VIVERE IN BRASILE: 5 COSE DA SAPERE – Madre in Italy
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VIVERE IN BRASILE: 5 COSE DA SAPERE

Se stai pensando di andare a vivere in Brasile, le prossime righe saranno una sorpresa!

Ecco perchè: questo post è stato scritto da Lorena Volpini, una persona molto speciale…lo è nella vita, perchè è una donna davvero in gamba; lo è per noi, perché è la nostra referente in Brasile; può diventarlo per te, perchè Lorena si mette a disposizione di chiunque voglia ricevere da lei, via skype o via mail, consulenze di orientamento su vari temi che riguardano il Brasile.

Insomma, se stai pensando di andare a vivere in Brasile, puoi contattare Lorena, che saprà guidarti nel migliore dei modi e darti molte dritte sul paese.

Hai bisogno di suggerimenti, confronto, consigli, servizi?

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Trasferirsi in Brasile

Ed ora ti lascio al suo post!

Come molti sanno il Brasile è un paese affascinante e coinvolgente, ma allo stesso tempo può rivelarsi infido e brutale.

Vivo in Brasile da quasi dieci anni ed ho conosciuto molti italiani intensamente sedotti dall’inconsueto carisma di questa terra. Alcuni vi scorgono la possibilità di una vita facile, serena e voluttuosa. Molti vengono come turisti, s’innamorano dell’ospitalità, dell’atteggiamento spensierato e allegro delle persone e poi si fermano, per qualche inverno. Altri mettono su famiglia, e restano.

La crescita economica degli ultimi anni, il basso tasso di disoccupazione, l’atmosfera di pessimismo che gravava sull’Italia dell’austerità, hanno ravvivato l’immagine del Brasile come “paese del futuro”.

Le esigenze dei settori in via di sviluppo, soprattutto quello dei servizi, dell’edilizia e delle infrastrutture, hanno fatto emergere la necessità di manodopera qualificata, non sempre facilmente reperibile in loco. A partire dal 2015, tuttavia, la temuta “crisi” è arrivata anche qui.

Mentre sto scrivendo questo post, il governo, che ha scelto la via dell’austerità, sta attraversando un momento di crisi.

Non sono in grado di prevedere cosa significheranno per il Brasile l’attuale crisi politica ed economica. Tuttavia voglio dare alcuni consigli, approfittando della mia esperienza, a chi sta pensando di trasferirsi in questo fantastico paese.

Sia che si abbia denaro da investire o si stia pensando a costruire un percorso professionale è necessario tenere in conto che il Brasile è un paese particolare, un’economia in via di sviluppo, dove senza dubbio c’è bisogno di professionisti qualificati.

Rispetto ad altri paesi in cui ho vissuto, la maggior parte degli italiani che vivono qui sono integrati alla società locale, senza restare confinati ai circoli di espatriati.  

Per quanto riguarda me, la porta attraverso cui sono entrata in Brasile, non mi ha certo mostrato il suo lato più allegro: nel 2006 sono arrivata a Salvador (capitale dello stato di Bahia) per lavorare in un progetto a sostegno di un orfanotrofio alla periferia della città.

Ho conosciuto subito uno dei lati più infelici e perversi non solo di questa realtà, ma forse dell’umanità. Fatto sta che dopo quest’esperienza non ho desiderato vivere in nessun altro posto al mondo, così mentre coglievo opportunità di lavoro temporaneo in altre città del paese o anche in altri continenti, durante qualche anno il mio scopo è stato crearmi una base a Salvador.

Sono riuscita a stabilirmi definitivamente a Bahia nel 2009.

La grande fortuna durante i miei primi anni in Brasile – dovuta in gran parte al tipo di lavoro che facevo –  è stata che per me è sempre stato vitale adattarmi e capire piuttosto che giudicare.

Era essenziale conoscere e osservare prima di valutare. Oltre a ciò, la sorte mi ha fatto incontrare fin da subito persone molto generose e affidabili, nella vita privata, devo dire, molto più che sul lavoro.

Insomma, se dovessi tornare indietro rifarei tutto da capo, ma, come dice il grande Tom Jobim “il Brasile non è per principianti” e chiunque è in grado di accorgersene dopo poco.

Il paese è grande quasi quanto un continente, presenta perciò una grande varietà di possibilità e condizioni di vita. Io, per di più, sono contraria alle generalizzazioni. Detto ciò, se si pensa di trasferirsi in Brasile, indipendentemente dalla propria professione e dalle proprie aspirazioni, è necessario considerare almeno 5 punti.

VIVERE IN BRASILE: 5 COSE DA SAPERE

Lavorare-in-Brasile

1) LA LINGUA BRASILIANA

Il portoghese brasiliano è una lingua neolatina, chi già parla italiano o spagnolo normalmente impara a comunicare velocemente e senza grosse difficoltà.

