LA DOGANA IN AUSTRALIA: COSA PUOI E NON PUOI IMPORTARE – Madre in Italy
X

Il Blog di Madre in Italy

LA DOGANA IN AUSTRALIA: COSA PUOI E NON PUOI IMPORTARE

Forse dovrei cominciare col dire: “Lasciate ogni speranza voi che entrate!”, e  no, non sto citando una parte dell’incipit del canto III dell’Inferno di Dante, ma mi sto semplicemente riferendo, ovviamente sdrammatizzando, al tuo arrivo nella dogana in Australia.

Sicuramente non ci pensi più di tanto, sei sul secondo volo di linea che dopo circa 10-14 ore, tutto dipende dalla città australiana che hai scelto, ti farà sbarcare nella terra dei canguri, e non vedi l’ora di scendere da quell’aereo per assaporare finalmente il gusto di una terra ed una vita nuove, però si presenta un’incognita: il passare la dogana indenne, incognita resa ancora più grande dal programma visibile in Italia sui controlli della sicurezza negli aeroporti australiani.

Quando io sono arrivata nel 2013 ero più o meno a conoscenza del fatto che in Australia praticamente non potesse entrare quasi nulla, perciò, quando sull’aereo mi diedero il famoso “cartellino giallo” da compilare, mi sentivo la coscienza tutto sommato pulita, anche se comunque ho sentito l’esigenza di dichiarare un paio di cose che si trovavano tra la sottile linea del lecito ed illecito.

Portavo infatti con me due oggetti presenti nella lista delle cose da dichiarare, una statuetta di legno di uno yogi pensatore, a cui sono affezionatissima e che viene ovunque io vada da sempre, ed un paio di scarpe da ginnastica che utilizzavo per correre in Italia. Entrambi questi oggetti andavano dichiarati perché non è permesso far entrare nel paese oggettistica in legno, senza prima appunto dichiararla, e le scarpe da ginnastica non essendo nuove avevano del terriccio non australiano sotto, fatto altrettanto da dichiarare.

Prontamente l’addetto alla dogana constatò che la statuetta non era dopotutto una minaccia imminente per il continente australiano, e pensò bene che le mie scarpe necessitassero di una bella lavata di suola prima di calpestare la terra di Oz, perciò lavò accuratamente la suola con una pompetta che si trovava al fianco del banco di ispezione, ed io, dopo un bel po’ di tempo speso tra i “mi farà passare” o “ecco è la volta buona che me ne devo tornare indietro”, finalmente riuscii a  varcare la dogana.

Così detta la storia sembra simpatica, magari un aneddoto da raccontare al bar tra una birra e l’altra, però in realtà c’è da dire che gli australiani prendono molto sul serio il loro paese perché ne sono profondamente innamorati, e come dargli torto.

L’Australia è un’isola, di per sé quindi isolata dal tutto, ed in quanto isola ha un micro e macrocosmo completamente diversi da quelli di qualunque altro paese.

I batteri sono diversi, i germi sono diversi ed è proprio di questa sua biodiversità che l’Australia è innegabilmente gelosa e rispettosa.

Il fatto di vivere su un continente isolato, permette a piante ed animali di evolvere in specie uniche, basti pensare che un’eccezionalmente larga proporzione di piante ed animali dell’Australia siano endemiche, ciò significa che essi esistono naturalmente qui ma in nessun’altra parte del mondo.

In Australia puoi trovare allo stato brado circa la metà dei volatili presenti sul territorio e l’87% dei mammiferi, inoltre almeno il 93% delle specie autoctone di rettili, anfibi, piante che producono fiori e conifere sono uniche ed esclusive della sola Australia.

Con numeri alla mano possiamo dire che ci sono 7358 animali vertebrati nativi e 28529 specie di piante presenti solo in questo continente.

animali-che-vivono-in-australia

Come puoi comprendere, credo sia naturale per un popolo tanto amante della propria biodiversità e della natura, voler salvaguardare il più a lungo possibile questa sua ricchezza.

Ma torniamo a ciò che puoi o non puoi portare con te in Australia, qui di seguito troverai qualche esempio che ti può senz’altro aiutare ad avere delle linee guida nel prepararti la valigia.

