LAVORARE IN GERMANIA: CONTRATTI, DIRITTI E SUSSIDI – Madre in Italy
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LAVORARE IN GERMANIA: CONTRATTI, DIRITTI E SUSSIDI

Una volta superato (più o meno) lo scalino “insormontabile” della lingua e dell’alloggio, non ti resta che partire alla ricerca del tuo lavoro ideale, il quale non solo ti permetterà di pagare l’affitto ma darà un senso ulteriore al tuo trasferimento in Germania.

Attenzione però, prima di firmare un contratto assicurati di aver realmente capito ogni voce citata e tutti i dettagli importanti!

Ho scritto questo post con lo scopo di aiutarti a capire quello che c’è da sapere sul lavoro in Germania e quali siano i tuoi diritti di lavoratore, quali informazioni non possono mancare in un contratto di lavoro e come procedere nel caso in cui tu venga licenziato.

Se l’argomento ti interessa mettiti comodo e buona lettura!

GERMANIA E DISOCCUPAZIONE: COSA DICONO I DATI?

Ti sei mai chiesto come sia (realmente) la situazione lavorativa nello stato tedesco? Beh, rispetto al nostro paese la Germania gode di ottima salute, ma evita di immaginarla come il “Paese dei Balocchi”.

Secondo un articolo pubblicato su “Miglioverde”, la Germania sarebbe una delle nazioni Europee con il tasso di disoccupazione più basso rispetto al resto d’Europa: solo il 5.1 % contro il 12.6 % italiano.

Disoccupazione Italia Germania

Anche secondo “Il sole 24 ore” le cifre mettono lo stato tedesco su un vero e proprio piedistallo di platino, rendendolo una calamita per ogni ragazzo italiano le cui speranze di trovare un lavoro sono ormai morte e sepolte.

“Ma allora Madre in Italymi dirai, “perché non ho il diritto di credere che la Germania sia l’attuale paese dei balocchi?!”

Per una semplice ragione: tutte queste fantastiche cifre sono da leggere in relazione al bel modello scolastico di cui ti ho già parlato, nel quale stage universitari, tirocini e anni di apprendistato accompagnano i ragazzi direttamente sul posto di lavoro.

A questo proposito, devi assolutamente leggere questo post: GUIDA AL SISTEMA SCOLASTICO TEDESCO

Cosa accade invece quando Giulio, tipico ragazzo italiano, sorvola le Alpi e atterra in Germania? In pochi giorni si renderà conto che per aggiudicarsi un lavoro dovrà comunque faticare, adattarsi a contratti part time e lavori pessimi.

Solo dopo qualche tempo (forse) conquisterà il lavoro dei sogni.

Importante è poi non sottovalutare la questione della lingua: è chiaro che più in fretta Giulio imparerà il tedesco più avrà la possibilità di crescere. All’inizio un buon livello d’inglese è sufficiente ma senza quello le possibilità precipitano!

E allora non ti resta che leggere:

Ecco perché ci tengo a sottolineare quanto la Germania rappresenti sì una meta da prendere in considerazione ma anche un paese difficile e da non sottovalutare.

I contratti di lavoro, per esempio, identificano uno di quegli elementi verso i quali non puoi permetterti distrazioni, dunque lavati le orecchie e presta attenzione![Tweet “In fin dei conti il lavoro è ancora il mezzo migliore di far passare la vita”]

Prima di continuare, però, ti invito a cliccare qui sotto. A te non costa nulla mentre, per me, è molto importante:

DARE INIZIO AD UN RAPPORTO DI LAVORO

Se sei italiano sarai felice di sapere che per te lavorare in Germania è molto più semplice rispetto ai non appartenenti all’UE. Infatti, per dare inizio alla tua carriera, non avrai bisogno di particolari autorizzazioni se non di alcuni documenti importanti (alla pari di ogni altro cittadino tedesco):

  • Lohnsteuerersatzbescheinigung (prega di non aver mai bisogno di pronunciarlo..). Non è altro che un banalissimo documento fiscale e lo si ottiene facendo richiesta al Finanzamt.
  • Il Sozialversicherungsnachweis, ossia il libretto assicurativo.

In questo caso una volta che verrai assunto sarà il tuo datore di lavoro a comunicarlo all’ente previdenziale, il quale ti trasmetterà codice di registrazione e libretto assicurativo.Lavoro in Germania

  • In alcuni caso il datore di lavoro potrà richiederti un documento chiamato Führungszeugnis (il certificato del casellario giudiziale).