Inoltre generalmente i brasiliani sono pazienti, accoglienti e disposti a fare uno sforzo per capirci anche quando non parliamo correttamente la loro lingua.

È probabile che le persone cerchino di instaurare una conversazione malgrado si faccia chiaro che non si conosce il portoghese. Se, però, si ha intenzione di vivere in Brasile per studiare o svolgere un’attività professionale, è consigliabile conoscere il portoghese ad un livello più o meno avanzato, a seconda di quello che s’intende fare e soprattutto quanto tempo si ha per guardarsi intorno e adattarsi.

2) LA BUROCRAZIA

Mi sento di affermare che le difficoltà burocratiche sono la causa principale per cui il Brasile non riesce a importare manodopera qualificata sufficiente per supplire alla domanda sul mercato del lavoro.

Come ho già accennato questa è un’esigenza che si afferma da anni. Leggi protezionistiche sul lavoro, una normativa antiquata sugli stranieri, unita alle lungaggini e ai numerosi requisiti necessari per ottenere un visto di lavoro sono tra gli ostacoli più rilevanti alla circolazione di professionisti stranieri nel paese.

Avere a che fare con la burocrazia brasiliana può essere difficile e scoraggiante. Alla difficile posizione burocratica dello straniero, si aggiunge che il sistema brasiliano di per sé è molto macchinoso, inefficiente e instabile. Le norme e procedure cambiano frequentemente.

In molti casi può essere difficile ottenere, in tempi ragionevoli, informazioni chiare e sicure riguardo all’ufficio competente per una determinata pratica.

Se, da un lato, molti ricorrono alla prassi diffusa di pagare intermediari informali che si occupano di condurre e “agevolare” l’andamento delle più svariate pratiche burocratiche, è vero che molti altri (come me) scelgono di non ricorrere a tali sistemi.  Per questo motivo è sempre bene avere buoni contatti con persone in loco che sappiano come muoversi o che abbiano già svolto le pratiche di cui si ha bisogno.

3) IL COSTO DELLA VITA

Se ci si reca in Brasile da turisti, o con una buona somma in euro da convertire in moneta locale, il clima piacevole e il basso costo di alcuni generi di prima necessità possono creare l’illusione che sia possibile vivere bene spendendo poco.

La vita rilassata delle località turistiche attrae molti italiani, sedotti dalla possibilità di una vita semplice vicino a spiagge tropicali con scenari naturali spettacolari, mete possibili e vicine dove sicuramente è possibile sopravvivere senza spendere molto come fa, per necessità, la maggior parte dei brasiliani.

A meno che non si intenda lavorare nel settore del turismo, è necessario ricordare che le migliori opportunità professionali saranno offerte nelle grandi metropoli (soprattutto negli stati del Sud e Sudest del paese). Nelle grandi città il costo della vita non è basso e in generale il rapporto qualità/prezzo di merci e servizi è molto inferiore a quello a cui si è abituati in Italia.

Inoltre, nel caso in cui si guadagni in moneta locale (il real) l’illusione di convenienza, creata dal tasso di cambio favorevole, crolla del tutto.

Se si vuole fare un investimento o comprare un immobile, tuttavia, si godrà il vantaggio di un cambio conveniente.

4) LA CRIMINALITÀ/SICUREZZA

Dove vivere con pochi soldi

Nelle grandi città brasiliane l’incidenza della criminalità urbana e l’esigenza di garantirsi un minimo di sicurezza influenzano molto lo stile di vita, la scelta del luogo in cui vivere, il modo in cui ci si muove in città ed altre abitudini (come i divertimenti e gli incontri con gli amici).

Probabilmente questo è uno dei fattori che, sin dall’inizio, richiede maggior capacità di adattamento e influisce inevitabilmente sullo stile di vita.

Se di solito, inizialmente, i turisti o gli espatriati tendono a sottovalutare i rischi reali, gradualmente è possibile imparare a decifrare meglio la situazione. Qualunque sia la destinazione, è sempre bene conoscere o informarsi su quali zone o strade siano più o meno sicure.

Personalmente, tendo a diffidare dell’allarmismo disseminato dai mass media locali e riprodotto dall’opinione pubblica.

Reputo possibile muoversi a piedi e con i mezzi pubblici, ma è necessario essere prudenti e concedersi il tempo per capire cosa succede intorno.

5) SANITÀ ED EDUCAZIONE

Questo è un punto critico, soprattutto per chi pensa di muoversi con la famiglia. In Brasile esistono sanità e educazione pubbliche e, così come in Italia, possono esserci grandi differenze a seconda della regione in cui si vive.

