COME AVVIARE UNA STARTUP A LONDRA: LA GUIDA DEFINITIVA – Madre in Italy
X

Il Blog di Madre in Italy

COME AVVIARE UNA STARTUP A LONDRA: LA GUIDA DEFINITIVA




 

“Racconta a tutti la tua idea, senza alcun timore che possano sottrartela.”
Aaron Patzer, fondatore di Mint.co

 

È tutto lì, nella tua mente.

L’idea del tuo business scalpita, è sempre più definita e non vede l’ora di prendere forma, passo dopo passo.

Con un sogno: quello di crescere e affermarsi a Londra, tutt’ora una delle città più cosmopolite d’Europa.

Con questa guida voglio allontanarti sempre più dal sogno, sì, ma solo per portarlo nella realtà.

Qui ho racchiuso tutte le informazioni utili per il tuo business, dalle statistiche più recenti agli incubatori londinesi più promettenti, passando per i consigli sulle tasse, assicurazioni e finanziamenti.

Insomma, questa guida è proprio quel che ti serve per non spaventarti più davanti alla burocrazia e affrontare il lancio della tua start-up a Londra nel modo più consapevole ed efficace possibile.

Attenzione. Non troverai questo tipo di informazioni su nessun tipo di sito in Italiano. Dunque, se il tuo sogno è volare a Londra per creare il tuo business, studia bene questo post.

Inoltre, visto l’importanza della materia, insieme a Francesco, abbiamo deciso di creare anche una versione E-BOOK che potrai scaricare gratuitamente cliccando qui sotto!

Sei pronto/a? Allora iniziamo!

Leggi anche:

COME APRIRE UNA STARTUP A LONDRA:
LA GUIDA DEFINITIVA

come-aprire-una-startup-a-londra1) LANCIARE UNA START-UP A LONDRA: IL PANORAMA ATTUALE

Se hai già fatto un po’ di ricerca lo saprai: non è un segreto che molte delle nuove start-up – soprattutto nel settore tecnologico-digitale – nascano con base a Londra.

Una rapida scrematura dei racconti sulle ultime start-up fa notare quanto la capitale e i suoi diversi distretti stiano diventando una sorta di Mecca per i nuovi imprenditori.

Croydon, ad esempio, una zona a sud del distretto di Londra, lo scorso agosto è stata soprannominata, con più di 1000 nuove startup tecnologiche, la “Silicon Valley of the South”.

A ribattezzarla è stato uno dei più grandi gruppi business advisor britannici, la UHY Hacker Young, proprio per aver ottenuto un GVA growth rate (valore aggiunto lordo) del 9.3%.

A oggi, secondo il sindaco di Londra Sadiq Khan, il settore delle tecnologie digitali a Londra supporta qualcosa come 200mila posti di lavoro e ha generato, nel 2016, 18 miliardi di sterline (circa 21 miliardi di euro).

A) ROCKETSPACE: L’ACCELERATORE DI SPOTIFY & UBER

In quanto ad attrarre talenti, Londra non prevede di perdere il proprio appeal: gli imprenditori in erba delle aree di Clerkenwell e Islington avranno tutti i benefici del lancio del campus di start-up tech dell’acceleratore RocketSpace, con base natia a San Francisco, che ha visto nascere 17 delle start-up che oggi valgono più di 1 miliardo di dollari – tra cui Spotify e Uber.

Il piano è quello di dar vita a un campus sullo “stato dell’arte” del settore, a Angel, costruito proprio per la crescita delle start-up tecnologiche.

Per dare due numeri, pare che il campus di Londra darà accesso ai propri spazi a circa 1500 imprenditori, comprendendo WiFi, spazi di lavoro condivisi, eventi, workshop e molto altro.

Si prepara ad accogliere team di start-up che vanno da 1 a 100 persone.

Mica male, no?

È quasi superfluo sottolineare che Duncan Logan, il fondatore e CEO di RocketSpace, ha commentato che la comunità tecnologica di Londra si sta espandendo sempre più rapidamente e non smetterà di guidare l’innovazione.

Sei curioso di vedere la struttura, vero?

Eccola qui 😉

B) HERE EAST (Il parco Olimpico del 2012 diventa uno dei più grandi centri di innovazione tecnologica d’Europa)

Qualcosa come 14 milioni di metri quadrati.

Ecco quanto è grande l’Here East campus, che si dice diventerà “il più grande centro di innovazione tecnologica d’Europa”.

Sorge sulle ceneri, per così dire, di quello che fu il quartier generale dei media delle Olimpiadi di Londra del 2012, nell’East London.

Il campus è una joint venture tra DV4, il fondo di investimento di Delancey, e ENTIQ, uno dei più conosciuti facilitatori di sviluppo e innovazione a livello globale.

L’obiettivo è quello di riunire businesses innovativi a cavallo tra diversi settori: dallo sport al benessere, dalla moda al design, passando per l’Internet of Things.

Tutto per promuovere la collaborazione, guidare la crescita e produrre sviluppo.

Dai programmi di accelerazione ai servizi di incubatori, dall’educazione all’imprenditorialità a tutto l’occorrente per produrre prototipi e nuove tecnologie, sino alle modalità di ricerca di finanziamenti.

Claire Cockerton, la fondatrice di ENTIQ e CEO del nuovo centro d’innovazione, ha sottolineato che i loro valori sono ben radicati nella storia olimpica: creatività, lavoro multi-disciplinati, internazionalizzazione.

Insomma, una rampa di lancio per chi parte da Londra e un morbido atterraggio per chi arriva in Inghilterra per la prima volta.

C) UN PO’ DI DATI INTERESSANTI

Per dare ancora qualche dato utile: 42 dei 100 business elencati dall’indice Sunday Times Tech Track del 2016 hanno base a Londra.

Al primo posto, per esempio, troviamo UKCloud, un provider di servizi cloud con sede a Farnborough, a sud ovest di Londra.

UKCloud ha raggiunto il primo posto grazie a una crescita di fatturato annuale pari al 262%, negli ultimi tre anni.

Non male eh?

Quikkly, start-up alternativa di QR codes che ha ricevuto 1,5milioni di sterline di investimento, sostiene che Londra sia “incredibile perché è una grande fucina di talenti di ingegneria. A Londra sembra normale lasciare un lavoro dipendente ben pagato per assumersi il rischio di fare qualcosa di innovativo in cui si crede davvero”.