Ottenerlo non è difficile, devi recarti al comune nel quale risiedi e inoltrare una richiesta di Antrag auf Ausstellung eines Führungszeugnisses. Avrai bisogno di un Europäisches Führungszeugnis, ha un  costo di 17 Euro e ti verrà recapitato direttamente a casa.

Non hai capito una sola parola di quello che ti ho appena detto e pensi (giustamente) che questo possa essere un problema?

In questo caso ti consiglio, come al solito, di affidarti a un amico madrelingua e di farti aiutare, nel frattempo comincia a studiare, non potrai offrirgli da bere in eterno!

ANATOMIA DI UN CONTRATTO

Ricorda: i tuoi diritti riguardo alla paga, le condizioni lavorative, l’accesso agli alloggi, le pratiche e la sicurezza sociale sono gli stessi di ogni altro lavoratore tedesco e tutto ciò vale anche per la tua famiglia. (L’ultima affermazione conta solo nel caso in cui quest’ultima risieda con te in Germania, chiaro no?)

Tuffiamoci ora all’interno di un bel contratto e cerchiamo di capire quali di questi punti non possono mancare:

L’ammontare dello stipendio lordo  che tu stesso dovrai contrattare con il datore di lavoro (vengono poi detratte le imposte e i contributi previdenziali). Esso però non deve mai essere inferiore al salario minimo previsto dalla legge, il quale, a partire dal primo gennaio 2015 ammonta alla cifra di 8,50 euro.

Ma come faccio a conoscere a quanto dovrebbe corrispondere il salario rispetto ad una particolare professione?

Già. Bella domanda…

lavoratori in GermaniaPer darti una risposta esistono dei siti in grado di procurare (a pagamento..) un’analisi dello stipendio basandosi sul settore, educazione, esperienza professionale e zona geografica. Personalmarket è uno di questi.

  • Quante ore devi lavorare. Tenendo conto che la durata legale dei tempi di lavoro è di 8 ore al giorno escluse domeniche e altri giorni festivi, la durata totale arriva alle classiche 40 ore settimanali. Ad ogni modo, le convenzioni collettive le riducono fino a 38,5 o 35 ore settimanali!
  • La tutela assicurativa in caso di malattia o infortunio, disoccupazione, anzianità, mancanza di autosufficienza o invalidità. I contributi (Sozialabgaben) devono essere versati mensilmente sia dal lavoratore che dal datore di lavoro, il loro importo dipende dal reddito.
  • Hai dichiarato di appartenere a un qualche credo religioso nel momento in cui ti sei iscritto all’Anagrafe? Bene, allora dallo stipendio sarà detratta mensilmente la Kirchensteuer come contributo che andrà nelle mani dei rappresentanti di questa o quella religione. Nella maggior parte dei Länder (quanto mi piace questa parola 😉 corrisponde a circa il 9% dell’imposta sui redditi.
  • Eventuale periodo di prova. In alcuni casi può essere concordato un periodo di prova che non deve superare i 6 mesi. Durante quest’arco di tempo potresti essere licenziato anche con un preavviso di due misere settimane. Tieni conto però di un dato: a differenza dell’Italia, la maggior parte dei contratti sono stipulati fin da subito a tempo indeterminato!
  • Il periodo di lavoro stabilito per contratti a tempo determinato: Questo tipo di contratto deve rispettare la Teilzeitgesetz (legge sui rapporti di lavoro a tempo determinato) e può essere stipulato solo in determinate condizioni come la sostituzione di un dipendente malato, bisogni temporanei di un certo tipo di lavoro ecc..
  • I termini di preavviso per la recessione del contratto.
  • Le ferie retribuite. Legalmente la durata minima prevista è di 24 giorni ad anno civile, senza contare domeniche e i giorni festivi. In qualche caso possono essere aggiunti altri giorni, fino ad arrivare alle 6 settimane di ferie retribuite ad anno civile. Non male vero?

Hai inoltre il diritto di:

  • poter lavorare a tempo parziale,
  • ricevere una formazione,
  • richiedere ferie per maternità o paternità.

IMPORTANTE: l’ente che ha il compito di regolare il rapporto tra lavoratore e impresa si chiama Betriebsverfassungsrecht.

Gli impiegati sono rappresentati dal Betriebsrat (consiglio di lavoro), i cui membri vengono scelti dagli stessi dipendenti. Quindi, per qualsiasi problema potrai rivolgerti direttamente al tuo Betriebsrat e spera che fra i componenti non ci sia qualcuno con cui hai appena litigato.

