CERCARE CASA ALL’ESTERO (L’incredibile storia di Clara) – Madre in Italy
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CERCARE CASA ALL’ESTERO (L’incredibile storia di Clara)




 

Questa è la mia favola personale.

La chiamo favola non perché sia fatta di gnomi, fatine, e personaggi di fantasia, ma perché è accaduto esattamente ciò che non avrei mai immaginato potesse accadere, neanche nella mia fantasia.

È come se fossi stata sorpresa da una serie di circostanze e coincidenze che sembravano essere state create apposta per me.

In questo immenso incantesimo, la certezza che conosco, è che oggi posso dire che la mia vita è ricominciata un anno fa.

Dirai: “Clara, ma cosa ti sarà accaduto mai di così fantastico?

Niente! Nulla di eccezionale, anzi, racconto ciò che potrebbe accadere a te domani, ma che a me ha cambiato il corso delle cose.

Quindi, chiuse le premesse, dedico questo mio post a Mary.

Ed ora ti racconto chi è Mary.

Dovevo recarmi per qualche giorno ad Amsterdam. Era una visita di perlustrazione, volevo conoscere meglio la città, lo stile di vita, capire come funzionava la burocrazia etc etc.

Insomma, uno di quei viaggi che fai per capire se in quel posto, in quella città, in quel paese, potresti vivere i successivi tre anni della tua vita.

Volevo capire se Amsterdam faceva per me, e se io andavo bene per Amsterdam.

Conoscerci direttamente, e passare qualche giorno di full immersion nella città, era l’unico modo per decidere se accettare o meno la proposta che avevo ricevuto.

L’azienda per cui lavoro infatti, mi aveva palesato l’ipotesi di un mio trasferimento nella sede olandese.

Erano stati chiari: “sei la più adatta, non hai figli, non sei sposata, non hai particolari legami, sei giovane, vuoi fare carriera, hai un buono spirito d’adattamento, parli inglese”.

Ed io avevo risposto in modo altrettanto chiaro: “tutto vero, ma l’idea di trasferirsi in Olanda per tre anni mi spaventava, non l’avevo immaginato, e abbandonare tutto, le mie abitudini e certezze, per il momento non era in programma”.

Quindi, l’accordo tra me e l’azienda fu un compromesso: due mesi di tempo per decidere, da entrambe le parti. Considerando che era quasi Luglio, la mia scadenza per decidere se e come cambiare vita era a settembre.

In una situazione del genere l’unico posto che mi venne in mente quando pensai a dove trascorrere le vacanze fu: ad Amsterdam!

In questo modo avrei potuto capirne di più e tornare in Italia con una risposta più consapevole.

Avevo un solo problema: i soldi!

Questi maledetti soldi che non bastavano mai. Ho sempre detto che il denaro è come una coperta troppo corta, e te ne accorgi di più quando fa freddo.

Quindi, siccome trascorrere una vacanza perlustrativa ad Amsterdam per quindici giorni costava più di quanto potessi permettermi, iniziai ad organizzarmi per ammortizzare le spese dove potevo.

Prima cosa: l’alloggio!

Cercavo pensioni economiche, ostelli dignitosi, scambio case vacanze, etc etc, finchè finii su una soluzione che non sapevo neanche esistesse: mi apparve sul PC la soluzione “HOMESTAY”.

Mi chiesi: “Cos’è?”, ed iniziai a leggere…

In poche parole, per spendere poco, potevo alloggiare a casa di una famiglia olandese, in particolare nel mio caso si trattava di due tizi che mettevano a disposizione una stanza ad un costo davvero vantaggioso.

In quel momento però cominciarono a manifestarsi tutte le mie paure, e prese il sopravvento la mia diffidenza, quella che fino a quel giorno mi aveva spesso fatto fare marcia indietro in diverse occasioni della vita.

Iniziai a pensare: “ma chi sono questi signori? registreranno in polizia la mia permanenza in casa loro come accade con gli hotel o gli ostelli? E se mi derubassero di tutto? E se fossero dei matti?…

Insomma, il peggio del peggio del peggio, roba che a ripensarci oggi mi sento una ignorante!

Quindi che faccio? Ok, non volevo perdere quella occasione, ma avevo anche bisogno di sentirmi tranquilla, quindi mi informo, leggo recensioni, guardo sui forum, e alla fine mi convinco: provo!