Smartzer infine, start-up di videoplayer interattivi per rendere i video cliccabili e “acquistabili”, fondata nel 2014 da Karoline Gross, sostiene che Londra attragga indiscutibilmente persone sveglie e motivate.

“Le persone sono il fattore più importante quando si tratta di dar vita ad un business. Una delle qualità migliori di Londra è la possibilità di avere accesso al talento, sia dal punto di vista informatico che economico”.



 

2) BUSINESS STRUCTURE: QUAL È LA MIGLIORE PER ME IN INGHILTERRA?

Vuoi cominciare da solo o hai già un team con cui costruire una struttura di start-up?

Meglio essere un sole trader o metter su una limited company (una società a responsabilità limitata)?

E fare una partnership?

Calma, respira.

Facciamo un po’ d’ordine nei tre tipi base di business.

  • SOLE TRADER (freelance)
  • LIMITED COMPANY (società a responsabilità limitata)
  • PARTNERSHIP

A) SOLE TRADER: cominciare da freelance

Cominciare il proprio business da sole trader non è così raro come si può pensare.

Sul sito informativo del governo britannico, Startups Uk, si legge che circa il 75% dei business inglesi non ha dipendenti, secondo il Department for Business Innovation and Skills (BIS).

La popolarità dell’essere freelance sta sostanzialmente nel fatto che è molto semplice cominciare: la registrazione è diretta, tener traccia della burocrazia è facile e si hanno in tasca tutti i profitti al netto delle tasse.

Al di là della semplicità, però, c’è un fattore essenziale: la possibilità di testare il tuo mercato di riferimento.

Tante aziende oggi grandi e affermate hanno cominciato in questo modo.

Certo, cominciare da freelance non è solo rose e fiori: se il tuo business fallisce devi pagare di tasca tua.

Ma vediamo nel dettaglio come si inizia da sole trader.

Il sole trader o freelance è l’unico proprietario del business e ha il completo controllo sul modo in cui è amministrato.

La legge inglese non fa differenza tra il business e il sole trader: questa responsabilità illimitata significa che qualsiasi debito del business viene ripagato dal patrimonio personale del freelance se il business fallisce.

Il business generalmente decade nel momento in cui il proprietario va in pensione o muore.

Come già detto c’è un numero altissimo di sole trader in Inghilterra, la maggioranza nel settore terziario, quello dei servizi.

Fotografi, agenzie immobiliari, parrucchieri, b&b.

Sono quelli che vengono chiamati class zero, proprio perché senza dipendenti.

Leggi anche:

a) COME DIVENTO UN SOLE TRADER

a) Occhio al nome! Se lavorerai con un nome diverso dal tuo lo devi inserire ovunque: nei bigliettini da visita, nella carta intestata e se vorrai scaricare qualsiasi spesa.

Se il tuo business avrà un suo nome puoi registrarlo al National Business Register.

Occhio: alcune parole come “international”, “registered” e “federation” sono sotto restrizione secondo il Business Names Act del 1985 e le Company and Business Names Regulations 1995.

Il nome non può essere lo stesso o troppo simile a qualsiasi altro business, logo o azienda.

Se lo fosse potresti incappare in controversie legali.

Per essere sicuro controlla il National Business Register e l’Intellectual Property Office.

b) Informa le autorità che sei un freelance.

Ti devi registrare come un sole trader al HM Revenue & Customs nel giro di tre mesi da quando hai iniziato a lavorare, altrimenti incappi in una mora di 100 sterline.

Il limite di tre mesi comincia dall’ultimo giorno del tuo primo mese di lavoro.

Puoi registrarti online ma anche per telefono o per posta.

Ma sappiamo bene che online è il modo più facile.

Quando ti registri devi inserire il tuo National Insurance Number e queste informazioni:

  • Nome e cognome
  • Indirizzo
  • Data di nascita
  • Numero di telefono
  • E-mail
  • Natura del tuo business
  • La data di inizio del tuo lavoro autonomo
  • Indirizzo del tuo business (se diverso dal tuo)
  • Telefono del business

b) DICHIARAZIONE DEI REDDITI – SELF ASSESSMENT TAX RETURNS

Da freelance dovrai compilare al HMRC il corrispettivo italiano di una dichiarazione dei redditi, che comprende ovviamente un form che notifica al HMRC il tuo profitto e le plusvalenze, così come eventuali agevolazioni.

Se usi un’auto per lavoro può chiedere agevolazioni, così come se lavori da casa: anche le bollette possono essere scaricate.

Generalmente la dichiarazione dei redditi, la self-assessment tax return, viene inviata ad aprile.

c) PAGAMENTI E DEADLINE

Se hai dei pagamenti in sospeso alla fine dell’anno di tasse (aprile) devi pagarli entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

Dovrai pagare:

  • Il balancing payment ovvero le tasse per l’anno precedente
  • I primi due “payments on account” ovvero gli anticipi per l’anno in corso

Ovviamente dovresti ricevere un documento di dichiarazione dei redditi che indica l’importo dovuto.

Se ti vengono richiesti i payments on account dell’anno successivo la tua deadline per il secondo pagamento è il 31 luglio dell’anno in corso.

Prima di passare al prossimo paragrafo, ti chiedo un favore.

Se la lettura ti sta piacendo, ti basterà cliccare solo una volta qui sotto. A te non costa nulla, mentre per me è un ottimo feedback:

Clicca qui sotto invece, se vuoi seguire gli articoli del  blog personale di Francesco:

B) LIMITED COMPANY: società a responsabilità limitata

Secondo l’ultimo update del governo dello Small Business, Enterprise and Emplyment Act, datato il 31 agosto 2016, le informazioni di cui si ha bisogno per dar vita a una società di capitali (la forma aziendale più popolare in UK) sono cambiate.

Ma di cosa parliamo quando diciamo Limited Company?

Vediamolo…

La principale differenza tra sole trader e limited company, come già accennato sopra, è che nel primo caso gli eventuali debiti possono essere presi dal tuo patrimonio personale, nel secondo no.

Una limited company è quindi un’entità legale separata e può avere intestate proprietà, avere dei debiti, intentare una causa ed essere a sua volta citato in causa.

