COME OTTENERE LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL "RIMPATRIO" IN ITALIA | Madre in Italy
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COME OTTENERE LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL “RIMPATRIO” IN ITALIA




Per Madre in Italy, il 2019, è stato segnato da una delle domande più frequenti arrivate alla nostra mail.

La domanda che ci è stata posta è questa: “se rientro in Italia, ho diritto a delle agevolazioni fiscali?”

La nostra risposta è stata, nella maggior parte dei casi, questa: “dipende dal tuo caso specifico. Da quanto tempo vivi all’estero? Dove è stata la tua residenza fiscale negli ultimi due anni? Dove hai lavorato e prodotto reddito?”

Sono domande volte a capire in modo specifico se la singola persona ha o meno diritto a godere delle agevolazioni fiscali per chi si trasferisce e lavora in Italia.

Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare all’argomento un apposito post, che anzitutto vuole fare chiarezza su una questione a cui gli italiani all’estero si sono interessati.

Immaginiamo una situazione tipo: Vivi all’estero, ma hai pensato anche solo per un istante di voler tornare in Italia.

In questo caso, molto probabilmente la tua attenzione sarà stata catturata da una possibilità, ossia quella di poter godere degli incentivi fiscali per il rimpatrio in Italia.

Bene, ma come si fa ad ottenere le agevolazioni fiscali per il rimpatrio in Italia?

E soprattutto, è davvero così?

Esistono davvero queste agevolazioni?

E in cosa consistono?

E chi ne ha diritto?

Queste sono le domande a cui cercheremo di rispondere in maniera semplice in questo post, in modo che anche tu possa valutare se nella tua situazione potresti beneficiarne di tali agevolazioni.

Sei pronto? Si comincia.

Leggi anche:

COME OTTENERE LE AGEVOLAZIONI
FISCALI PER IL “RIMPATRIO” IN ITALIAAgevolazioni-fiscali-e-rimpatrio-in-italia

Prima di chiarire ogni aspetto della questione, però, facciamo una doverosa precisazione:

“Si chiama davvero RIMPATRIO?”

La risposta è NO, o almeno non esattamente.

Capire di cosa stiamo parlando è il primo passo per fare chiarezza.

L’agevolazione di cui tanto si vocifera, e che comunemente viene citata come quella del “rimpatrio”, in realtà tecnicamente si chiama IMPATRIO.

Che differenza c’è?

Eccola: con il termine rimpatrio si fa riferimento a tutte quelle persone che sono espatriate in passato dall’Italia e che oggi decidono di tornarvi.

Il termine impatrio invece è ben più esteso, e riguarda tutte quelle persone che decidono di trasferirsi in Italia, anche se prima non vi erano residenti.

Questa specifica è molto importante, perché significa che l’agevolazione relativa all’impatrio è concessa ad un’utenza ben più ampia rispetto a quella del rimpatrio.

A questo punto, il passo successivo è quello di comprendere a chi realmente si applicano i benefici fiscali per l’impatrio in Italia, quali sono i vantaggi di questa agevolazione e come poterne usufruire.

Andiamo con ordine.

Sapevi che oggi l’Italia, almeno in Europa, è uno dei Paesi che offre maggiori incentivi fiscali per chi decide di entrarci, lavorarci o “semplicemente” viverci?

So che può sembrare molto strano, ma effettivamente è una cosa che possiamo ragionevolmente affermare.

Per aiutarti a capire la fondatezza di tale affermazione, è doveroso entrare nel merito delle normative che attualmente riguardano gli incentivi fiscali e i benefici rivolti agli impatriati.

Vi sono infatti diverse leggi che permettono a chi impatria in Italia di beneficiare di importanti riduzioni fiscali.

Un esempio su tutti è quello che riguarda il reddito imponibile da lavoro in Italia, ridotto fino al 90%, un’imposta a forfait (100k) per chi possiede grandi patrimoni o un’imposta fissa del 7% per i pensionati.

Se l’argomento ti stuzzica, allora andiamo al passo successivo.

Chi ha diritto di beneficiare degli incentivi fiscali in questione?

In questo post vogliamo aiutarti a capire anzitutto se tu ne hai diritto, e ci rivolgeremo nello specifico a persone fisiche che scelgono l’Italia come Paese dove iniziare, sviluppare o proseguire la propria carriera lavorativa o attività imprenditoriale.

Da dove partire?

Dalla normativa e da ciò che prevede.

Analizziamola insieme.




Innanzitutto, è utile evidenziare che la ratio degli incentivi oggi in vigore mira ad attrarre capitale umano in Italia per il rilancio del sistema Paese.

Questo vuol dire che la precedente norma, meglio conosciuta come “rientro dei cervelli”, è stata superata o meglio ampliata a praticamente chiunque (cittadini UE ed extra-UE) entri in Italia a patto che qui non ne abbia avuto il centro degli interessi (cioè la residenza fiscale) nei 2 anni precedenti.

Ti è chiaro?

Ossia, per beneficiare degli incentivi fiscali relativi all’impatrio in Italia, non devi aver avuto la residenza fiscale in Italia negli ultimi due anni.

In dettaglio, se vuoi approfondire, stiamo parlando del regime fiscale agevolato per i lavoratori “Impatriati”.

