirittura pantofole) che si lasciano a scuola una volta terminato l’orario, e un abbigliamento sportivo per ginnastica. Anche qui il costo si aggira intorno ai 50 PLN (12 euro)
  • Costo per la mensa: la maggior parte delle scuole ha un servizio mensa, che costa dagli 80 ai 110 PLN al mese (19-26 euro). Inoltre ci si aspetta che ogni bambino si porti la colazione, tendenzialmente composta da uno snack e qualcosa da bere (esempio: un sandwich e un succo)
  • Spese di assicurazione: come in Italia, ogni bambino a scuola deve essere coperto da assicurazione. Le scuole comprano dei pacchetti, assicurando tutti gli studenti dell’istituto. L’assicurazione, di solito, non costa più di 50 PLN all’anno (12 euro). Ricorda che con questa assicurazione il tuo bambino non è coperto soltanto nelle ore scolastiche, ma 24 ore al giorno! Occhio che però non è la stessa cosa di un’assicurazione sanitaria, che permette al bambino di avere assistenza sanitaria gratuita. Questo tipo di assicurazione dà il diritto di ricevere un certo risarcimento se il bambino ha un incidente a scuola o altrove.
  • Spese per il Consiglio dei Genitori: in molte scuole i genitori si mettono d’accordo per versare degli ulteriori fondi comuni per i bambini; di solito servono a ripagare piccoli premi per eventuali gare, spese mediche extra, vacanze e celebrazioni scolastiche; tutte queste spese ovviamente non sono obbligatorie ma a discrezione dei genitori. Vale la pena comunque tenerle in conto.
  • Costi per le spese di classe: in molte scuole, i genitori di ogni classe si mettono d’accordo per acquistare altri beni utili in classe, come utensili per le lezioni di arte, equipaggiamenti sportivi e via dicendo; si tratta spesso di spese irrisorie, anche queste su base volontaria.
  • Spese per le gite: last but not least, anche le gite fanno parte dei piccoli costi extra per la scuola in Polonia, esattamente come in Italia. Dal cinema ai musei, dal teatro a escursioni nel circondario o nella natura. Questi costi sono coperti dai genitori, e ovviamente dipendo dall’entità delle gite. La partecipazione non è obbligatoria, quindi possono considerarsi spese extra a discrezione della famiglia. Nei giorni della gita, chi non partecipa può comunque andare a scuola nella club-room.



4) I BAMBINI STRANIERI HANNO SUPPORTO PER IMPARARE IL POLACCO?

Sicuramente: tutti i bambini stranieri hanno l’accesso a lezioni (gratuite) di polacco, per i primi 12 mesi; sono non meno di 2 lezioni a settimana – in Polonia le ore scolastiche, in qualsiasi grado, sono di 45 minuti.

L’orario settimanale e il numero di ore vengono decisi dal preside. Queste lezioni possono essere individuali o di gruppo, e non possono eccedere le 5 ore settimanali.

5) IN POLONIA SI INSEGNA RELIGIONE? E SE SI, È OBBLIGATORIA SEGUIRLA?

L’insegnamento della religione è lecito a scuola, in Polonia, ma è organizzato da una chiesa o una comunità religiosa di una specifica fede, non dalle autorità scolastiche pubbliche, come invece accade in Italia.

La partecipazione non è obbligatoria, ma se il bambino partecipa il voto viene inserito in pagella come qualsiasi altra materia.

Nella pratica, in tutte le scuole polacche esistono lezioni di religione cattolica, che è la più comune in Polonia.

Per partecipare ci vuole il consenso dei genitori; chi non partecipa deve comunque praticare un’altra attività scolastica, come chi non partecipa alle gite. Rappresentati di altre religioni possono comunque tenere lezioni, nel caso ci siano concentrazioni di alunni di una particolare fede.

6) COME È ORGANIZZATO L’ANNO SCOLASTICO IN POLONIA?

L’anno scolastico in Polonia inizia il 1 settembre e termina l’ultimo venerdì di giugno dell’anno successivo.

Le date specifiche vengono decise di anno in anno dal Ministero dell’Istruzione, tenendo conto dei weekend, delle feste comandate e via dicendo.

Il primo giorno di scuola, il 1 settembre (a meno che non sia weekend, allora si scala) è considerato come giorno di celebrazione solenne, in cui non si tengono le lezioni regolarmente.

In genere si va a scuola 5 giorni a settimana.

Si inizia alle 8.00, in alcune scuole anche più tardi. Se alcune scuole hanno un numero molto alto di iscrizioni, si effettuano due turni (il primo inizia alle 8.00, il secondo alle 12.30, per esempio).

Questo sistema di turni dura circa i primi tre anni di scuola elementare. Chi fa il turno del pomeriggio può comunque essere portato a scuola al mattino e passare il tempo nella school club-room.

L’anno scolastico in Polonia è diviso in due semestri. Il primo finisce a gennaio e il secondo a giugno, e coincide con la fine dell’anno scolastico. I voti del secondo semestre sono quelli di fine anno.

Ci sono due lunghe pause durante l’anno scolastico: da Natale all’anno nuovo e a Pasqua, come in Italia. Ci sono ancora due settimane di vacanza in inverno, tendenzialmente a gennaio o febbraio. A luglio e ad agosto ci sono poi le meritate vacanze estive.

7) COME POSSO SAPERE QUAL È IL DISTRETTO SCOLASTICO DI MIO FIGLIO?

Le informazioni sui distretti scolastici sono reperibili al dipartimento dell’istruzione di ogni comune di residenza.

Per le informazioni sulla registrazione di residenza c’è il sito specifico per gli stranieri.

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About the Author

Alessandra Arpi è giornalista, blogger e consulente digitale. Ha vissuto ad Albany (New York) e ha viaggiato molto per gli Stati Uniti e il Canada. Appena può scappa zaino in spalla per nuove avventure. Ama la cultura anglosassone, i libri di Franzen e le serie tv.

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