Qualsiasi attività di business è fatta a nome dell’azienda e non della persona specifica.

Il proprietario (o i proprietari) può essere responsabile solo per il capitale investito.

Deve esistere almeno un direttore per gestire il business e un segretario, per assicurarsi che tutte le regolamentazioni siano seguite e che i registri siano in ordine.

Anche in questo aspetto la limited company differisce dal sole trader: è necessaria molta più amministrazione burocratica e legale.

Comunque, dicevamo che profitti e perdite sono dell’azienda e il business può andare avanti nonostante la morte, pensione o bancarotta degli azionisti o di chi porta avanti l’azienda.

Le limited company pagano la corporation tax sui profitti e il direttore è tassato esattamente come qualsiasi altro dipendente che lavora per l’azienda.

Il personale rischio finanziario è limitato all’ammontare che tu hai investito nell’azienda e alle garanzie che hai dato nel caso di investimenti esterni.

In alcuni casi, però, se l’azienda fallisce e il direttore non ha svolto il proprio dovere di direttore, può essere responsabile per i debiti e anche “squalificato” dal ruolo di direttore in qualsiasi altra azienda.

a) COSA SERVE PER APRIRE UNA LIMITED COMPANY

Ti servono tre cose di base per aprire una società di capitali a Londra:

  • La registrazione e il pagamento del bollo alla Companies House
  • Il nome dell’azienda: puoi controllare subito se il nome è disponibile qui: Companies Made Simple
  • Un indirizzo in UK, quello del tuo futuro registered office (la sede legale, dove terrai i documenti ufficiali e dove arriveranno le comunicazioni lavorative)

Dovrai inoltre fornire il nome del direttore (o direttori): deve essercene almeno uno.

Le info richieste sono nome, data di nascita, nazionalità, occupazione, Paese di residenza, service address (simile al registered office, è l’indirizzo “ufficiale” del direttore).

Nel caso il direttore può non essere una persona fisica, ma addirittura un’altra azienda.

È il caso di un corporate director.

Per la registrazione avrai anche bisogno dei nomi degli azionisti, ovvero di chi è proprietario dell’azienda.

Una società di capitali può essere formata da una persona che è sia il direttore sia l’azionista.

Per segnalare un diverso azionista, invece, devi fornire il nome, l’indirizzo e la quota assegnata.

Allo stesso modo del direttore, un’altra azienda può essere azionista della tua.

Per poter operare nel tuo settore avrai bisogno anche di uno Standard Industry Classification Code (SIC), ovvero un numero di 5 cifre che esplicita il settore in cui la tua compagnia lavorerà.

Puoi guardare una lista di tali codici in questo documento della Companies House.

Se non sei ancora certo del settore specifico in cui opererai usa semplicemente il codice 82990 (other business support service activities).

Potrai cambiarlo successivamente nella conferma.

Dal 2015, nello Small Business, Enterprise and Employment Act, è stato introdotto un capitolo relativo alle people with significant control, per aumentare la trasparenza su chi davvero è proprietario di un’azienda e chi la gestisce; vale a dire che qualcuno è una persona con controllo significativo se:

  • Ha più del 25% delle azioni aziendali
  • Ha diritto a più del 25% dei voti nel consiglio
  • Ha il diritto di inserire o eliminare la maggior parte dei direttori
  • Ha il diritto o esercita un’influenza significativa su un fondo fiduciario o l’azienda

Per ogni persona con controllo significativo avrai bisogno di documentare il suo nome, data di nascita, nazionalità, occupazione, Paese di residenza e service address.

Dovrai anche documentare la natura del controllo.

Avrai anche bisogno dei cosiddetti Memorandum & Articles, ovvero quella serie di documenti che sottolineano come la tua azienda verrà gestita.

Se metti in piedi la tua azienda con il supporto di un formation agent ti fornirà lui dei documenti che di solito si addicono alla maggior parte delle aziende.

Infine dovrai sottolineare lo Share capital, ovvero l’ammontare di capitale investito nella tua azienda e come è suddiviso.

C) PARTNERSHIP: stringi una collaborazione

Se farai del business con qualcun altro, costruisci sin da subito la giusta struttura.

Una partnership nasce quando due o più persone si uniscono per dar vita a un business.

Ogni partner riceve una percentuale di utili sul business, in relazione a quanto ha investito.

Così come i sole traders, i partner sono responsabili per tutti i debiti del business (cosa che non accade nelle limited company).

Insomma: non si è solo responsabili del proprio debito ma anche di quello degli altri partner.

I creditori hanno quindi il diritto di attingere ai beni personali se necessario.

Se stai decidendo quale struttura imprenditoriale sia la più giusta per te, ricorda che la partnership necessità di un’attenzione particolare.

Il punto focale di ogni partnership è stilare un partnership agreement con il supporto di un avvocato, prima di attivare il business.

In pratica si tratta di definire ruoli e responsabilità.

Se stai pensando alla partnership come struttura per te, vediamo un po’ di pro e contro: collaborando si condividono dubbi, paure e problemi.

Gestire un business da soli può spaventare e insieme si hanno più competenze ed esperienza.

I processi di decision making potranno essere più consapevoli e basati su più prospettive.

Dall’altra parte esistono anche degli svantaggi: c’è meno autonomia, gli obiettivi e bisogni personali possono essere diversi nei due partner, possono nascere discussioni sui rispettivi benefits economici e somme da investire.

I partner possono avere, a lungo andare, diverse idee in merito al business; uno può preferire di costruire un impero e l’altro di ridimensionare il tutto.

Il decision making sarà sì più consapevole ma forse più lento perché si tratterà di mettersi d’accordo.

3) METTERSI IN REGOLA CON LA BUROCRAZIA

burocrazia-per-startup

Certo, lo saprai.

Metter su una start-up a Londra non è solo pensare in grande, mettersi d’accordo e iniziare a lavorare.

La cosiddetta red tape, la burocrazia spiccia, è una cosa da mettere assolutamente in conto.

Sappi che le vie della red tape sono infinite, quindi per ogni caso specifico ti consigliamo di contattarci per una consulenza specifica, ma qui inseriamo delle linee guida per poterti già chiarire le idee.

A) INSURANCE

Capire di che tipo di assicurazione avrai bisogno, anche in relazione al tipo di business che sceglierai, può essere un vero caos.