Come prima cosa decido senza impegno di contattare le persone che offrivano la stanza.

Due signori sulla settantina, Mary e Antonio, lei olandese, lui italiano trasferito in Olanda per amore di lei.

Li ho tartassati di domande e mail, con richieste di foto della casa e della stanza, della zona della città in cui abitavano, di chi loro fossero, del perché avessero aderito ad Homestay, etc etc, e per fortuna il loro caro figlio Paolo aveva tanta pazienza e una buona dimestichezza col PC, quindi ha dato loro una mano a soddisfare ogni mia richiesta.

Quando contattati Mary per la prima volta, mancavano 45 giorni alla mia partenza, e non è difficile immaginare il mio stato d’animo, un misto di entusiasmo, paura, dubbi e curiosità.



In ogni caso, rassicurata in ogni modo, decisi di prenotare la stanza in casa di Mary e Antonio, ma c’era ancora una cosa che mi ronzava in testa…era la mia solita diffidenza che prendeva il sopravvento: “perché io avevo fatto tante domande e loro non mi avevano chiesto nulla di me?

Ossia, io avevo spiegato loro perché necessitavo di un alloggio, per quanto tempo, e qual’era la ragione del mio viaggio in Olanda, ma poi basta…insomma, in fondo loro non mi conoscevano, e anch’io avrei potuto rappresentare per loro una minaccia….una sconosciuta che ti entra in casa, e tu non sai neanche chi sia? Perché mi riservavano tanta fiducia?

Non ho resistito alla tentazione, e così ho scritto loro una mail palesando tutti i miei dubbi, paure e incertezze, e ho raccontato loro esattamente ciò che i miei pensieri mi suggerivano.

Ancora una volta è Paolo che mi risponde, con una lunga lettera che iniziava così:

Cara Clara, comprendo la tua diffidenza tutta italiana…

Diffidenza tutta italiana?

Non nascondo che questa frase mi offese, e quindi risposi per le rime, con parole dirette e confidenziali, e scrissi:

Caro Paolo, ma come ti permetti? Ti ricordo che tuo padre è italiano, e dunque tanta diffidenza dovrebbe averla anche lui, a meno che lui non si sia, dopo tanti anni, abituato alla scarsa diffidenza olandese…e visto che mi trovo, e che non credo che l’Olanda sia il paradiso, vi consiglio di accertarvi meglio su chi ospitate…

La mia mail continuava più o meno con questo stesso tono, e arrivai a parlare della cultura italiana, di me stessa, dei mali del nostro secolo, etc etc etc…

Paolo mi scrisse dopo diverse ore, spiazzandomi per l’estrema gentilezza che manifestava nella sua risposta, e da quel giorno iniziò un assiduo scambio epistolare via mail…

In poche parole, mi ritrovavo alla fine della mia giornata, ad aspettarmi una sua mail, e controllavo frequentemente la posta elettronica nel caso lui mi scrivesse.

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Dentro di me, questa nuova amicizia sconosciuta e inaspettata, mi stupiva, incuriosiva, e mi sembrava assurda, ma forse ero soggiogata e suggestionata dal fatto che per coincidenza avevo appena letto un libro che mi aveva appassionata e rapita, dal titolo “Le ho mai raccontato del vento del nord”, dove appunto, due perfetti sconosciuti, si scambiano mail che assumono sempre più significato…

Quel libro mi aveva colpita, ed ora avevo la sensazione di ritrovarmici dentro…(a parte le differenze tra me e la protagonista…ma questa è un’altra cosa…)

Io e Paolo diventammo amici di mail, ed ormai non restava che conoscerci di persona, visto che avrei alloggiato a casa dei suoi genitori da li a pochi giorni.

In quelle mail che ci scambiammo però, scoprii diverse cose che ritenni sorprendenti coincidenze:

Amsterdam non è una città piccolissima, eppure la casa dei genitori di Paolo, inaspettatamente, si trovava a pochi passi dalla sede dell’ufficio in cui avrei dovuto lavorare se avessi accettato di trasferirmi in Olanda;

ed inoltre Antonio, il papà di Paolo, era originario dello stesso paese in cui avevano vissuto i miei genitori da ragazzi;

Questi due dettagli, all’epoca mi sembrarono segnali favorevoli, e in ogni caso mi rassicurarono.