Prima di andare avanti, ti consiglio di leggere questo documento redatto dal Governo Australiano. Ti sarà molto utile. Lo so, è in inglese, ma con un po’ di pazienza riuscirai a capire tutto. 😉

Qui trovi le cose che bisogna dichiarare mentre qui le cose che puoi e non puoi importare!

Andiamo avanti…

L’esempio delle scarpe con sotto del terriccio l’ho già considerato, pertanto se hai corso o sei andato a farti una bella scampagnata prima di deciderti a partire, ti consiglierei di dare una bella lavata alle suole per non pensarci più.

Se durante il viaggio lunghissimo (parliamo infatti di sole ore di volo effettivo attorno alle 21, non considerando gli scali) hai deciso di fermarti al duty free per fare degli acquisti vantaggiosi, sappi che per l’Australia non devi superare il tetto di $900 per persona in acquisti, $450 per i bambini, non comprare le sigarette però!

Poi più avanti leggendo capirai il perché.

Se parti come me da una regione italiana famosa per i suoi vini e ne vuoi portare magari qualche bottiglia ai parenti che andrai ad incontrare o ai flatmates che ti farai lungo il percorso, mi raccomando a non eccedere i 2.25lt di alcool.

Sei un fumatore? Bene, anzi ti dico male da ex fumatrice, perché potrai portarti un massimo di 50 sigarette o 50gr. di tabacco, sappi inoltre che un pacchetto di sigarette si aggira tra i $15 e $25, e magari prendere in considerazione l’idea di smettere potrebbe essere non così assurda, io infatti l’ho fatto.

Ovviamente non puoi portarti armi di nessun tipo, nemmeno quelle per softair, per intenderci lo sport che prevede lo spararsi con aria compressa in mezzo ai boschi.

728x90 Best Price

Per quanto riguarda frutta e verdura, dimenticale del tutto. Un fatto interessante è che tra gli stessi vari stati dell’Australia sussiste quella che gli australiani chiamano “quarantine domestic”, letteralmente quarantena domestica, che proibisce di portare da uno stato all’altro frutta, verdura, carne, formaggi, semi e molto altro ancora di origine vegetale ed animale,senza dichiararlo e senza farlo ispezionare.

Il motivo di ciò è che ogni stato ha le sue specie native che potrebbero essere messe in pericolo dall’introduzione di insetti o batteri non appartenenti alla zona.

Se quindi ti trovi in ferie nel Queensland e hai deciso di portare con te nel New South Wales dove abiti, dei manghi talmente belli e succosi che chiamano il tuo nome, o delle banane perché volevi uno snack durante il volo, devi dichiararli, senza essere certo che te li lascino alla fine tenere.

In aeroporto si servono inoltre di cani che fiutano non solo la presenza di droghe, ma anche di pellami, carni, pesci, uova, formaggio ed altro, tieni quindi presente che una volta che il cane si sedesse accanto alla tua valigia (perché questi cani sono talmente addestrati che non abbaiano, ma semplicemente si siedono educatamente accanto alla tua valigia) e tu non avessi dichiarato nulla pur avendo qualcosa, la sanzione scatterà d’obbligo, qua sorrisi e chiacchiere non funzionano ed il personale dell’aeroporto è altamente qualificato e professionale.

Passare al capitolo carne ed affettati potrebbe essere una nota dolente: la nonna o la mamma o la zia ti conosce bene e pensa che una volta giunto tu possa dimenticarti di mangiare abbastanza, allora prima che tu parta ha pensato a tutto e per stare sicuri è andata dal salumiere di fiducia e ti ha fatto mettere sotto vuoto 300gr. di soppressa, 300gr. di prosciutto, 250gr. di mortadella, e pure del formaggio, non scordare lo speck poi, allora sappi che dovresti dichiarare il tutto e sappi che probabilmente non li rivedrai mai più.

Noi italiani siamo popolo di furbi ed ho conosciuto diverse persone che per uso personale si sono portati speck, prosciutto, formaggio e quanto altro, senza dichiararlo, e che sono stati fortunati, perché se per caso ti capitasse l’ispezione a campione, o la tua faccia parlasse più di mille parole, e ti trovassero degli affettati o del formaggio non dichiarati, non solo ti requisiscono i beni, lasciandoti a bocca asciutta, ma ti danno anche una multa sul posto di $220, se poi dopo un’attenta analisi gli affettati o il formaggio magari presentavano una qualche traccia di agenti patogeni o muffa, puoi rischiare fino a $60.000 di multa e 10 anni di reclusione, che direi proprio non valgano il panino con la mortadella che ti volevi fare una volta sistemato nel tuo alloggio.