Alcune sono obbligatorie mentre altre sono opzionali, ma sicuramente avrai bisogno di almeno un tipo di assicurazione.

Sappiamo bene che gli imprenditori spesso vedono l’assicurazione del proprio business come uno dei costi che si possono evitare; a parte le regolamentazioni di legge e le richieste dei clienti in merito (perché ce ne saranno), esistono diversi motivi per cui avrai bisogno di un’insurance con i fiocchi.

Col tuo business non farai solo affari: comprerai e affitterai cose, stringerai contratti o accordi con i clienti.

Tutte queste azioni dovranno essere fatte nel modo più sicuro possibile.

Se la tua start-up opererà nel B2B, la tua insurance policy funzionerà molto come credenziale.

Con un alto livello di copertura dimostrerai di essere un business rispettabile che comprende bene le proprie responsabilità.

Insomma, a nessuno piace fare affari con degli scappati di casa, no?

Qui intanto ti lasciamo un link utile del governo inglese per cercare di capire di quale assicurazione hai bisogno, compilando un semplice form.

B) PUBLIC LIABILITY INSURANCE

Se il tuo business ti porta ad avere contatti con terze parti – di qualsiasi tipo – dovresti probabilmente prendere in considerazione l’assicurazione di responsabilità pubblica.

È molto diffusa per attività come negozi e commercianti, perché può coprire le spese nel caso di danni a proprietà.

Le terze parti includono avventori, clienti, fornitori o qualsiasi altra persona fisica o meno che venga a contatto col tuo business. 

Se per esempio ti occupi di costruzioni, e mentre i tuoi macchinari lavorano qualcosa cade sull’auto parcheggiata lì di fianco, ecco che avrai bisogno di una public liability insurance per pagarne i danni.

Come in Italia esiste ovviamente un massimale di copertura oltre il quale la tua assicurazione non pagherà il danno: devi deciderlo nel momento in cui stipuli la tua polizza.

Tale massimale dovrebbe essere calcolato in base ai rischi a cui va incontro il tuo business e al suo contatto col pubblico, oltre all’entità dei contratti con i clienti.

Ecco le domande da farti per farti un’idea dell’assicurazione che fa per te:

  • Il tuo business avrà contatti con il pubblico? Quanti e quanto frequenti?
  • Quante possibilità ci sono che il pubblico possa farsi fisicamente male mentre lavora con te? (Es: un cliente in un parrucchiere che inciampa in un filo e si rompe un braccio)
  • I contratti che avrai con i tuoi fornitori o clienti richiedono una public liability cover?
  • Un’assicurazione potrebbe aiutarti a rassicurare clienti e fornitori e farti fare meglio il tuo lavoro?

C) INTELLECTUAL PROPERTY LAW

Quando hai un lampo di genio per la tua idea di business è bene capire quanto sia importante proteggerla e come farlo.

Il British Library’s Business & IP Centre organizza workshop e giornate informative sul tema, compresa una Beginners Guida to Intellectual Property che ti potrebbe interessare.

Intanto qui ti diamo le principali informazioni da sapere:

  • Copyright: il copyright può essere applicato praticamente a qualsiasi cosa: non solo prodotti come film, musica e marchi, ma anche a liste della spesa, elenchi di libri da leggere e così via. Sul sito dell’Intellectual Property Office trovi tutte le specifiche a riguardo. Il copyright è diverso da qualsiasi altro tipo di proprietà intellettuale perché non c’è nessun bisogno di registrazione, fee o richiesta scritta: esiste automaticamente nel momento in cui la tua opera prende vita.
  • Brevetti: mai pensare che la propria idea sia unica e innovativa solo perché non l’hai mai vista in giro. Tante idee brevettate non si trovano ovunque: fai un giro sul database dei brevetti per assicurarti che la tua idea sia idonea. Tienila segreta: nel caso tu debba parlarne usa degli accordi di non divulgazione che puoi farti consigliare da un legale.
  • Marchi: quando studi un nome e un logo per il tuo brand assicurati che nessuno dei due sia già registrato per un prodotto o servizio simile, altrimenti rischi che ti venga fatta causa. La lista è consultabile qui così puoi farti un’idea. Cercare il nome o il logo in questo database è però solo metà del lavoro: fai una ricerca approfondita online. Chiunque usi già quel nome o quel logo come business, anche se non è registrato, ha comunque il diritto di farti causa se pensa che tu stia copiando o impersonando la tua azienda sul mercato.
  • Design registrati: registrare un design protegge il tuo prodotto dalla riproduzione o copia dal punto di vista visuale, ma non protegge invece la meccanica del suo funzionamento, per esempio, o cosa effettivamente fa. Dai un’occhiata alla pagina dedicata della British Library. Un design registrato ti dà il diritto di fermare chiunque crei o venda un prodotto con il tuo design in UK per 25 anni. Se decidi di non registrare il tuo design hai comunque in automatico dei “design rights”, che durano però solo dai 10 ai 15 anni e non sono onnicomprensivi.



 

D) EMPLOYMENT REGULATIONS

A partire dal 2017 sono stati introdotti diversi cambiamenti nelle emplyoment regulations, che è bene sapere quando si dà vita alla propria start-up.

Quindi se hai intenzione di costruire una Limited Company con dipendenti segnati queste informazioni.

Ogni datore di lavoro in UK deve pagare i contributi per i propri dipendenti, e questa dinamica è chiamata “Automatic Enrolement”.

a) AUTO-ISCRIZIONE AL PENSIONAMENTO

A partire dal 2017 molti dei piccoli business dovranno pensare all’auto-iscrizione al pensionamento.

Ovvero: fissare una data in cui i loro dipendenti andranno in pensione. Il governo inglese ha anche messo a disposizione una guida step-by-step per far sì che la tua start-up sia a norma sul pension auto-enrolment.

b) CAMBIAMENTI SUI SALARI PER MALATTIA E MATERNITÀ

Se devi pagare ai tuoi dipendenti dei giorni di malattia o maternità sappi che le statutory rates in merito si alzeranno ad aprile 2017, per la prima volta da aprile 2015, con effetto a partire dal nuovo anno reddituale.

Le Statutory Maternity Pay, Statutory Paternity Pay, Statutory Shared Parental Pay e Statutory Adoption Pay aumenteranno di £1.40 alla settimana, arrivando a £140.98 ogni settimana.

