C’E’ UN PROBLEMA AL CHECK-IN: SEI TU. LA GENESI – Madre in Italy
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Il Blog di Madre in Italy

C’E’ UN PROBLEMA AL CHECK-IN: SEI TU. LA GENESI




 

In questo post voglio presentarti una persona incredibile, capace di raccontare storie fenomenali, accadutele tra situazioni irreali, esperienze stravaganti e aneddoti al limite del verosimile.

E la cosa più assurda, è che è capace di farlo in soli 140 caratteri.

Quelli di Twitter.

Prima di cominciare permettimi solo una piccola premessa: ritengo di essere stato tra i primissimi estimatori di questo social network, essendomi iscritto nel lontano 2009.

Da allora ho sempre apprezzato, fino ad arrivare all’adorazione, chi ha la capacità di esprimersi senza dilungarsi, arrivando subito al nocciolo di qualunque cosa voglia raccontare.

Hai presente quando ti bastano quattro parole per dire tutto?

Su Twitter, quelli davvero bravi, lo fanno quotidianamente.

C’è chi scrive poesie, chi fa battute satiriche, chi parlarla di politica, chi si interessa di notizie sportive, di musica o di viaggi. C’è anche chi racconta, semplicemente, la propria vita.

Sempre rispettando, però, l’invalicabile limite dei 140 caratteri.

ALT! Se ti stai chiedendo a quanti caratteri siamo arrivati solo per questa introduzione, considera che abbiamo sforato il limite già dalla seconda riga.

Pensare quindi di riuscire a narrare storie tanto entusiasmati in così poche parole ti sembrerà un’impresa quanto meno ardua.

Eppure credimi, lei ci riesce.

Lei, al secolo Ambra Garavaglia, è un’hostess di terra esaurita, come recita la sua biografia social.

TWEET “Ah, fai l’hostess di terra? E dimmi, ti piace lavorare sugli aerei?”

Ho scoperto l’account di Ambra tramite questo tweet, 10 mesi fa.

Mi strappò una sonora risata soprattutto perché pensai “cavolo, ma sei scemo allora??!”.

Guardando sulla sua bacheca mi accorsi poi che era piena di questi micro-racconti altrettanto irreali, situazioni inverosimili in cui lei – hostess aereoportuale – aveva a che fare con i viaggiatori capaci di dire le cose più disparate:

TWEET n°1 Non mi metta vicino al finestrino che ci sono gli spifferi

TWEET n°2 Non ho fatto il visto ma lei non si preoccupi, mi faccia il check in che la ci penso io

TWEET n°3 Io vado nel posto dove vanno tutti gli altri, giù in fondo fino alle cascate.

Ogni giorno, per diverse settimane, tornavo a “refreshare” l’account di Ambra per vedere se ci fossero nuove storie.

Ne ero assuefatto, mi facevano troppo ridere.

Anche perché ogni tweet veniva sapientemente chiuso con quello che consideravo – per Ambra – una sorta di mantra: OK.




 

La immaginavo alle prese con l’ennesima richiesta assurda a cui, impossibilitata dal soddisfarne la fantomatica pretesa, rispondeva interiormente “OK” invece di dare di matto e urlare per tutto l’aeroporto “ma come diavolo ti viene in mente di chiedere una cosa del genere sei pazzo per caso come ti viene in mente come?!?!?!”.

Io probabilmente avrei reagito come nel secondo caso, per dire.

Ad ogni tweet che leggevo però, una domanda mi si palesava in testa: ma è possibile che non ci sia nessuno che le faccia pubblicare un libro, ad una così?

Li fanno fare persino agli YouTuber i libri, e non c’è un editore che capisca il potenziale di una cosa del genere?

Mi figuravo migliaia di passeggeri in aeroporto, all’imbarco o al check-in, presi ad ingannare l’attesa leggendo quei fantastici micro-racconti, tanto leggeri quanto ironici, ai quali loro stessi avrebbero potuto dar vita.

Si sarebbero divertiti e sentiti protagonisti, contemporaneamente.

Fu così che superato l’iniziale imbarazzo, mi decisi a contattarla in privato, su Twitter ovviamente:

Hey Ambra, ma perché non scriviamo una guida? – 

Sapevo che all’inizio avrebbe potuto pensare che fossi uno dei suoi folli passeggeri che l’aveva raggiunta anche online, ma non essendo uno che molla facilmente non mi sono perso d’animo e le ho svelato tutta l’idea che mi era venuta in mente:

  • Una guida che raccogliesse i tweet migliori
  • Dei video che li mettessero in scena
  • La conquista dell’universo e di altre galassie

L’entusiasmo per il progetto (chi non vorrebbe conquistare l’universo?!?) fu tale che ci siamo messi al lavoro sin dal minuto successivo e, dopo poco più di 7 mesi passati gomito a gomito, siamo finalmente pronti a mostrarlo al mondo:

Vendita-libro-di-Ambra

Ciao Ambra! Finalmente puoi raccontare qualcosa di te ai tuoi lettori senza dover rispettare i 140 caratteri di twitter, puoi sbizzarrirti e dirci qualcosa in più: ti ricordi il primo tweet della serie “OK”? Come ti è venuto in mente di scriverlo?

Non ricordo proprio il primo in assoluto, ma probabilmente sarà stato uno di quelli in cui chiedo la destinazione e la persona che ho davanti mi risponde “sto bene grazie” oppure “via Piave, 5.” Sono i dialoghi che capitano più spesso e che mi hanno sempre molto divertita. Ho iniziato a scrivere prendendo spunto da alcune cose già presenti sul web che riguardavano più o meno il viaggiare o lavori a contatto con il pubblico. Da quel momento, non ho più smesso.