Per ulteriori informazioni sui tuoi diritti di lavoratore scarica questo pdf.

Come-trasferirsi-in-Germania-in-5-mosseSUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE

E se mi licenziano? Che succede?

Non ti devi né scoraggiare né crogiolarti a piangere sul divano. Rimboccati invece le maniche a vai subito a stampare altri CV!

Nel frattempo rilassati perché in Germania esistono diverse sovvenzioni statali concesse ai disoccupati. Tanto per cominciare, chi perde il lavoro percepisce una indennità di disoccupazione denominata Arbeitslosengeld1 (ALG1 per gli amici..). Stai attento però a non festeggiare troppo presto, per ottenerla esistono alcune condizioni come:

  1. Aver lavorato almeno 12 mesi negli ultimi 2 anni.
  2. Non devi esserti autolicenziato (tranne in alcuni casi).

Se pensi di aver superato queste due condizioni corri all’Agentur für Arbeit (Agenzia del Lavoro) non appena ricevi la lettera di licenziamento e chiedi l’iscrizione come Sich arbeitslos melden (disoccupato).

Per semplificarti la vita puoi anche chiamare la hot-line della Bundesagentur für Arbeit (0800 4555500) e fissare un appuntamento presso il Jobcentre più vicino.

Tieni ben presente che ottenere questo tipo di indennità comporta anche alcuni obblighi, come per esempio la frequenza di corsi di riqualificazione professionale, computer, di lingua o altro. Se non frequenti i corsi stabiliti perderai il diritto al sussidio!

Per maggiori informazioni riguardanti le indennità di disoccupazione e sussidi visita il sito ufficiale dell’Agenzia del Lavoro.

Cosa accade se non riesco a trovare lavoro e scade il periodo di tempo coperto dall’ALG1?

Per prima cosa mettiti una mano sul cuore, ammetti di non esserti impegnato abbastanza e ricomincia a cercare!

Come seconda cosa informati, potresti avere la fortuna di rientrare nelle condizioni che ti permetteranno di ricevere l’ALG2:

  • Stai lavorando per un compenso esiguo.
  • Vivi da solo o con persone le cui entrate sono misere.
  • Hai più di 15 anni e meno di 65.
  • Hai residenza in Germania.
  • Hai possibilità di lavorare almeno 3 ore al giorno.

trasferirsi-in-germania

Cosa puoi fare invece se hai lavorato per diversi anni ma non copri i canonici 12 mesi in due anni stabiliti dalla Germania per ottenere il ALG1?

Ti rimane una grande possibilità: il MODELLO “U1”! Ne hai mai sentito parlare?

Il Modello U1 certifica che tu hai lavorato in un altro paese dell’UE e che hai quindi diritto a ricevere un sussidio di disoccupazione.

Tutto quello che devi fare è consegnare tale documento direttamente al Jobcenter.

Come ottenerlo? Semplice, se sai di avere in previsione un trasferimento oltre i confini italiani richiedi preventivamente il modello U1 all’Ufficio per l’impiego o l’Istituto di previdenza sociale presso il quale sei assicurato.

L’INFERNALE GIRONE DELLA HARTZ IV

Al proposito di sussidi e disoccupazione ecco un piccolo paragrafo dedicato alla Hartz IV, la riforma che sta portando verso il declino moltissime carriere lavorative.

In Italia infatti sono ancora pochi a conoscere quello che sembra essere il peggior effetto collaterale della Riforma Schroeder, la riforma sul lavoro del 2010.

Cos’è l’Hartz IV?

Anche detto Arbeitslosengeld II (attento a non confonderlo con Arbeitslosengeld I, il sussidio di disoccupazione) è un sussidio concesso ai cittadini che hanno entrate ridotte o che stanno cercando lavoro.

Può essere accordato solo a chi non ha diritto alla disoccupazione facendone richiesta al Jobcenter più vicino a casa.

In genere è idoneo alla richiesta chi guadagna meno di 890 euro al mese, non ha beni mobili o immobili e non ha più di 2000 euro sul conto corrente.

Cosa ottiene chi ha la “fortuna” di dimostrarsi idoneo?

Un aiuto economico e sostegno nella ricerca di una nuova occupazione, o di nuova formazione professionale.