Mentre la Statutory Sick Pay, ovvero lo stipendio di malattia, verrà alzato da £88.45 alla settimana a £89.35 alla settimana.

c) AUMENTO DELLA PAGA MINIMA DA PARTE DELLA NATIONAL LIVING WAGE E NATIONAL MINIMUM WAGE A PARTIRE DA APRILE 2017

La paga minima per gli adulti sopra i 25 anni passerà, a partire da aprile, da £7.20 a £7.50 all’ora.

d) CAMBIAMENTI SUL SALARY SACRIFICE SCHEME DA APRILE 2017

Salary Sacrifice significa semplicemente quell’accordo con il proprio datore di lavoro a rinunciare a una parte del proprio salario in cambio di benefit di vario tipo.

Per esempio?

L’auto aziendale, il parcheggio, assicurazioni sanitarie private, abbonamenti per il telefono, computer e altri strumenti tecnologici, sino ad arrivare agli abbonamenti in palestra e alle rate scolastiche dei figli.

Insomma, ci saranno dei cambiamenti a riguardo sempre a partire da aprile 2017.

e) PROTEZIONE DEI DATI: MEGLIO ESSERE PREVIDENTI PER IL 2018 

Nel 2016 la General Data Protection Regulation europea ha tentato di armonizzare le regolamentazioni sulla protezione dei dati in tutta l’Europa, inclusa l’Inghilterra.

Tutto diventerà effettivo da maggio 2018 e dovrebbe diventare parte delle leggi inglesi stesse, anche se la Brexit potrebbe influenzare certe questioni.

In pratica il GDPR cambierà le regole sul consenso dei dipendenti sull’uso dei loro dati da parte del datore di lavoro.

Cambieranno anche i processi di acquisizione dati e verrà introdotto il cosiddetto diritto all’oblio, che renderà possibili le richieste di eliminare informazioni sul proprio conto in particolari contesti.

Arriverà anche il diritto di rettifica, che permetterà ai dipendenti di insistere per effettuare cambiamenti sulle proprie informazioni personali.

f) IMPOSTA DI APPRENDISTATO DA APRILE 2017

Da aprile 2017 arriva anche l’imposta di apprendistato per tutti i business con più di 3 milioni di sterline di stipendi, che dovranno contribuire ai fondi per l’apprendistato tramite l’omonima imposta.

Questo cosa vuol dire?

Che ci saranno più fondi disponibili per i business e le start-up più piccole, che potranno far domanda per riceverli anche se non saranno obbligati a pagare l’imposta.

Da maggio 2016 il governo introdurrà un regime di co-investimenti per piccoli datori di lavoro che vorrebbero fare domanda di apprendistato per i dipendenti.

I datori di lavoro che non contribuiranno all’imposta dovranno versare il 10% dei contributi al costo dell’apprendistato, mentre il governo ci metterà il restante 90% sino all’ammontare massimo del finanziamento governativo per quel tipo di apprendistato.

Un’altra good news è che il governo inglese offrirà un ulteriore supporto economico a tutte le aziende con meno di 50 dipendenti finanziando il 100% dei costi di formazione e valutazione per i loro apprendisti che vanno dai 16 ai 18 anni, e dai 19 ai 24 precedentemente in assistenza o sotto la tutela di una local authority education.

Insomma, è proprio il caso di informarsi sui futuri cambiamenti sull’apprendistato. Qui c’è un utile fact sheet dedicato diffuso proprio dal governo inglese.

g) REPORT DIVARIO RETRIBUTIVO DI GENERE

Se sei un datore di lavoro con meno di 250 dipendenti questa novità non ti tocca; se invece ne hai di più (o pianifichi di averne di più) dovrai iniziare a raccogliere dati sul divario retributivo tra donne e uomini nella tua azienda da aprile 2017, in modo da pubblicare il primo report utile ad aprile 2018.

Prima di passare al prossimo paragrafo, ti ricordo che puoi scaricare gratuitamente l’EBook creato appositamente per gli amanti di questo post.

Eccolo…

come-avviare-una-start-up-a-londra

 

4) IVA? VAT? UN PO’ DI CHIARIMENTI

La Value Added Tax (VAT) è, come in Italia l’IVA, una tassa che viene applicata sulla maggior parte dei beni e servizi in Inghilterra.

Oltretutto viene caricata anche su alcuni beni e servizi importati sia da Paesi europei che extra europei.

Quando è dovuta la VAT?

Quando un business assoggettato VAT vende a un’altra azienda ma anche a un privato.

Allo stesso modo, se un business compra beni o servizi assoggettati a VAT, può recuperare l’IVA che ha pagato.

Insomma, sin qui è molto semplice.

Ma quand’è che bisogna registrarsi per la VAT?

Dal 1 aprile 2016 un business è obbligato a registrarsi alla VAT (la cosiddetta “partita IVA” in Italia) se il suo volume d’affari annuale (previsto o registrato), supera le 83 mila sterline.

Si tratta del VAT Registration Threshold, la soglia sotto il quale la registrazione non è necessaria.

Quindi, se hai in previsione di metter su un business che fatturi meno di 83 mila sterline annue, potresti non dover registrarti alla VAT.

Occhio però che per il commercio fuori dall’Inghilterra, per esempio, la registrazione è comunque obbligatoria.

Con la mancata registrazione, ovviamente, rischi di incorrere in more anche pesanti.

A) CHI NON PUÒ REGISTRARSI ALLA VAT?

VAT-in-UKSicuramente non puoi registrarti se le tue caratteristiche aziendali non rientrano nella definizione di “business” data dal HMRC.

Inoltre, nessun business può registrarsi se, per la maggior parte, vende prodotti o servizi esenti VAT (le tipologie le vedremo tra poco).

B) REGISTRAZIONE VOLONTARIA

Anche se non eccedi la soglia di registrazione annua di 83mila sterline puoi comunque decidere di registrarti volontariamente.

