TRASFERIRSI IN SVIZZERA: PRIMI PASSI – Madre in Italy
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TRASFERIRSI IN SVIZZERA: PRIMI PASSI

Fra le mete più gettonate dagli italiani che decidono di trasferirsi all’estero troviamo la Svizzera, una terra tanto chilometricamente vicina al nostro paese quanto distante per una serie innumerevole di realtà.

Realtà che di fatto la rendono appetibile proprio per la possibilità di vivere più serenamente e allo stesso tempo abbastanza vicini alle proprie origini.

Di fatto, decidere di trasferirsi in Svizzera (per noi Italiani) è senz’altro meno traumatico dal punto di vista psicologico che non il pensiero di doversi trasferire in Australia, in Inghilterra o in altri paesi più o meno distanti.

Ma concretamente.. è davvero diverso? È più semplice?

Assolutamente no!

Il “Paese del cioccolato” ha regole a volta simili ma più spesso anche molto diverse rispetto all’Italia: lo stile di vita è differente, i lavori e i rapporti sociali sono diversi… insomma, esistono tutta una serie di differenze sulle quali bisogna informarsi prima di prendere una decisione concreta e definitiva.

Il post che stai leggendo analizzerà i primissimi passi da compiere per imparare a conoscere questo Stato, specie dal punto di vista geografico e linguistico, così diverso e singolare da qualsiasi altra meta.

Ecco la ragione per la quale, se sei davvero interessato al trasferimento in Svizzera, non potrai fare a meno di leggere il seguito!

Prima di iniziare però, ti chiedo un piccolo favore: un click qui sotto significa che apprezzi il mio blog e mi dai la forza di continuare:

TRASFERIRSI IN SVIZZERA: PRIMI PASSI

CANTONI SVIZZERI, ORIENTIAMOCI

Tra tutti, uno degli elementi che più incuriosiscono gli stranieri è la stravagante suddivisione geografica della Svizzera, così piccola eppure dannatamente eterogenea.

Suddivisa in un totale di 26 cantoni, ognuno dei quali gode di piena autonomia, di un governo e di un proprio parlamento.

Il potere che ogni cantone (regione) ha di auto-gestirsi è determinato dalla stessa Costituzione.

Ma quali sono i principali Cantoni Svizzeri?

Canton Zurigo

Il più popolare fra le 26 suddivisioni, lingua ufficiale: tedesco.

Canton Berna

Ne ospita la capitale ed è il più esteso in assoluto dal punto di vista territoriale e per numero di comuni. Le lingue ufficiali di questa regione sono il tedesco e il francese.

Canton Ticino

Ecco un’altro fra le regioni svizzere maggiormente conosciute dagli Italiani, sia come meta vacanziera che lavorativa. È l’unico infatti in cui si parla l’italiano.

Fra gli altri 23 cantoni il meno popolato in assoluto è il Cantone di Appenzello, quello di Ginevra ospita addirittura una sola città mentre altri non ospitano altro che valli, montagne e.. mucche.

Non male vero?

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LINGUE SVIZZERE E DISTORSIONI DIALETTALI

Al giorno d’oggi la Svizzera può vantare ben tre lingue nazionali riconosciute ufficialmente dalla Costituzione:

  • Tedesco: 63,9%
  • Francese: 19,5%
  • Italiano: 6,6%
  • Ladino: 0,5%
  • Altri gruppi: 9,5%

Tedesco, francese e italiano godono di pari dignità a ogni livello, sia esso parlamentare, amministrativo e all’interno dell’esercito, mentre il ladino è riconosciuto ufficialmente solo dai cittadini di alcuni cantoni, i quali lo utilizzano nella parlata quotidiana.

Dal punto di vista scolastico le norme obbligano ogni studente allo studio di almeno una seconda lingua nazionale fin dalle elementari ma l’inglese, sempre più stesso, ne prende il posto.

Dunque, volendosi trasferire in Svizzera è sufficiente conoscere l’inglese?

Se conosco tedesco o francese posso considerarmi tranquillo?

Potrebbe sembrare ma non è esattamente così, di fatto le varianti svizzere di tedesco e francese all’interno dei cantoni si discosta in maniera anche piuttosto evidente dalle lingue che hai imparato a scuola, in corsi specializzati o addirittura in Francia e in Germania.

Francese – svizzero

Conosciuta anche come Romandie, questa lingua possiede le proprie varianti dialettali che non comprenderai nel caso in cui tu abbia imparato il francese ufficiale. È parlato soprattutto nei cantoni di Ginevra, Jura, Neuchatel e Vaud ma, secondariamente anche in quelli di Berna, Friburgo e Vallese.