Come detto infatti, la norma in vigore dal 2016 è stata aggiornata con il recente Decreto Crescita del 2019, allo scopo di attrarre persone verso l’Italia.

Questo vuol dire che tra i presupposti dell’agevolazione non è prevista una precedente esperienza lavorativa o di vita in Italia.

I destinatari di questa agevolazione sono quindi i lavoratori dipendenti, autonomi, artisti, sportivi, manager, docenti, ricercatori ma anche professioni minori o chi avvia un’attività di impresa: questa è l’ampia platea che può beneficiare dell’agevolazione fiscale sul reddito imponibile prodotto in Italia.

E quali sono le condizioni per poter godere di tali incentivi?

Per accedere al regime fiscale agevolato si devono rispettare le seguenti condizioni:

  • Residenza fiscale all’estero negli ultimi 2 anni
  • Risiedere in Italia per almeno 2 anni
  • Lavorare “prevalentemente” in Italia

Se anche tu rientri in tale situazione, senza dubbio vorrai capire meglio in cosa consiste questa agevolazione.

Capiamolo.

L’agevolazione consiste in una riduzione dal 70% al 90% della base imponibile del reddito prodotto in Italia per un minimo di 5 anni e fino ad un massimo di 10 anni.

In dettaglio:

  • Agevolazione standard: riduzione del 70% (50% pre-2020) del reddito imponibile per 5 anni dal trasferimento della residenza fiscale; cioè se le tasse standard erano 100, alla fine pago 30
  • La durata della suddetta agevolazione si estende per ulteriori 5 anni (complessivi 10) qualora si abbia un figlio minorenne (o a carico economicamente) o si acquisti un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento
  • La suddetta riduzione aumenta al 90% per i soggetti che trasferiscono la residenza in una delle seguenti regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia
  • Per chi ha almeno 3 figli minorenni o a carico la riduzione aumenta al 90% per il secondo quinquennio

Altra importante novità riguarda la mancata iscrizione AIRE da parte di Italiani che hanno lavorato e vissuto stabilmente all’estero.

Cosa vuol dire questo?

Che l’iscrizione all’AIRE, ai sensi dell’art. 2 del TUIR, è importante per attestare la propria residenza fiscale all’estero.

Bene, con il Decreto Crescita 2019 è stato chiarito che la mancata iscrizione AIRE, in presenza della residenza effettiva in uno Stato estero, non è ostativa alla fruizione delle suddette agevolazioni, ossia anche se una persona non si è iscritta all’AIRE, ciò non rappresenta un limite al fine di richiedere il beneficio fiscale per l’impatrio, ma ovviamente a condizione che sia debitamente documentato il fatto che il centro degli interessi è stato all’estero.

Ovviamente andrà effettuata una attenta analisi del contesto personale per confermare tale situazione al singolo caso di specie.

Per fare un esempio pratico, un lavoratore dipendente con figlio a carico che decida di trasferirsi o rientrare in Italia potrebbe godere di una tassazione fiscale pari al 30% rispetto alle aliquote standard per un periodo di 10 anni.

Reddito imponibile annuo: 100

Imposte fiscali standard: 40

Imposte fiscali con agevolazione: 12 (per 10 anni)

Se sei interessato alla questione, e se hai bisogno di una consulenza dettagliata che riguarda il tuo caso, i nostri consulenti saranno in grado di fornirti aiuto in ogni aspetto, dalla valutazione alle procedure per richiedere l’agevolazione.

Per contattarli clicca qui.

Al termine di questo post arriviamo infatti al nodo cruciale, ossia a cosa fare per usufruire dei benefici fiscali per l’impatrio.

Il primo passo da fare, qualora una persona abbia intenzione di trasferirsi in Italia è innanzitutto quello di verificare la possibilità di beneficiare dell’agevolazione con una analisi della suddetta normativa, così come una attenta pianificazione di uscita dal Paese di provenienza.

In secondo luogo, dovranno essere rispettate le procedure previste in Italia per implementare tale agevolazione e goderne appieno i benefici, a seconda della tipologia di reddito prodotto in Italia e del profilo del soggetto.

In conclusione: è vero che oggi l’Italia permette a chi vi si trasferisce o ritrasferisce di godere di agevolazioni ed incentivi fiscali.

Ciò gratifica e permette a molti di entrare o rientrare in Italia mossi da un grande incentivo, che spesso ha portato tanti ad andare all’estero, ossia quello di poter godere di una tassazione agevolata.

L’importante è valutare il proprio caso con attenzione, ed è per questo che oggi abbiamo esteso le nostre consulenze anche a questa materia.

Non ci resta che augurarvi un buon rientro in Italia.

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Ehi, aspetta un attimo prima di cambiare pagina.

Se sogni di trasferirti ma non sai da dove cominciare, ecco un test che ti aiuterà a capire qual è la strada da percorrere.

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Bene, ora siamo davvero pronti.

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In bocca al lupo!

Francesco

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About the Author

Mi chiamo Francesco Menghini... Quand'ero piccolo, camminavo per casa sempre con un atlante in mano. Le mie domeniche piovose le passavo a memorizzare le mappe e le capitali. A 16 anni ho fatto il mio primo viaggio da solo e da allora viaggio ogni volta che posso.

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