Per due ragioni:

  • I tuoi clienti sono tendenzialmente altri business assoggettati a loro volta a VAT (che può essere recuperata), per cui a loro importa poco se carichi la VAT sui tuoi beni e servizi; loro potranno comunque richiederla indietro al HMRC
  • I business sono spesso in posizione di “creditori” con l’HMRC, quindi si è in una migliore posizione se registrati alla VAT
    Insomma, è comunque meglio registrarsi alla VAT in modo da poterla sì caricare ai clienti ma anche richiederla indietro dai propri acquisti.  Nel caso invece il cliente finale sia il pubblico (che ovviamente non è registrato VAT), che non può richiedere indietro la VAT, si tratta solo di un costo aggiuntivo per il pubblico che “gonfierà” il prezzo sul mercato. In questo caso, se i tuoi concorrenti non sono registrati VAT potranno permettersi prezzi più competitivi rispetto ai tuoi. Quindi ragiona bene sul tuo cliente finale, oltre che sul tuo fatturato, quando deciderai se registrarti alla VAT o meno

C) QUALI SONO LE ALIQUOTE VAT?

Al momento ci sono tre aliquote VAT, che variano in base ai beni e servizi.

Eccole:

  • Standard: (20% )È la VAT più comune (come la nostra in Italia al 22%). Quella aggiunta alla maggior parte di beni e servizi in UK
  • Reduced: (5%) Questa aliquota si applica ai servizi energetici domestici (gas ed elettricità), all’installazione di materiali per il recupero energetico, ai prodotti igienico-sanitari, ai prodotti di utilità per i più piccoli (come i seggioloni per le auto) e via dicendo
  • Zero: (0%) Si applica al cibo (non inteso come i pasti nei ristoranti o takeaway, ma sfuso), ai libri, ai giornali, all’abbigliamento per bambini e ai trasporti pubblici
  • Esenti VAT. Il governo inglese prevede anche dei servizi totalmente esenti da VAT, come le assicurazioni, l’istruzione, le raccolte fondi e via dicendo.

D) COSA SERVE PER REGISTRARSI ALLA VAT?

Ecco qui tutte le informazioni di cui avrai bisogno se decidi di registrarti alla VAT:

  • Il numero del National Insurance (NI) o il “tax identifier”; in pratica è il numero di referenza per la tua VAT
  • Il certificato di incorporation
  • I dettagli di tutti i business associati negli ultimi due anni
  • I dati del conto corrente bancario del tuo business

Esistono due modi per registrarsi alla VAT:

  • Online. A meno che non ci siano circostanze particolari (ad esempio se fai parte di un gruppo, puoi registrarti online nella apposita sezione del sito della HMRC. Per accedere ai servizi VAT online devi essere registrato ai servizi online HMRC. Ricorda che se stai registrando una partnership alla VAT, dovrai anche compilare e inviare il form cartaceo VAT2, che è il documento che esplicita chi sono i tuoi partners. Questo form non è incluso nei servizi online e devi per forza farlo in forma cartacea.
  • Moduli cartacei. Se preferisci puoi registrarti usando il form VAT2 dal sito della HMRC. In ogni caso ricorda che, sia che tu ti registri online sia per modulo cartaceo, tutti i successivi adempimenti sono rigorosamente paperless: la dichiarazione dei redditi e tutti i pagamenti VAT sono elettronici da aprile 2012.

Quando il tuo certificato di registrazione sarà pronto (il VAT4) potrai registrarti online ai servizi VAT sul sito HMRC.

Avrai bisogno di un po’ di informazioni per farlo:

  • Il tuo VAT registration number
  • Il codice postale della sede del tuo business
  • La data precisa di registrazione VAT
  • L’ultimo mese in cui hai inviato la tua dichiarazione dei redditi VAT
  • L’immagine “box5” dalla tua ultima dichiarazione VAT

Le prime tre informazioni le troverai sul documento VAT4.

Le ultime due, dato che il tuo business è stato appena registrato, dovrai compilarle con N/A nella prima e con 0.00 nella seconda.

E) COME FUNZIONA PER GLI ACQUISTI FATTI PRIMA DELLA REGISTRAZIONE VAT?

Una volta che il tuo business sarà registrato, potrai fare richiesta per recuperare un po’ della VAT sui beni e servizi che hai acquistato come business prima di registrarti.

Le condizioni cambiano a seconda che tu abbia acquistato beni o servizi.

Beni Puoi richiedere che ti venga restituito l’importo VAT che hai speso per i beni acquistati sino a 4 anni prima della registrazione, se i beni acquistati sono:

  • Acquistati da quello che oggi è il tuo business (non come privato, ovviamente)
  • Sono beni acquistati per scopi di business tassabili VAT (quindi non beni esenti)
  • Sono beni di cui sei ancora in possesso o che sono stati usati per creare altri beni di cui sei ancora in possesso

L’ultima regola ovviamente è la più difficile da seguire, dato che in 4 anni probabilmente molti beni potrebbero già essere stati venduti o buttati.

Servizi Puoi richiedere indietro la VAT per tutti i servizi che hai acquistato sino a 6 mesi prima della tua registrazione VAT, a due condizioni:

  • I servizi sono stati acquistati da quello che oggi è il tuo business
  • I servizi sono stati acquistati per scopi di business tassabili VAT (quindi non esenti VAT)

Per esempio i nuovi business hanno sicuramente utilizzato servizi professionali per nascere, come consulenze di commercialisti o avvocati.

Questi sono sicuramente servizi per cui si può recuperare la VAT pagata.

Ovviamente, sia per beni sia per servizi, avrai bisogno di fatture e ricevute.

L’HMRC consiglia anche di registrare tutte le transazioni (non in contanti, quindi), per essere il più trasparente possibile.

5) PRESTITI E FINANZIAMENTI: COME OTTENERLI

Ecco, ci siamo.

Ti sei chiarito le idee su molte cose: la forma del tuo business, le regole sulle tasse, la VAT.

E adesso? Adesso la tua start-up ha bisogno di carburante per cominciare.

Vediamo come finanziarla.

Devi sapere che il governo inglese ha varato molte manovre per incoraggiare l’attività imprenditoriale privata, in modo da risanare l’economia in UK.

Tra le manovre c’è il supporto ai nuovi business grazie allo Start Up Loans scheme.

A) COS’È LO STARTUP LOANS SCHEME?

Come già detto, è un’iniziativa promossa dal governo inglese che si occupa di fornire prestiti finanziarsi per i business in fase di nascita.

È amministrato dalla Start Up Loans Company che, guarda un po’, è presieduta dalla ex star della BBC Dragons’ Den James Caan.