Il Jobcenter, infatti, pagherà mensilmente per te (in base a vari calcoli fatti secondo ogni caso particolare) l’affitto, costi sul riscaldamento, la Krankenkasse (assicurazione sanitaria) e versa direttamente nel tuo conto corrente fino a 380 euro.

Avrai inoltre la possibilità di ottenere svariati sconti grazie ad una particolare tessere chiamata Berlin Pass e potrai persino frequentare gratuitamente un corso di tedesco presso una delle scuole convenzionate.

E per quanto riguarda il lavoro?

Grazie ad un “esperto” agente di collocamento il Jobcenter si assicura che tu riesca a trovare il prima possibile una sistemazione adeguata al tuo profilo lavorativo.

Scommetto che a questo punto tu stai pensando che tale riforma è un sogno che si avvera, dico bene?

Non è esattamente così perché la Hartz IV nasconde non poche clausole, molte delle quali finiranno per incastrarti all’interno di un vero e proprio circolo vizioso, tanto che molti tedeschi affermano:

“Una volta entrati nel regime della Hartz IV non ne esci più”.

Vuoi conoscere ogni particolare rispetto a questo terribile difetto della riforma Schroeder del 2010? Ecco un video di Presa Diretta che ti schiarirà le idee!

EUROPASS

Prima di salutarti apro una piccola parentesi al riguardo a cui dedicherò un futuro post più dettagliato.

L’Europass non è altro che un servizio gratuito dell’Unione Europea nato apposta per promuovere la mobilità fra un paese e l’altro. Con il suo aiuto potrai presentare le tue qualificazioni, capacità e varie competenze in modo comprensibile in tutti i paesi Europei. Sarai aiutato durante lo studio, nel periodo di formazione e anche nella ricerca del lavoro.

Per maggiori informazioni vai alla pagina ufficiale o, se conosci il tedesco questo video ti sarà d’aiuto:

Detto questo ti saluto con la speranza di essere stata abbastanza chiara.

Per ogni altro dubbio o domanda riguardante contratti, sussidi e altri diritti del lavoratore in Germania scrivi un commento o contatta direttamente lo staff di Madre in Italy!

About the Author

Barbara vive a Bassano del Grappa. Ha iniziato a lavorare come attrice nel 2006 e ancora non è riuscita a smettere. Collabora alla realizzazione di mondi straordinari e vive nella convinzione che il bianconiglio esista davvero. Un giorno la verrà a prendere, nell’attesa scrive per Madre in Italy.

7 Comments

  1. Fabrizio
    Posted on agosto 2, 2016 at 4:46 am

    Grazie barbara per i tuoi consigli mi sei stata d aiuto nello schiarirmi le idee un abbraccio Fabrizio

    • Madre in Italy
      Posted on agosto 2, 2016 at 6:30 pm

      Grazie a te Fabrizio! Un abbraccio

      • Mariarosaria Langella Says :
        Posted on agosto 27, 2016 at 10:07 am

        Buongiorno vorrei avere qualche chiarimento sul contratto pauschal lavoro a Stoccarda nel settore pulizie dal mart alla domenica compresa dalle 6 alle 10 non ho Aok né ferie…. Ma il mio chef il sabato e la domenica pretende ore in più non retribuite x questo benedetto Pauschal mi paga 900 €al mese con 2 mini job!!!! È vero dunque che sono obbligata da contratto a fare ancora più ore? Vi prego rispondetemi grazie

      • Mariarosaria Langella Says :
        Posted on agosto 27, 2016 at 10:09 am

        Buongiorno vorrei avere qualche chiarimento sul contratto pauschal lavoro a Stoccarda nel settore pulizie dal mart alla domenica compresa dalle 6 alle 10 non ho Aok né ferie…. Ma il mio chef il sabato e la do

        menica pretende ore in più non retribuite x questo benedetto Pauschal mi paga 900 €al mese con 2 mini job!!!! È vero dunque che sono obbligata da contratto a fare ancora più ore? Vi prego rispondetemi grazie

  2. Alessandra
    Posted on agosto 3, 2016 at 8:48 pm

    Buonasera , mio cugino è andato oggi a presentare tutta la documentazione per l’hartz iv. lui vive insieme ad un amico e la signora del jobcenter ha detto che mancava l’estratto conto del suo amico. Possibile che lo debba dare? non c’e’ una privacy? l’harzt iv è stato chiesto solo da mio cugino non dall’amico e quindi solo per la metà delle spese di casa.

  3. Anna lisa Says :
    Posted on novembre 6, 2016 at 7:16 pm

    Vorrei poter fare delle domande

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