Soprattutto per quanto riguarda la sanità, la qualità dei servizi pubblici non è necessariamente di qualità inferiore, ma le difficoltà di accedervi con tempistiche ragionevoli fa sì che molti espatriati (e brasiliani) scelgano il servizio privato, stipulando delle assicurazioni.

Numerose aziende offrono ai propri dipendenti un’assicurazione sanitaria, il cui prezzo è detratto mensilmente dallo stipendio. Se si intende stipulare una polizza in Brasile, è importante fare molta attenzione, visto che esistono variazioni consistenti nella qualità dei servizi.

Determinate polizze possono funzionare meglio in uno stato piuttosto che in un altro. Consiglio inizialmente di partire con un’assicurazione sanitaria fatta in Italia.

Per quanto riguarda la scuola, la situazione cambia molto se si vive in una grande città o in piccole località rurali o costiere.

Le politiche educazionali degli ultimi due decenni hanno penalizzato notevolmente la scuola pubblica a tutti i livelli. La maggior parte dei brasiliani e degli espatriati scelgono le scuole private, che possono avere dei costi mensili molto alti.

Al contrario della scuola, negli ultimi due decenni, l’università pubblica, totalmente gratuita, ha conosciuto una notevole espansione, con finanziamenti pubblici consistenti alle attività di insegnamento, ricerca e all’infrastruttura, con l’apertura di nuovi campus, soprattutto nelle regioni rurali.

L’effetto più perverso di questo sistema è che l’ingresso nelle università pubbliche (mediante test di ingresso nazionale) è generalmente più semplice per gli alunni che provengono da scuole private.

Infine, una volta focalizzato il punto sui 5 argomenti trattati, non mi resta che dire una cosa: non amo le generalizzazioni, ed il Brasile è molto più esteso di 5 punti, e difficilmente schematizzabile perché resta sempre vero e affascinante il fatto che l’esperienza di ciascuno racconta un paese diverso e vissuto in modo singolare.

Oltre a questo però, per vivere e muoversi in Brasile è senza dubbio prezioso avere qualcuno che lo ha vissuto e conosciuto prima di te o diversamente da te. Lo dico per esperienza personale ed è questa ragione che mi ha portato oggi a mettermi a disposizione di altri.

Un abbraccio pieno di sole.

Lorena

About the Author

Lorena ha lasciato l’Italia nel 2004, subito dopo aver ottenuto la laurea in giurisprudenza, a Firenze. Per alcuni anni ha vissuto e lavorato in molti paesi, tra cui l’Australia, la Tanzania, il Brasile, il Mozambico e gli Stati Uniti. Dopo alcune esperienze presso agenzie governative e ONG, nel settore della Cooperazione internazionale per lo sviluppo, dal 2009 vive stabilmente in Brasile, a Salvador de Bahia, dove ha intrapreso un nuovo cammino formativo e professionale, dedicandosi alla ricerca in antropologia socio-culturale.

3 Comments

  1. Giacomo fiscaletti
    Posted on aprile 11, 2016 at 7:06 pm

    Ciao Lorena sono di Viareggio però vivo già da tanti anni a Palma di Maiorca . Da molti anni

    Ho una compagna Brasiliana vive con me da molti anni.
    Conosco Rio Sao Paolo Sorocaba e tanti altri posti.

    Conosco anche Fortaleza però ci sono stato tanti tanti anni fa certo che ora è cambiata molto.
    Un amico spagnolo ha comprato un appartamento a Natal mi piacerebbe avere una tua opinione comprare a Punta negra se vuoi risponderm te ne sarei grato

    • Lorena Volpini Says :
      Posted on aprile 11, 2016 at 10:59 pm

      Ciao Giacomo! Mi pare che il messaggio sia arrivato con qualche parola in meno, ma provo a risponderti lo stesso! Hai ragione su Fortaleza… un po’ tutte le grandi città del Nordeste negli ultimi anni sono cambiate molto velocemente. Sono stata a Ponta Negra un paio d’anni fa’ e ho notato la presenza di molti business di italiani, soprattutto nel settore del turismo. Mi sembra un posto perfetto per chi ama il mare, ma anche per chi vuole comprare un immobile da affittare durante l’alta stagione. Abraço!

  2. Marco Bettoni
    Posted on settembre 22, 2016 at 7:20 am

    Salve Lorena ;
    mi chiamo Marco e la contatto perché una multinazionale italiana che lavora nel settore minerario mi sta offendo un lavoro come responsabile di una loro miniera in Brasile (non so ancora dove).
    Il lavoro è pagato in euro (circa 60.000 per anno).
    La stessa società metterebbe a disposizione casa, auto, assicurazione sanitaria e pc.

    Secondo lei è una condizione favorevole per trasferirsi con la famiglia in Brasile (ho tre figlie in età adolescenziale, scuole superiori e moglie madrelingua inglese)?

    La ringrazio intanto

    Marco

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