IL MIO MODO PER IMPARARE IL PORTOGHESE BRASILIANO – Madre in Italy
X

Il Blog di Madre in Italy

IL MIO MODO PER IMPARARE IL PORTOGHESE BRASILIANO

Del giorno che arrivai a Salvador ricordo quasi tutto.

Ricordo la luce forte e i colori. So che arrivai all’orfanotrofio in un taxi guidato dal sig. Raimundo, che durante tutto il viaggio mi aveva indicato i punti di riferimento della città. Come se io potessi memorizzarli, o solo capirci qualcosa, in mezzo a tutti quei viadotti contornati da colline coperte di case che alternavano mattoni crudi a facciate colorate.

Nelle strade più interne, ancora sventolavano le ghirlande giallo verde, rammentando i mondiali di calcio, che l’Italia aveva vinto appena un mese prima. 

Raimundo guidava veloce su quei viadotti, poi rallentava, imboccava delle salite strette e via! nel garbuglio di viuzze, passava suonando il clacson per salutare le persone che conosceva.

Mi sembrava allora, ma so che era tutta un’impressione, che tutti sorridessero per la strada. Si passava tra casine con le inferriate alle porte, tra donne con i jeans corti e una curiosa cuffia beige in testa e uomini fermi agli angoli delle strade, senza maglietta con la pancia di fuori.

Poi si entrava in una specie di garage e c’era un portiere, e si apriva un grande cortile pieno di bambini (immaginate un cortile di una scuola elementare all’ora dell’intervallo) circondato da edifici molto alti rispetto a quelle casine con le inferriate e le donne davanti.

Nessun collega italiano ad attendermi!

Solo dona Leda, la coordinatrice dell’orfanotrofio. Una bella signora, con il portamento elegante e i capelli brizzolati, ravviati davanti e poi raccolti sulla nuca. Gli occhi marroni, enormi. Guardavo Leda e non mi accorgevo che Raimundo stava andando via, con il taxi.

E lei veniva nella mia direzione e mi dava un abbraccio accogliente, di chi già ti conosce:

“Que bom que você chegou, filha! Estava tão preocupada, lhe esperando. Seja benvinda” (trad. “Che bello che sei arrivata, figlia! Ero così preoccupata, ti stavo aspettando. Benvenuta!”).

Non ho mai sofferto d’ansia da arrivo in un posto sconosciuto. Qualsiasi fosse la destinazione, il momento critico, per me, è sempre stato il giorno prima di fare le valigie e le ultime ore, a casa, prima di andare in aeroporto, che ore inutili quelle!

Poi una volta in viaggio, via! Si fa, si va.

Imparare-il-portogheseMa quel giorno, per la prima volta in un “primo giorno” avevo le farfalle nello stomaco. Ricordo che Leda mi accompagnò alla mia stanza, che avrei provvisoriamente diviso con una ragazza italiana in visita a Salvador con un gruppo di Torino (una specie di viaggio solidario).

Ma a quell’ora tutti gli italiani erano fuori per la giornata. E io ero lì e c’era il sole ed erano le 10 di mattina. E fuori c’erano cento bambini. E che gli potevo dire io, se non parlavo una parola di quella lingua?

Tra tutte le lingue che ho cercato di imparare, alcune meglio altre peggio, ce ne sono alcune che non ho mai padroneggiato, come il swahili, e ce n’è una che a volte penso di parlare meglio della mia.

È il portoghese brasiliano.

Non so se vi è mai capitato, ma ad un certo punto ho iniziato a sognare in portoghese. A distanza di anni, solo adesso realizzo che le frasi che sento e leggo in portoghese entrano automaticamente dentro di me, non faccio nessuno sforzo per decodificarle, al punto che non so più dire in che lingua le ho sentite o lette.

Ok, direte, è una lingua simile all’italiano. È vero.

Non so com’è per voi, ma secondo me la cosa peggiore, quando si impara una lingua straniera, è quel momento preciso in cui ci si può già esprimere, si conoscono molte parole, un po’ di verbi, ma ancora non si ha la padronanza necessaria, ad esempio, per fare battute appropriate (magari sarcastiche, eheh!) o farsi capire quando si è arrabbiati.

Che frustrazione!