Lanciato in fase pilota nel 2012, lo schema offre una media di 5,286 sterline di finanziamento a chi vuole costruire un business, una volta che l’idea viene approvata da uno dei tanti partner dell’azienda; si tratta di aziende che hanno deciso di supportare il programma, erogando parte dei finanziamenti e fornendo consulenza.

Il programma, all’inizio aperto ai giovani imprenditori tra i 18 e i 30 anni, oggi è aperto agli imprenditori di tutte le età.

In più lo scheme è stato esteso per includere anche l’Irlanda del Nord, il Galles e la Scozia.

B) QUANTO SI PUÒ CHIEDERE DI FINANZIAMENTO?

L’ammontare del finanziamento viene deciso in accordo tra chi lo richiede e l’azienda partner, tenendo conto di quanto è necessario.

La media massima per un prestito è di 5,286 sterline, ma al momento non esiste un limite ufficiale.

C) QUALI SONO I TERMINI DI RESTITUZIONE DEI FONDI?

I prestiti vanno restituiti nell’arco dei successivi 5 anni, con un tasso di interesse fisso al 6% (conosciuto come il Retail Price Index) più il 3%.

I prestiti così restituiti alle aziende partner vengono poi ri-versati in un fondo centrale, in modo da poter essere utilizzati per finanziamenti futuri.

D) CHI PUÒ FARE DOMANDA PER UN PRESTITO DI STARTUP?

Come detto sopra all’inizio questo tipo di prestito era riservato ai giovani imprenditori sino ai 30 anni, oggi il programma è esteso a qualsiasi maggiorenne che vive in UK.

Come regola generale le start-up devono essere in fase iniziale, senza debiti e una struttura già costruita; il tutto in realtà è abbastanza flessibile e la Start Up Loan company vede comunque di buon occhio i prestiti a start-up già esistenti.

Non è necessario un prestito aziendale per fare domanda, proprio perché si tratta di un prestito personale; questo significa che se siete più fondatori della start up ognuno può, singolarmente, fare domanda per il prestito e investirlo poi nello stesso business.

Meraviglioso, no?

E) COME POSSO FARE DOMANDA?

Il sito di Start Up Loan risolve tutti i tuoi dubbi.

Qui ecco i passi riassunti in modo schematico.

Vai al form di registrazione e compilalo, per vedere se sei idoneo.

Poi scegli uno dei Delivery Partner che vorresti seguisse il tuo business oppure lascia decidere ai consulenti di Start-Up Loan in base alla loro esperienza.

A quel punto il Delivery Partner ti contatterà e potrà aiutarti a redigere il business plan, fare una previsione del cash flow e deciderà l’ammontare del tuo prestito.

F) CHI DECIDE SE SONO IDONEO AL PRESTITO?

Una volta fatta domanda, la Start Up Loan Company sceglie una delle aziende partner per supportare chi fa richiesta.

Questa azienda aiuta quindi l’imprenditore a capire a che stadio il suo business sia e poi lo supporta nella creazione di un business plan solido ed efficace.

La scelta viene fatta in base a un panel di lancio: chi viene “pescato” riceve il prestito.

G) CHE TIPO DI SUPPORTO È DISPONIBILE?

Così come la formazione per il lancio, le aziende partner offrono agli imprenditori consulenza finanziaria e legale per aiutarli a lanciare il proprio business.

Chi fa domanda può anche ricevere dei “pacchetti di benefit” offerti da partner globali della Start Up Loans Company, che includono il fornitore di spazi lavorativi Regus, il provider di software di accounting Intuit e il servizio di pagamento sicuro Paypal.

  • Pacchetto Regus: Sono inclusi sei mesi di accesso gratuito al “virtual office package” e l’accesso a tutte le business lounge Regus sparse in tutto il mondo
  • Pacchetto Intuit: Sono inclusi due anni di accesso gratuito al software di accounting in cloud, QuickBooks Online Simple Start
  • Pacchetto Paypal: È incluso un conto business Paypal con tasso ridotto al 1,4% e 20 pounds per ogni transazione (tasso ribassato dal classico 3,4%), per sei mesi.

Oltre ai tre colossi per i benefit esistono molti altri partner e sconti disponibili, tutte le informazioni si trovano sul sito di Start Up Loans.

H) QUALI ALTRI PRESTITI SONO DISPONIBILI PER I GIOVANI IMPRENDITORI?

Ovviamente lo Start-Up Loans non è l’unico modo per ricevere dei finanziamenti per la propria start up.

Qui te ne indico degli altri molto validi:

  • The Prince’s Trust: ecco un programma per le imprese lanciato nel 2010 che offre ai giovani imprenditori tra i 18 e i 30 anni la possibilità di fare domanda per prestiti a tre anni sino a 4000 sterline, oltre al supporto di consulenza
  • UnLtd: il network di imprenditori offre GRANTS sino a 5000 sterline a persone singole dai 16 in su per fondare la propria azienda
  • Business Accelerators: tutti i programmi acceleratori di startup, come Springboard e Oxygen offrono alle start-up intensi periodi di tutoraggio e supporto, seguiti dalla reale opportunità di ricevere un finanziamento. Allo stesso modo alcune università, compresa la University of Reading, forniscono programmi che offrono consulenza e tutoraggio per aiutare i giovani imprenditori

I) QUALCHE CASE-HISTORY PER DARTI LA CARICA

In questi anni migliaia di nuovi business hanno beneficiato dei prestiti Start-Up.

Eccone alcuni che ti faranno pensare positivo:

  • Wireside Productions: i laureati in produzione cinematografica Michael Evans e Jason Brown hanno ricevuto un fondo per Start Up per lanciare la loro azienda di film e fotografia. Hanno usato i soldi per un sito user-friendly e per finanziare le loro azioni di marketing.