Il 12 Agosto arrivò il giorno della mia partenza per Amsterdam, ed io e Paolo eravamo d’accordo che ci saremmo visti in aeroporto al mio arrivo.

Ero tesa, emozionata e concentrata, e appena lo vidi ebbi la sensazione che avevamo un sacco di cose da dirci…anzi, definirlo “sconosciuto”, a quel punto, sarebbe sembrata una bugia.

A questo punto, se la mia vita fosse stata un romanzo, io e Paolo ci saremmo innamorati, magari spostati, e tutto avrebbe assunto le sembianze dell’incredibile.

Ma non fu così, e nei giorni che trascorsi ad Amsterdam la nostra amicizia si rafforzò.

Paolo mi venne a prendere in aeroporto e appena entrai in casa di Mary e Antonio, quello che mi rimase impresso, fu il profumo dei biscotti allo zenzero, i miei preferiti.

La sera stessa ci ritrovammo a chiacchierare, raccontai loro della mia situazione al lavoro, dei miei dubbi su fatto di trasferirmi o meno in Olanda, gli manifestai le mie preoccupazioni, e loro, con molta calma, si misero a disposizione.

Dei perfetti sconosciuti erano diventati in un baleno i miei confidenti.

La mattina successiva io e Mary sembravamo già amiche, andai con lei a fare la spesa, mi mostrò il quartiere, mi raccontò come funzionava la burocrazia e mi spiegò come potevo muovermi agevolmente per la città e quali luoghi erano interessanti da visitare.

Appena Paolo uscì dal lavoro mi accompagnò a fare un giro per la città, e la sera successiva uscimmo con dei suoi amici, tra i quali c’erano anche due italiani, trasferiti in Olanda da qualche anno che mi sono stati davvero di aiuto.

In quei quindici giorni trascorsi ad Amsterdam, Mary è stata il mio punto di riferimento e sia lei che il marito, sia Paolo, mi hanno sostenuta, ascoltata, e soprattutto sono stati importanti a sciogliere ogni mio dubbio.

Quando sono ripartita alla volta dell’Italia, sentivo di aver trovato dei nuovi amici, e sapevo che aver alloggiato presso una famiglia del posto aveva assunto un valore aggiunto perché mi aveva permesso in poco tempo di imparare tanto.

Sono tornata in Italia con la mia decisione già presa, e a settembre erano pronte le mie valigie per l’Olanda.

Dovevo cercare casa, organizzare tante cose e ricominciare la mia nuova vita, ed è stata proprio Mary ad aiutarmi in tutto, e a trovarmi una casa carina vicino alla loro.

Oggi Paolo è uno dei miei più cari amici, ci vediamo spesso, e quando ho voglia di casa so che da Mary e Antonio trovo sempre il mio profumo di biscotti allo zenzero.

Stai cercando anche tu un primo alloggio all’estero ma non sai dove cercarlo? Fai anche tu come Clara…

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About the Author

Francesco Menghini è filmaker, blogger e traveller. Da anni in giro per il mondo è il Founder di Madre in Italy. Grazia Pracilio è content manager e consulente creativo. Autrice TV da molti anni è approdata a Madre in Italy come Co-founder.

2 Comments

  1. prisca
    Posted on ottobre 14, 2016 at 2:03 pm

    Una meravigliosa storia di coraggio e prove, inizialmente siamo tutti così, la diffidenza “all’ italiana” purtroppo è una cosa che ci hanno iniettato nel dna fin da piccoli visto che l’ Italia è un paese che prima o poi ti ci porta per sopravvivenza, a essere diffidenti, ma per il resto, è stato bellissimo leggere che ci hai provato, BRAVA !
    E poi se non andava, chi se ne frega, si tramutava in una prova e/o una tappa, da cui imparare la lezione, il mondo è pieno di case e di persone affettuose e gentili ………….. per gli olandesi essere gentili e disponibili E’ NORMALE ………. abbracciamola questa normalità, è bella e rassicurante, cosa che in Italia ormai in tanti si sono scordati di praticare !
    TANTI AUGURI CLARA, have a nice life <3

    • Madre in Italy
      Posted on ottobre 15, 2016 at 7:20 pm

      ❤️

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