COME APRIRE UN’ATTIVITA’ IN THAILANDIA – Madre in Italy
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COME APRIRE UN’ATTIVITA’ IN THAILANDIA




 

Stai pensando di aprire un’attività in Thailandia?

Oppure stai immaginando il tuo trasferimento in Thailandia e vuoi capire quali opportunità di business offre questo Paese?

Sia che tu operi come libero professionista che come imprenditore, la prima che andrebbe fatta prima di ipotizzare una qualunque attività, è comprendere qualcosa in più su questa terra.

Certamente lo avrai già fatto, ma alcune peculiarità vanno ricordate, ed è per questo che inizieremo da poche e utili info.

La Thailandia, che in Thai significa “Terra dei Liberi”, è l’unica nazione del sud-est asiatico a non essere ancora stata colonizzata da uno Stato Europeo.

Originariamente conosciuta come Siam, il regno fu unificato nel 14° Secolo e divenne una monarchia costituzionale nel 1932, dopo una lunga rivoluzione dove non fu usata nessuna violenza.

Da allora i ricorrenti colpi di scena si sono trasformati in subbuglio politico finché, nel 2014 , il governo è stato sottoposto ad un regime militare provvisorio.

Un consistente settore agricolo e l’industria manifatturiera hanno mantenuto la Thailandia un Paese in forte crescita con bassi tassi di povertà e disoccupazione.

La nazione è la più grande esportatrice mondiale di riso ed è leader nel settore tessile, dello stagno e dell’elettronica.

La Thailandia è uno dei paesi più visitati al mondo, anche se il turismo rappresenta solo il 7% del Prodotto Interno Lordo.

Ultimi rapporti internazionali hanno dimostrato che il Paese è al 20° posto in un elenco di 145 nazioni, per quanto concerne la facilità delle transazioni commerciali.

A facilitare tutto questo, non dimentichiamo l’Iva al 7% e la tassazione sul reddito d’impresa al 20%. 😉

Oltre a questo, la Thailandia è un Paese con una cultura antica, cibo delizioso e ottimo clima.

Avviare un business in Thailandia è senza dubbio molto più facile rispetto ad altri paesi del Sud Est Asiatico come l’India, il Vietnam, la Malesia e la Cina.

Qui c’è un bassissimo costo per l’avviamento di una start-up e i bravi lavoratori qualificati sono in abbondanza.

Per questo motivo, molti imprenditori stranieri sono in grado di massimizzare efficacemente le proprie risorse, e a loro volta riescono a generare un aumento della produttività generale.

Fatte queste premesse, in questo post scoprirai tutto quello che c’è da sapere se anche tu hai deciso di avviare un business nella famosa “Terra dei Sorrisi”.

Le regole per avviare un’attività sono molte, ti consiglio dunque di prendere carta e penna, annotarti i punti principali, e solamente in un secondo momento contattare un professionista che possa seguirti in questo arduo percorso.

Se sei pronto, possiamo iniziare.

Leggi anche:

COME APRIRE UN’ATTIVITÀ IN THAILANDIA

avviare-un'attività-in-ThailandiaCome ti ho già detto in questo articolo, i turisti non sono autorizzati a lavorare in Thailandia.

Se lo desiderano, hanno bisogno che il visto turistico sia convertito in un visto non immigrato B.

Questo visto è in genere quello rilasciato agli stranieri interessati ad impegnarsi in affari e business in Thailandia.

Un altro documento molto importante è il permesso di lavoro, ossia quel documento che determina la natura del lavoro di un dipendente straniero, la durata del rapporto di lavoro e alcune delle sue informazioni di base come per chi lavora o dove si trova.

Qui trovi la pagina di richiesta del permesso di lavoro.

Praticamente un falang (straniero), anche se è in possesso di un Visto B per non immigrati, non può lavorare in Thailandia senza questo documento.

A causa dell’altissima corruzione inoltre, il Paese si è chiuso in un forte protezionismo. Per questo motivo molte attività imprenditoriali sono state vietate agli stranieri che vogliono lavorare all’interno del Paese.

La preoccupazione del governo è che i falang occupino i posti di lavoro della gente del posto, e così hanno ritenuto che alcuni lavori vengano svolti solamente dai thailandesi.