Come hai avuto l’idea di iniziare a scrivere in modo così costante le tue (dis)avventure, e come mai proprio su Twitter?

Non l’ho deciso in realtà, ho iniziato a fare più caso alle cose strane o divertenti che mi venissero risposte o chieste e mi sono resa conto che fossero tantissime. Twitter mi è sembrato il Social più adatto, immediato, senza possibilità di divagare. Nel frattempo le persone si sono sempre più appassionate e mi hanno dato la voglia di continuare a scrivere.

Avresti mai immaginato che così tante persone (nel momento in cui scriviamo sono oltre 13300 followers a leggere i suoi tweet) si sarebbero appassionate ai tuoi racconti?

Assolutamente no! E ancora adesso non mi sembra vero. Probabilmente il fatto che siano cose che accadono realmente a me, rende il tutto più interessante e divertente.

Ok, veniamo a questo nuovo progetto: cosa hai pensato quando noi di Madre in Italy ti abbiamo proposto di farne un manuale e una web series? Ci hai preso per pazzi o in cuor tuo pensavi potesse funzionare davvero?

Entrambe direi. Inizialmente ho pensato foste pazzi, poi vi ho conosciuto e mi siete sembrati abbastanza normali, abbastanza, non del tutto. Però mi son detta: “perché non provarci?”. E ora vediamo che succede.

Madre in Italy
Cosa vuoi che succeda? Diventerai la nuova madrina di Zelig
J! Senti, dicci la verità: sei mai stata anche tu una passeggera come quelli che ti capitano di solito?

Purtroppo sì, un paio di anni fa tornavo da Londra con mio marito e il mio bimbo, ho lasciato il biberon pieno di acqua nel bagaglio a mano, una volta passata dal controllo di sicurezza non lo vedevo più arrivare, era stato bloccato. Mi sono vergognata tantissimo. Inutile dire quanto mi abbia preso in giro mio marito.

L’episodio più divertente che ti ricordi?

Uno che non sono mai riuscita a raccontare per via del limite dei 140 caratteri. Un giorno mi arriva una passeggera cinese, appoggia il bagaglio sul nastro e vedo che inizia ad uscirne del liquido. Inizio a chiederle cosa ci fosse dentro, lei preoccupata inizialmente risponde “vino” le faccio notare non si potesse imbarcare la valigia, lei tocca il liquido, annusa la mano ed esclama “coca cola”, ripetiamo il tutto tre, quattro volte passando da “spumante” a “alanciata”, da “succo” ad “acqua”. Alla fine sono riuscita a farle capire il problema fosse il liquido in generale, ci ho messo un po’ ma mi sono molto divertita, sembrava di essere in un cartone animato.

 OK, abbiamo finito. Puoi tornare ad usare frasi brevi ed “ok” su Twitter adesso J un saluto ai tuoi fan?

Votatemi, voglio la pace nel mondo… ah no, aspetta… Ok!

Ambra, perdonaci, ma se fossi stata una finalista di Miss Italia questa intervista l’avremmo fatta video, non credi?!?

Bastar.. OK.

Bene, questa era Ambra Garavaglia, l’hostess di terra più esaurita di Twitter.

Non ti è venuta voglia di prendere l’aereo solo per incontrarla al check-in?!?! Magari potresti essere il prossimo fortunato capace di dare vita ad un tweet!

Se ti è piaciuto l’articolo e se anche tu ti sei sganasciato dalle risate leggendo le storie di Ambra, scrivicelo nei commenti oppure condividilo.

PS: Ancora più importante: se ti riconosci in uno dei suoi racconti, e vuoi dirci che sei proprio tu quello di cui parla, faccelo sapere. Ti promettiamo che non diremo a nessuno che sei stato tu 😉

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About the Author

Alessandro detto Lesa, è da sempre un addicted di socialnetwork e tecnologia. Marketer e copywriter tatuato, vive con la mente perennemente alla ricerca dell'idea che gli permetterà di conquistare il mondo senza muovere un dito. Vive a Roma, ma sogna di trasferirsi alle Canarie, qualcuno di voi vorrebbe ospitarlo?

2 Comments

  1. Monica I viaggi di Monique Says :
    Posted on giugno 26, 2017 at 3:12 pm

    Finalmente il libro!
    Seguo Ambra da un po’, e a volte mi sento in colpa perchè, da agente di viaggio, ne vedo anche io di tutti i colori e so che forse qualche “colorato” cliente al check in potrebbe essere proprio il mio 😉
    Quante ne ho sentite negli anni di storie divertenti, da chi mi chiede se il “Nylo (che sarebbe il Nilo) è mosso”?” o se i lemuri esistono veramente in Madagascar o sono solo una trovata pubblicitaria per il cartone animato, insomma chicche varie e demenziali ne abbiamo.
    Ma forse è al check in che il cliente dà il meglio di sè o no?
    Ehm io inclusa, ammetto di essere stata a volte una passeggera un po’ irritante…tipo quando supplicavo la hostess di trattare bene la mia valigia con all’interno l’abito da sposa, destinazione NY 😉
    Tutto questo x dire, che non vedo l’ora di leggere il libro.
    Grazie!
    Monica – I Viaggi di Monique

    • Ambra Garavaglia
      Posted on giugno 26, 2017 at 3:52 pm

      Ciao Monica! Innanzitutto grazie, sapere che ci sia qualcuno che aspettasse la pubblicazione di un mio libro mi rende davvero felice. Hai ragione, anche voi ne sentite delle belle, forse l’aggravante del check in è l’ansia del dover prendere l’aereo. Tranquilla, per l’abito da sposa si può assolutamente essere irritanti 😉 Grazie ancora, fammi sapere la tua opinione sul libro quando uscirà. A presto 🙂

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