Inoltre farsi mandare tramite pacco salumi e formaggi è comunque soggetto ad ispezione.

Ora questo è ovviamente lo scenario più drammatico, ma credo sia giusto essere informati su tutti i possibili rischi a cui si va deliberatamente incontro non dichiarando.

L’Australia sembra dall’Italia un mondo alieno proprio perché così lontano, ci si domanda se utilizzino gli stessi prodotti e cosa mangino, ma dopo averci vissuto per un po’, ti renderai conto che qui puoi trovare non solo tutto quello che hai lasciato in Italia, ma anche di più, con una sola sottile differenza: il prezzo più elevato, ma tutto va ovviamente rapportato agli stipendi, qui più alti.

Gli importatori di prodotti dall’estero hanno permessi speciali per importare la merce in Australia e comunque anche loro sono soggetti ad ispezioni minuziose e non superficiali, soprattutto se si tratta di beni commestibili e deperibili.

In Australia non puoi portarti merce contraffatta, merce che riporti la dicitura ANZAC (ossia Australian and New Zealand Army Corps), fuochi d’artificio o porno illegali, per quelli che hanno per soggetti bambini ci sono poi 10 anni di reclusione.

Non puoi portarti pelli o pellicce, conchiglie o gusci, coralli, ossa o denti di animali che non siano stati precedentemente trattati e sterilizzati, pena la distruzione degli oggetti o la spesa di $100 per oggetto per farli trattare una volta alla dogana, senza la sicurezza che non te li rovinino.

Potresti anche decidere, pagando, di farteli tenere in aeroporto fino alla tua partenza dall’Australia, o, sempre pagando, farti rimandare i beni in Italia. Puoi portare un massimo di 5 accendini e se sei proprio terrorizzato dalle mosche australiane, ti puoi portare un acchiappamosche, ma le batterie non devono superare le 6W e l’oggetto deve avere una griglia di protezione.

Se sei uno chef e vuoi portarti i coltelli da lavoro, partendo sempre dal fatto che tu li debba dichiarare, ricorda che sono vietati tutti quei coltelli ad apertura a scatto della lama.

Non puoi assolutamente portare DVD pirata, però puoi portarti la riproduzione di sciabole, katane o spade, se magari sei un patito del Giappone o dei giochi di rievocazione storica.

Gli oggetti in legno vanno sempre e comunque dichiarati, il loro fondato timore è che ci siano tarme o comunque larve di insetti non autoctoni e che quindi una volta introdotti potrebbero realmente distruggere l’ecosistema, poi è a loro discrezione decidere se ispezionarli o meno, ad esempio la prima volta che sono arrivata mi hanno ispezionato la statuetta dello yogi pensatore, quando sono tornata da una vacanza alle Fiji invece no, pur avendo dichiarato di possedere dell’oggettistica in legno entrambe le volte, credo che il luogo di provenienza sia preponderante nella loro scelta di ispezionare o meno.

Detto tutto ciò tuttavia, credo che il buon senso sia quello che realmente ti debba guidare assieme al rispetto per una nazione sì rigida ma incredibile e generosa, poi credo inoltre che quando si decida di partire, lo si faccia proprio perché si anela ad un cambiamento, a conoscere ciò che di diverso ci sia nel mondo, perché allora ostinarti a portarti dietro pezzi della tua vecchia vita, delle tue vecchie abitudini e dei tuoi vecchi gusti?

Non ti fa elettrizzare l’idea di quello che puoi trovare, il perderti tra gusti e profumi nuovi?

Ed il fascino per l’ignoto? Senza considerare che poi, col tempo, scoprirai infatti che in Australia non solo c’è tutto, ma anche di più.

_____________________________________________________________________________________________________________________________________________

Segui Madre in Italy su Facebook, Twitter e Instagram

About the Author

Ilaria si è sempre sentita un'anima vagabonda, perenne errante, nasce a Venezia ma si dividerà tra Friuli, Veneto e Liguria. A Gorizia si laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, vivendo anche per un anno a Parigi. Nel 2013 decide di partire per l'Australia, dove vive e lavora tuttora.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.