Chapeau…

Ecco le categorie di attività vietate agli stranieri:

CATEGORIA A:

  • Agricoltura
  • Service Business: contabilità, allevamento animali, architettura, parrucchieria, pubblicità, mediazione ed aste, edilizia
  • Impresa commerciale: commercio fondiario, commercio interno di prodotti agricoli locali

CATEGORIA B:

  • Business dell’agricoltura: allevamento del baco da seta, allevamento, legname e pesca, fiori e coltivazione
  • Industrial & Handcraft: macinatura del riso, farina, zucchero, alcool e bevande analcoliche, gelati, prodotti farmaceutici, sculture in legno, produzione di abbigliamento, scarpe, mobili, gioielli, stampa ed editoria di giornali,industria della seta
  • Commerciale: vendita di alimenti, bevande, antichità e belle arti
  • Industria dei servizi: Hotel, agenzie di viaggi, fotografia, servizio di lavanderia e abbigliamento
  • Servizi di utilità: acqua, elettricità,terra e trasporti

CATEGORIA C:

  • Tutto ciò che non è in A e B

Come puoi vedere è vietata agli stranieri la stragrande maggioranza delle attività imprenditoriali.

Agli stranieri (a parte gli Expat degli USA con cui vige il trattato d’amicizia denominato “Amity”) non rimane altro da fare che avviare un’attività con una persona del posto alla quale affidare almeno il 51% dell’azienda.

Se dunque il tuo sogno è quello di aprire un bar a Phuket, una attività a Koh Chang o un ristorante a Bangkok, questo post ti chiarirà le idee.

Innanzitutto, qualunque sia il business con cui vuoi iniziare, devi prendere in seria considerazione un piano d’uscita in caso di fallimento.

Purtroppo, molte aziende avviate da stranieri, falliscono con la stessa velocità con cui vengono fondate.

I motivi sono molteplici…

Innanzitutto c’è per molti di essi una totale impreparazione sulla gestione delle finanze. Altri problemi sono quelli legati alla burocrazia, e da non sottovalutare, quelli legati alla lingua THAI.

Per partire alla grande ti consiglio vivamente di acquistare questo frasario che ti aiuterà a comunicare con gli autoctoni.



 

Ecco dunque i principali punti di cui tenere conto per avviare un’attività in Thailandia:

1) I PRINCIPALI TIPI DI SOCIETÀ CON CUI POTER APRIRE UN’ATTIVITÀ

La Thailandia ha molte potenzialità per avviare un business di successo se:

  • Hai una buona idea
  • Hai una vasta disponibilità di fondi
  • Hai la disponibilità a comprenderne la cultura, la mentalità e appunto la lingua del posto

Se disponi di questi tre elementi, il successo è assicurato… o quasi! 😉

In Thailandia esistono diversi tipi di società tra cui scegliere.

La tipologia che scegli dovrebbe dipendere da quanto stai investendo o da quanto conosci bene le persone con cui stai entrando in affari.

Ricorda, agli stranieri non è consentito possedere il 100% delle azioni di qualsiasi attività commerciale, a meno che tu non sia un cittadino statunitense.

Quindi, il modo più semplice per avviare un business in Thailandia,  è quello di registrare la società con una persona thailandese.

Ovviamente, se hai intenzione di registrare la tua attività con un partner tailandese, deve essere qualcuno di cui ti fidi ciecamente.

Ecco i principali tipi di società tra cui poter scegliere:

  • Partnership (unregistered, registered o limited)
  • Company (public o limited)
  • Joint Venture

A questo link trovi un PDF completo sulla regolamentazione delle società in Thailandia.

a) PARTNERSHIP

Se hai deciso di avviare la tua azienda insieme ad altre persone, questa è il tipo di società a cui dovrai fare riferimento.

La partnership si divide a sua volta in:

  • Unregistred

Aprire una società “non registrata” significa che tu e i tuoi soci siete i responsabili in solido di eventuali debiti contratti.

I tuoi affari personali e aziendali vengono però considerati un tutt’uno.

  • Registred

Registrare la società significa invece dividere le questioni personali con quelle dell’azienda.

Saresti comunque il responsabile, insieme ai tuoi soci, dell’intero debito contratto.

  • Limited

Aprire una Partnership a responsabilità limitata significa invece che la responsabilità fiscale e di debito di uno dei partner è limitata all’importo del capitale investito.

b) COMPANY

 Le società possono inoltre essere suddivise in pubbliche e private.

Entrambe le società vengono regolamentate da leggi e norme diverse.

Se hai deciso di registrare una “COMPANY” dovrai anche metter mano al portafogli.

Dovrai spendere 50THB per milione di THB investiti nel caso di una società privata e 1000 THB per milione di THB investiti nel caso di una società pubblica.

Una società privata deve avere almeno 7 azionisti mentre un’azienda pubblica dovrà averne almeno 15.

[…]

Un grosso ostacolo per molti stranieri che desiderano avviare un’attività in Thailandia è quello di presentare tutte le carte in lingua Thailandese.

Il mio suggerimento è dunque quello di appoggiarsi sempre, oltre che ad un partner thailandese, ad una società di servizi che ti possa aiutare a compilare i documenti necessari.