Quando sono arrivata in Brasile nel 2006, masticavo un po’ di spagnolo, ma del portoghese conoscevo solo alcune parole dei canti di capoeira e delle musiche di Viola de Doze e Revelação.

I coordinatori dell’ONG per cui lavoravo credevano che il dominio della lingua non fosse requisito necessario (sì, lo so, aiuto!) per le mansioni che avrei dovuto svolgere, e che comunque avrei imparato presto.

Prima però, fermiamoci un secondo. Ti chiedo un piccolo favore. Per te piccolo ma per me enorme. Un click qui sotto significa che apprezzi il mio lavoro:

Trasferirsi in Brasile

Fatto? Bene, possiamo continuare… E così eccomi qua, MUTA, a Salvador.

Come ho scritto nel post Vivere in Brasile: 5 cose da sapere, di solito i brasiliani sono pazienti con lo straniero che non parla la loro lingua, soprattutto se europeo.

E non solo! A Salvador mi sembrava che quanto più dicessi che non parlavo portoghese più le persone volevano parlare con me.

Una scocciatura, a volte, ma alla fine credo sia proprio questo che mi ha permesso di imparare così bene. Tra l’altro, mentre gli adulti, per educazione non ti correggono quasi mai, i bambini dell’orfanotrofio non si vergognavano di avvicinarmi e soprattutto non avevano molti peli sulla lingua: “Che hai detto?! Non si capisce niente! Ascolta, si dice così!” e ripetevano tutto e mi correggevano.

Vivere h24 al giorno a contatto con brasiliani è stato il fattore decisivo per imparare a parlare senza studiare (non c’era tempo!).

Al mio secondo lavoro, sette mesi dopo, nella città di Belo Horizonte, arrivai con un forte accento baiano e con uno slang da far invidia a qualsiasi monello di strada. Qui, però, al contrario degli amici baiani, nessuno lo trovava molto divertente (era un po’ come essere andati dal sud al nord Italia, tutto d’un colpo).

Mentre a Salvador mi dedicavo ad attività culturali e ludiche con bambini, adolescenti e giovani, a Belo Horizonte, dovendo svolgere mansioni di ufficio era necessario imparare a parlare al telefono, a scrivere rapporti e a comunicare in modo adeguato alle riunioni di lavoro.

E qui devo molto a internet.

Nelle righe che seguono, ho deciso di svelarti qualche trucco, qualche suggerimento, qualcosa che ti aiuterà ad imparare il portoghese.

Sei pronto? Ok, allora allacciati le cinture e partiamo. 😉

Consulenze per il Brasile

IL MIO MODO DI IMPARARE IL PORTOGHESE BRASILIANO

corsi-di-lingua-on-line

Chiunque voglia vivere e lavorare in Brasile per un periodo prolungato deve parlare il portoghese.

Se non si hanno appoggi in loco, è fondamentale essere indipendenti per poter cercare casa, fare spese senza essere ingannati, prendere il taxi, chiedere informazioni sull’autobus e per strada e capire cosa ci succede intorno. Se non hai tempo di fare un corso prima di partire, cerca almeno di imparare le prime formule di saluto e ringraziamento.

Oltre al fantastico software Assimil che trovi qui, ci sono numerose app e piattaforme gratuite per imparare le lingue. Dai uno sguardo qui!

Se sei alle prime armi può provare il “Corso di portoghese brasiliano con Carolina” che trovi cliccando qui!

Ecco la prima puntata dove Carolina insegna l’alfabeto! Pronto?

Esiste poi la modalità via Skype.

Con una semplice ricerca su Google potrai trovare insegnanti che offrono lezioni private via Skype o siti di scambio in cui si possono offrire lezioni o conversazione in italiano in cambio di lezioni gratuite di portoghese brasiliano.