Tedesco – svizzero

Anche in questo caso, se sei un ottimo parlatore del tedesco ufficiale è probabile che capirai davvero poco all’interno di una conversazione fra svizzeri ma non spaventarti. La maggior parte di loro conosce anche il tedesco colto dunque impararlo o ripassarlo prima di trasferirsi in Svizzera è già un ottimo punto a tuo vantaggio.

Italiano – svizzero

Questa lingua viene parlata sopratutto e inevitabilmente all’interno delle regioni meridionali fino ai passi di San Gottardo, Lukmanier, San Bernardino, Maloja, l’intero Canton Ticino per poi continuare con il Cantone dei Grigioni e molte altre cittadine.

Ladino

Questo è un caso davvero particolare, infatti, il ladino è la trasformazione della lingua in un numero impreciso di idiomi distinti l’uno dall’altro (tutti tra le valli meridionali della Svizzera) ma è parlato anche in Italia in alcune regioni del nord come Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

È incredibile pensare a un simile fenomeno linguistico all’interno di un’area così ristretta ma, di fatto, ad accompagnare l’Italiano è la creazione di una lingua scritta che cerca di unificare ogni variante ed è chiamata “Rumantsch Grischun”.

Preoccupati di perdere tale particolarità linguistica, gli svizzeri delle regioni meridionali hanno sviluppato un fervido senso di protezione nei confronti della tradizione ed è per questo che, in quanto straniero, anche volendo non ti sarà permesso parlare il ladino!

Arrivati a questo punto è inevitabile che tu ti senta confuso, ma non te ne preoccupare troppo.

Le varianti linguistiche in Svizzera sono così tante che i cittadini stessi fanno fatica a comprendersi se residenti in regioni distanti l’una dall’altra.

A seconda del cantone nel quale deciderai di trasferirti capirai quale lingua prendere come punto di riferimento, il resto verrà da sé.

DOCUMENTI UTILI, INFORMAZIONI GENERALI

LAVORO-SVIZZERA-ITALIANA

Sei ancora deciso al trasferimento?

Perfetto, allora non ti resta che capire quali e quanti documenti ti saranno necessari per ufficializzare il tuo cambio di vita.

Come accade per qualsiasi altro stato, anche in questo caso ci sono certificati o visti che dovrai procurarti indipendentemente dalla tua situazione ed altri che invece coprono solo casi specifici.

Tutto dipende dalle tue intenzioni rispetto al futuro e alle motivazioni che ti spingono ad affrontare questa scelta. In ogni caso prenditi per tempo, la burocrazia è tanta e le risposte non arrivano sempre dall’oggi al domani.

Definisci dunque una bella lista di ciò che ti serve e comincia fin da ora a racimolare il materiale. In linea generale ecco una lista dei documenti che ti verranno richiesti:

  • Sei uno studente? Ti servirà la notifica d’ammissione o una conferma di candidatura dall’università o dal college in cui hai deciso di trasferirti;
  • Sei un lavoratore? Necessario il contratto d’assunzione o una lettera in cui deve essere attestata l’effettiva offerta di lavoro;
  • La prova di essere in possesso di adeguate risorse finanziare in grado di mantenerti durante il tuo periodo di permanenza;
  • Eventuali Visti (in relazione ai motivi del trasferimento);
  • Documento originale e copie tradotte del tuo certificato di nascita e del diploma di scuola superiore;
  • Certificati di nascita e matrimonio del compagno o dei figli che ti porti appresso;
  • Certificazione della polizza sanitaria nel tuo paese d’origine (se possibile);
  • Il libretto delle vaccinazioni (se ne sei in possesso);
  • Una patente di guida internazionale (se possibile).

Questo è solo un elenco generico dei probabili documenti da mettere in valigia ma non sono sempre uguali per tutti, importante è dunque l’informazione e farsi trovare ben preparati al momento della partenza.

Spero che queste prime e basilari informazioni rispetto alla Svizzera ti siano state utili ma nel caso in cui tu abbia ulteriori domande di carattere più specifico non esitare a contattarci!

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About the Author

Barbara vive a Bassano del Grappa. Ha iniziato a lavorare come attrice nel 2006 e ancora non è riuscita a smettere. Collabora alla realizzazione di mondi straordinari e vive nella convinzione che il bianconiglio esista davvero. Un giorno la verrà a prendere, nell’attesa scrive per Madre in Italy.

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