Un noto studio di avvocati con sede a Bangkok è il SUNBELT ASIA.

È chiaramente gradita la lingua inglese! 😉

Inoltre, qualunque percorso tu scelga, è preferibile lasciare al tuo socio/partner la maggior parte delle negoziazioni che dovrete affrontare.

Essendo un occidentale infatti, e soprattutto se non parli thailandese, avrai un rischio più elevato di essere soggetto a doppio costo, maggiore burocrazia e inutili contrattazioni di prezzo.

Molte volte, lavorare in gruppo, può portare i giusti benefici 😉

Infine, se hai bisogno di trasferire denaro all’estero o dall’estero, non dimenticare di utilizzare TRANSFERWISE, nostro partner dal 2016.

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2) AVVIARE UNA START-UP IN THAILANDIA

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Geplaatst door Startup Thailand op donderdag 21 september 2017

 

A seconda del tipo di impresa, avviare una start-up in Thailandia,  è molto facile e veloce.

Ad esempio, a Bangkok troverai tantissimi designer che potranno aiutarti a creare il locale dei tuoi sogni.

Inoltre, sono molto economici! 😉

Mobili, attrezzature da ristorante e da ufficio sono molto facili da reperire, soprattutto se di seconda mano.

Prima di avviare un’attività inoltre, sarebbe interessante capire se la tua “idea” possa ricevere incentivi dalla BOI (Board of Investiment) Thailandese.

Il Board of Investiment è una divisione del governo thailandese istituita nel 1997 ed ha l’intento di attirare le attività di imprenditori sia stranieri che locali all’interno delle aree di business promosse dal BOI.

La BOI offre significativi vantaggi quali:

  • Incentivi fiscali
  • Riduzione dei dazi doganali sull’importazione sia sulle macchine che sulle materie prime
  • Detrazione dei costi di trasporto, elettricità, acqua e infrastrutture
  • Facilità di ottenere o rinnovare permessi di lavoro e visti



 

3) DOMANDA DI UNA LICENZA COMMERCIALE

 Ovviamente, per avviare un’attività in Thailandia, avrai bisogno di una licenza commerciale.

Questa licenza concede il permesso di gestire legalmente qualsiasi tipo di attività sul suolo thailandese.

Ad esempio, se hai in mente di avviare una grossa fabbrica nella periferia di Bangkok, è molto importante ottenere la licenza commerciale prima di iniziare qualsiasi aspetto della costruzione relativa alla fabbrica.

Sul Factory Act of Thailand troverai le politiche e le normative che regolano la costruzione e il funzionamento delle fabbriche, nonché l’espansione, le procedure di sicurezza e i controlli ambientali dell’inquinamento industriale.

Per ottenere una licenza commerciale, bisognerà fare domanda al Dipartimento per lo sviluppo aziendale specificando le intenzioni di aprire una società Thailandese.

4) AIUTI PUBBLICI E PRIVATI PER LE AZIENDE THAILANDESI

 In Thailandia esistono numerosi incentivi statali e non, indirizzati a coloro che vogliono avviare un’attività.

Innanzitutto, come ho già accennato al punto 2, la prima cosa da fare è controllare il sito della BOI (Board of Investiment).

In quanto straniero, troverai anche un vasto supporto sul sito della Camera di commercio che trovi qui.

Altra risorsa molto interessante è  la Startup Thailand dedicata a coloro che vogliono avviare aziende tecnologiche locali.

Ecco invece alcuni siti e famose pagine FB che potrebbero interessarti:

Con questo ho davvero finito.

Spero che questo articolo ti sia stato davvero d’aiuto.

Se vuoi avere altre informazioni, non esitare a contattarmi e non dimenticare di lasciare un commento.

Buon viaggio!

Francesco

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About the Author

Francesco Menghini è filmaker, blogger e traveller. Da anni in giro per il mondo è il Founder di Madre in Italy.
Grazia Pracilio è content manager e consulente creativo. Autrice TV da molti anni è approdata a Madre in Italy come Co-founder.

2 Comments

  1. Mirko
    Posted on dicembre 14, 2017 at 5:38 pm

    Buona sera, io sarei interessato all’acquisizione di un bar a phuket già avviato. Vorrei sapere le varie possibilità per esempio, intestarmi L affitto del locale ma non le licenze per lavorare. Oppure avere la possibilità di gestire e lavorare nel bar. Il tipo di visto per entrambe le situazioni ecc

    • Madre in Italy
      Posted on dicembre 14, 2017 at 11:04 pm

      Ciao Mirko,

      nella tutela della tua privacy e per poterti aiutare in modo concreto, ti chiediamo di scriverci a: madreinitalyinfo@gmail.com fornendo maggiori dettagli.

      Francesco

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