Beh, se ti interessa, ecco lo showreel di Micheal Evans:

  • Monroes Hair: Lisa Brady ha ricevuto un fondo Start Up per finanziare il lancio del suo business di acconciatrice, focalizzandosi su clienti con problemi di perdita di capelli. Con i fondi e la consulenza, Lisa ha potuto espandere la portata del suo business, mettendosi d’accordo con l’ospedale privato Little Princess Trust, per bambini che sono sotto chemioterapia.
  • Pip & Nut: Pippa Murray, la fondatrice, ha ricevuto 10 mila sterline di Start Up Loan a gennaio 2014, proprio agli albori della sua start up: un’azienda che produce burro di noccioline naturale. Con i soldi ricevuti Pippa ha potuto effettuare un periodo di prova dei suoi prodotti nei diversi mercati, in modo da poter lanciare efficacemente il brand in un secondo momento. “Lo Start-Up Loan è stata una tappa essenziale nel viaggio della mia start-up – ha sottolineato Pippa Murray – non solo perché i soldi ci hanno aiutato ad aprire alcune porte, ma perché è arrivato con una consulenza che ci ha fornito consigli impagabili e supporto costante per più di 12 mesi, che mi ha aiutata molto a costruire la mia fiducia in quanto imprenditrice”. Dopo il primo Start Up Loan, Pippa Murray ha poi collezionato 200 mila sterline in altri finanziamenti, compresa una campagna di crowdfunding che è andata a ruba.
  • Cornerstone: Oliver Bridge, il fondatore, ha dato vita a una startup che produce tutto ciò che occorre per una perfetta rasatura. Per lanciare la sua start-up ha ricevuto 5000 sterline dallo Start Up Loan a marzo 2013. Da allora Cornerstone ha avuto un’impennata molto rapida e ha ricevuto 1 milione di sterline di crowdfunding. “Non sarei riuscito a far decollare Cornerstone senza il finanziamento – ha sottolineato Bridge – mi ha dato la liquidità e la credibilità tale per trovare i migliori fornitori, oltre a finanziare i nostri primissimi prodotti. Da allora non ci siamo più guardati indietro: il business non ha fatto altro che rinforzarsi. Sono felicissimo di dire che abbiamo ripagato il nostro prestito e spero davvero che i fondi potranno essere riutilizzati per aiutare altri giovani imprenditori ambiziosi a spiccare il volo!”.

Leggi anche:

6) CRESCERE COME STARTUP A LONDRA: CONSIGLI FINALI

Siamo arrivati quasi alla fine di questa guida che vuole semplificarti le cose nel dare forma alla tua start-up.

È arrivato il momento di lasciarti una manciata di consigli finali.

Quelli che ti terrai da parte; da leggere subito per darsi uno stimolo e da rileggere quando la tua start-up sarà partita per crescere sempre di più.

Innanzitutto però, un video realizzato da Francesco sui 9 consigli su come migliorare la vita.

Anche con una StartUp!!!

  • Crea una chiara value proposition “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, diceva Seneca. Ecco, per il tuo business la questione è identica. Devi creare una chiara direzione, una proposta di valore chiara, semplice, efficace e comprensibile. Che abbia un suo spazio sul mercato e che risponda ai bisogni delle persone che sono in target. Focalizzati bene su quella.
  • Sperimenta con il marketing per trovare le tattiche migliori per te. Sì, il periodo è quello che è, rischiare è spaventoso. Ma sperimentare tattiche diverse, analizzarne i risultati e correggere il tiro è il modo migliore per trovare, in modo empirico, la strada verso la crescita. Mark Pearson, fondatore di MyVoucherCodes, start-up che raggruppa tutti i coupon sconto per i clienti, ha sottolineato: “Ho testato praticamente tutti i canali di marketing. Ma solo una volta analizzato e incrociato i dati ho potuto concentrarmi sulla crescita della mia strategia per il massimo ROI”. Insomma, take risks!
  • Annusa nuovi mercati; di persona. Se sei un piccolo business che ha appena imparato a camminare, pagare aziende specifiche per fare ricerche di mercato può essere dispendioso e comportare un’enorme impiego di tempo ed energie. Alle volte il modo migliore è comprare un biglietto aereo per la destinazione che ti interessa, andarci di persona e annusare il territorio. Parlare con le persone. Osservare i competitor. E cambiare punti di vista.
  • Investi nella gestione dei processi aziendali: delega. Se sei un piccolo business hai sicuramente in mano la comunicazione interna. Ma pian piano che la tua realtà crescerà dovrai essere in grado di delegare. Dovrai occuparti di cose più grandi (come appunto annusare nuovi mercati, magari) e ci saranno ancora più informazioni da gestire a livello interno. Report, statistiche e andamenti vanno lasciati in mano a una persona che se ne occupi, non aver paura di farlo. È un investimento che vale la pena fare. I processi aziendali sono essenziali per tenere sotto controllo la qualità del tuo lavoro.
  • Esternalizza tutto ciò che puoi. Quando un business cresce ha nuovi bisogni e numerose parti in più di cui prendersi cura. Le questioni amministrative quotidiane possono diventare insormontabili. Ma anche il marketing, l’accounting e le PR. Tu devi rimanere concentrato sul tuo lavoro: non puoi fare il jolly della situazione e contemporaneamente guidare la tua start-up alla crescita. Ci sono innumerevoli servizi esterni validi su cui contare. Vedrai che sarà meno dispendioso e faticoso che farlo da solo, quando non hai tempo di farlo.

Resta attivo! Last but not least: mai adagiarsi sugli allori o pensare di essere arrivati. Rimanere attivi e ricettivi serve per cogliere al volo nuove opportunità. In un contesto che si muove così velocemente come il mondo delle start up chi si ferma è perduto. È giusto rimanere saldi ai propri valori, ma saper guardare oltre e adattarsi ai bisogni del mercato, magari prima di altri, è vitale per fare un passo in più. Non fossilizzarti; guarda sempre un passo avanti!

Beh, siamo arrivati alla fine di questa lunga ed impegnativa guida dedicata a tutti coloro che vogliono trasferirsi a Londra per lanciare una startup.

Il prossimo potresti essere tu.

Scrivimi nei commenti la tua esperienza. Saremo ben felici di risponderti!

Un abbraccio

Alessandra

Francesco-Menghini

_____________________________________________________________________________________________________________________________________________

Segui Madre in Italy su Facebook, Twitter e Instagram

About the Author

Alessandra Arpi è giornalista, blogger e consulente digitale. Ha vissuto ad Albany (New York) e ha viaggiato molto per gli Stati Uniti e il Canada. Appena può scappa zaino in spalla per nuove avventure. Ama la cultura anglosassone, i libri di Franzen e le serie tv.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.