Appena arrivato in Brasile, cerca i corsi di portoghese per stranieri delle Università Federali (pubbliche). Sono corsi semestrali con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Se invece hai deciso di imparare da autodidatta può essere importante sapere che:

  • Il portoghese brasiliano è una lingua diversa dal portoghese del Portogallo. Ovviamente, se già se ne conosce una, si avrà molta facilità a capire l’altra. Tuttavia se si parte da zero, è meglio scegliere subito quella giusta: la pronuncia è molto diversa e cambiano anche molte parole e forme grammaticali.
  • È fondamentale applicarsi con regolarità. Più della quantità di tempo dedicata, conta la costanza. Se decidi di fare un corso online ad esempio, sii realista! Dedica sempre la stessa quantità di tempo, determinata in compatibilità con i tuoi impegni. Inoltre, se hai amici, parenti, o meglio ancora!, un coniuge brasiliano, potrai fare un’immersione, chiedendogli di parlarti nella sua lingua, quando siete insieme. All’inizio puoi rispondergli in italiano, ma sforzati fin da subito ad esercitare i saluti in portoghese, chiedergli come sta, etc. E soprattutto: chiedigli di correggierti!
  • Guardare film o video brasiliani con i sottotitoli in portoghese aiuta molto. Su youtube ci sono molti canali, come quello di “Porta dos fundos” con video comici corti. Sempre su youtube puoi fare una ricerca inserendo ‘filmes nacionais completos’. Troverai alcune produzioni brasiliane da vedere in streaming. All’inizio probabilmente non capirai, ma ti aiuterà a “farti l’orecchio”, anche se sei ancora in Italia. 😉
  • È importantissimo imitare i suoni della lingua così come la sentiamo. È strano, ma ci sentiamo tutti un po’ ridicoli all’inizio, a pronunciare le vocali e i dittonghi nasali, il famoso ‘–ÃO’, le ‘T’ che in realtà suonano come le nostre ‘C’ e la ‘R’ moscia (soprattutto per chi va a Bahia e Rio). Le ‘O’ aperte o chiuse, per esempio, sono quasi sempre l’opposto di come le pronunciamo in italiano. Fare caso e saper riprodurre questi suoni fa parte della competenza linguistica, quindi è importante! Io all’inizio mi esercitavo da sola allo specchio, come se facessi un’imitazione, così per ridere, almeno mi vergognavo di meno e la mia pronuncia migliorava.
  • Se richiesto dal lavoro che svolgerai in Brasile, dovrai ottenere un certificato di conoscenza del portoghese brasiliano per stranieri, il CELPE-bras. Prevede quattro livelli di conoscenza della lingua portoghese: intermedio, intermedio superiore, avanzato e avanzato superiore. L’esame può essere sostenuto in Brasile o all’estero presso le rappresentanze diplomatiche del governo brasiliano. In Italia, il test è realizzato soltanto presso l’Istituto di Cultura Brasiliana dell’Ambasciata del Brasile a Roma.
  • Un ultimo consiglio: i modi cordiali dei brasiliani possono confonderci un po’ le idee riguardo alla distinzione tra situazioni formali e informali. Ovviamente certe cose si imparano solo sul posto. Per evitare gaffes, soprattutto in ambienti di lavoro, suggerisco sempre di osservare attentamente il comportamento dei colleghi: i modi amichevoli e gentili non significano che le formalità non siano importanti, anzi!, soprattutto nelle relazioni gerarchiche.

Mentre sto scrivendo la mia tesi di dottorato in portoghese, mi fa uno stranissimo effetto ricordare del tempo in cui riuscivo a malapena a esprimermi in questa lingua.

Ma è importante ricordare, perché tutti cominciamo senza capire e senza parlare!

A proposito, mi piacerebbe molto confrontarmi con altre esperienze. Se ti va raccontami qui sotto nei commenti come hai imparato o come stai imparando il portoghese brasiliano. Aspetto suggerimenti, nel frattempo buona immersione e… um abraço!

Lorena Volpini

___________________________________________________________________________________________________________________

Segui Madre in Italy su Facebook, Twitter e Instagram

About the Author

Lorena ha lasciato l’Italia nel 2004, subito dopo aver ottenuto la laurea in giurisprudenza, a Firenze. Per alcuni anni ha vissuto e lavorato in molti paesi, tra cui l’Australia, la Tanzania, il Brasile, il Mozambico e gli Stati Uniti. Dopo alcune esperienze presso agenzie governative e ONG, nel settore della Cooperazione internazionale per lo sviluppo, dal 2009 vive stabilmente in Brasile, a Salvador de Bahia, dove ha intrapreso un nuovo cammino formativo e professionale, dedicandosi alla ricerca in antropologia socio-culturale.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.